Non é stata una sorpresa ma non per questo il colpo è stato più facile da assorbire. Le vendite di Natale hanno penalizzato di brutto il settore abbigliamento e moda. I numeri, sebbene ancora provvisori, fanno davvero spavento: il calo negli affari durante le festività ha toccato il 20% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. Da allarme rosso.

“Sapevamo che il momento era difficile spiega il presidente di Confcommercio, Ivano Rulli -, soprattutto per colpa dell'Imu che ha assorbito gran parte delle tredicesime, ma di certo non immaginavamo un crollo di queste dimensioni”.

Due le ragioni che hanno determinato quella percentuale da brivido: la spesa ridotta verso il basso (cioè acquisti di entità assai minore rispetto al 2011) e scelte che hanno riguardato altri settori rispetto all'abbigliamento e alle calzature. Se la `moda è crollata, però, hanno tenuto bene sia gli alimentari (con un trend positivo nella grande distribuzione) che l'elettronica (un ulteriore boom dopo lo scorso anno, in particolare grazie ai tablet).

“Per quanto riguarda gli alimentari - continua il presidente Rulli -, stando a un primissimo bilancio, abbiamo la sensazione che in molti abbiano preferito mettere nei cesti natalizi del cibo, magari di alta qualità o particolare. Per quanto riguarda le tecnologie, il trend è positivo da tempo e anche quest'anno, nonostante la crisi e la poca liquidità a disposizione dei consumatori, il settore ha retto bene l'urto del crollo delle vendite che è stato registrato altrove”.

La Nazione Lunedì 31 Dicembre 2012

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