Un disavanzo di oltre dieci milioni di euro su un bilancio preventivo di circa 180 milioni nel 2012. É quello che starebbe emergendo dai conti 2012 dell'azienda ospedaliera Santa Maria in preparazione del bilancio consuntivo. Di molto superiore agli otto milioni di rosso già comunicati alla giunta regionale dall'ex direttore generale Gianni Giovannini. É il primo problema che si trova ad affrontare il suo successore Andrea Casciari. []

Comunque oltre dieci milioni di disavanzo significano che la Regione dovrà aumentare i trasferimenti oppure Casciari sarà costretto a tagliare posti letto e servizi. Molto dipenderà da come verrà fatta l'integrazione con l'università. Una delle voragini gestionali e non certo imputabile ai direttori generali deriva dalle convenzioni che si sono succedute con l'Ateneo che hanno imposto cliniche universitarie raddoppiate rispetto a molti reparti, e spesso di dubbia utilità. Un'altra voragine è data dalla fatiscenza dell'ospedale che impone costi di manutenzione elevati. Fonti della vecchia squadra di Giovannini dicono che i costi gestionali complessivi del 2012 sono aumentati solo dell'1% rispetto al 2011, dunque sostanzialmente sovrapponibili. Due milioni in più in linea col trend nazionale di aumento riconosciuto dal governo che ha di conseguenza aumentato il fondo ordinario alle Regioni. Il problema è che quest'aumento non sarebbe stato riconosciuto al Santa Maria che anzi avrebbe patito fin dall'inizio un handicap di circa 8 milioni di euro di minori entrate rispetto all'attività sanitaria. Insomma, programmazione finanziaria sfalsata rispetto all'attività sanitaria.

"La Regione - dice una fonte finanzia il Santa Maria come se avesse cento posti letto in meno. O li tagliamo oppure li deve finanziare. Questo deficit si può dire che era stato programmato dall'inizio."
A riprova ci sarebbe un copioso carteggio tra Giovannini e la giunta regionale. Giovannini che in conferenza stampa, cifre alla mano, indicava il Santa Maria come uno degli ospedali italiani col più basso costo medio per posto letto e soprattutto come il primo ospedale umbro attrattivo di mobilità, pazienti da altre regioni, di gran lunga superiore all'azienda ospedaliera di Perugia, più ricca di personale e tecnologie ma meno attrattiva. Mobilità da altre regioni che comunque nel 2012 sarebbe diminuita, facendo flettere le entrate. Ma il vero problema sarebbe questo: entrate regionali sottostimate rispetto all'attività.
Corriere dell'Umbria Lunedì 21 Gennaio 2013

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