A settembre 4 giorni di Jazz a Terni

Luciano Vanni, il pupillo della ex giunta ternana Raffaelli, tanto bistrattato dalle minoranze quanto apprezzato dall'ex sindaco e dai suoi sodali, colui che eredità il difficile compito di avvicendarsi a Carlo Pagnotta e al Gospel & Soul Easter Festival fortemente voluto dall'ex giunta Ciaurro, ha un nuovo progetto. Molto ambizioso. Vanni parte da lontano e dalla considerazione per dar vita ad iniziative interessanti non è necessaria una grande quantità di risorse, ma dal possesso di progettualità e nuove idee. A capo di Jazzit, il magazine specialistico di jazz, in concorrenza diretta con l'altro, ex edizioni Rusconi, Musica Jazz, Vanni si fa forte dell'ampio coinvolgimento che ha saputo creare intorno al suo giornale per organizzare un megafestival che lui stesso definisce "open source", vale a dire con un supporto organizzativo e logistico, ma senza un vero e proprio direttore generale. In altri termini la partecipazione è aperta a tutti coloro che vorranno, senza esclusioni. Ancora in fase embrionale, le adesioni hanno superato i 130 artisti-gruppi che a titolo gratuito hanno offerto la loro disponibilità, raggiungendo la quota di 500 artisti coinvolti nel l'arco dei quattro giorni, dal 5 all'8 settembre a Collescipoli.
"Sarà una vera e propria festa di Jazzit - afferma Vanni con musica, conferenze, happening, showcase, workshop, seminari e appuntamenti didattici diretti dai musicisti e operatori del settore. Sarà prodotto - sottolinea - senza alcun tipo di finanziamento pubblico e sarà sostenuto interamente da Jazzit e da chi vorrà partecipare (il biglietto d'ingresso quotidiano costerà 15 euro: darà diritto a seguire almeno 35 concerti al giorno, più workshop, più showcase, più conferenze, più mostre ed esposizioni); accetteremo donazioni e per l'occasione sarà organizzato un Jazzit Crowdfunding, per chi vorrà sostenere l'evento anche a distanza."
Per quattro giorni insomma il borgo medievale alle porte di Terni sarà in festa: la produzione del festival si occuperò dell'ospitalità (vitto e alloggio) dei musicisti che verranno anche accolti nelle abitazioni degli stessi abitanti del paese. Saranno sei i palchi sparsi nel borgo per un festival che al momento è nella fase del work in progress, anche se già da ora si parla di almeno dodici ore di programmazione ogni giorno.
"Stiamo costruendo il gruppo di lavoro dei volontari (siamo già a quota 61) - conclude Vanni - abbiamo ricevuto collaborazione da festival (Eddie Lang Jazz Festival e Ambria Jazz), scuole di musica (Notabene e Alt Music Center di Torino) e agenzie di management & booking (Management For You). Per documentare l'evento sarà girato un film-documentario."
Corriere dell'Umbria Lunedì 21 Gennaio 2013

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