Con 52 microgrammi per metro cubo, rilevati lunedì dalla stazione di Borgo Rivo, Terni si conferma ancora la città più inquinata dell'Umbria, l'unica per essere precisi. Il dato si riferisce al Pm10 ed è leggibile ori line nel sito dell'Arpa.

La normativa fissa in 50 microgrammi per metro cubo la soglia da non valicare entro le 24 ore, passata la quale la qualità dell'aria diventa scadente. Il dato conferma quello che lunedì mattina sia il direttore generale dell'Arpa sia l'assessore regionale all'Ambiente Silvano Rometti dicevano in conferenza stampa: non conta la quantità delle centraline ma la loro affidabilità.

La vecchia rete di monitoraggio della Provincia aveva molte più centraline, ma solo una, quella nel quartiere Le Grazie, era di ultima generazione, le altre di vecchia. Questo faceva sì che il quartiere Le Grazie sembrava il più inquinato e invece non era così. Adeguando le altre due centraline, Borgo Rivo e via Carrara, alla tecnologia di Le Grazie i valori dell'inquinamento si sono livellati, purtroppo aumentando paurosamente. Dal primo gennaio al 28, incluso, gli sforamenti per quanto riguarda il pm 10 sono stati 12.

Tutte e tre le centraline hanno segnato lo stesso numero di sforamenti: Le Grazie, il centro storico e Borgo Rivo sono inquinati allo stesso modo. E inquinati molto se si pensa che sempre la normativa fissa in 35 il numero massimo di sforamenti giornalieri tollerabili in un anno. Soglia che sarà superata d'un balzo dal Comune di Temi se si pensa che in meno di un mese gli sforamenti in città sono stati 12. Sia Rometti che Piccioni hanno chiesto misure strutturali. Tra cui l'allontanamento dei Tir dalle città e il contenimento della legna come fonte di riscaldamento, le biomasse producono molte polveri. Approva la proposta Claudio Pace, consigliere della circoscrizione Est.

"Spero - dice Pace che la richiesta che viene da fonte istituzionale tanto autorevole sia presa seriamente in considerazione dall'assessore al traffico del comune di Terni a cui avevo già scritto tempo fa per chiedere di attuare un piano "No Tir su Terni" che non sia frutto però di disposizioni calate dall'alto ma che sia condiviso in fretta con le circoscrizioni e reso operativo, insieme a misure altrettanto idonee (pannelli antirumore, asfalto fonoassorbente. controlli di velocità) da richiedere ad Anas e Prefettura per non far pagare agli abitanti dei quartieri prossimi agli svincoli della superstrada (Borgo Trevi, Toano, ... ) la giusta liberazione della città dal traffico pesante."
Corriere dell'Umbria Mercoledì 30 Gennaio 2013

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