Villa Palma: fu orgoglio di Terni

Una delle più belle residenze estive dell'Umbria -la più bella certamente che fiorisca in questi dintorni- è la Villa Guazzaroni che sorge sulle dolci pendici del Colle dell'Oro a poche centinaia di metri dalla città. Conosciutissima con il nome di Villa Palma, essa è largamente nota al nostro popolo per la bellezza della sua esposizione, l’imponenza e l'eleganza delle sue linee, la ricchezza dei fiori che un giorno scendevano in molteplici cesti al mercato cittadino, per il folto verde che la cinge come in un abbraccio di tenerezza e di difesa.
Fu con codeste parole che il Professor Italo Ciaurro, nel proprio libro Latina Gens, descrisse agli inizi degli anni '30 l'antica residenza estiva dei Conti Spada, la cui progettazione veniva allora attribuita ad Antonio da Sangallo il Giovane. Quasi un secolo è tuttavia trascorso da quella vetusta era, ed oggi il gioco del tempo è l'unico tiranno del simbolo d'un tradimento fra i più vili, quello d'una città nei confronti della propria secolare storica eredità. Allo sfarzo degli affreschi, degli stucchi pregiati, dei marmi classici e degli antichi mobili si è di fatti sostituita la miseria del saccheggio, la maceria e dunque la rovina del palazzo gentilizio. Quest'ultimo appartenne ai Marchesi Sciamanna, ai Conti Manni, ai discendenti di Luciano Bonaparte fratello di Napoleone Imperatore ed in seguito ai Principi Ruspoli, i quali la vendettero a loro volta all'Ing. Alessandro Guazzaroni, che, restaurandola durante il primo dopo guerra, le ridonò il vetusto fasto, dimostrandosi moderno mecenate.
Codesta mirabile opera di rinnovo venne affidata al Professor Aloisi ed al celebre pittore Antonio Calcagnadoro, i quali resero le stanze finalmente degne di ospitare dei quadri, dei lampadari ed un mobilio spesso cinquecentesco, sottraendo una prima volta Villa Palma alla fatiscenza che l'aveva costretta per secoli.

Nonostante i decenni di vita che vennero donati a quest'ultima, l'attuale situazione è nuovamente disperata: i giardini e la corte sono stati invasi dalle erbacce, i corpi annessi all'edificio principale sono crollati o comunque pericolanti, la cappella è stata violata dagli indecenti autori di messe nere, le statue delle fontane sono state sottratte, il tetto ed i solai sono in molti punti franati, i soffitti sono pericolanti ed il trionfo della devastazione sulla vinta nostra memoria è totale, poiché forse essa è destinata a trovare sepoltura sotto le rovine costrette dall'edera di quella che in una remota era fu la ternana Villa Palma.

È proprio per evitare che un'alba, rompendo il sottile gioco delle tenebre grazie alla prima debole luce del dì, riveli l'assenza della sua gentile mole, che si rende categorico l'immediato risveglio del nostro orgoglio di Interamnati, per troppo tempo deriso da noi stessi. Ascoltiamo dunque il grido di dolore che verso di noi si leva dalla nostra millenaria storia, riscattiamo e riportiamo all'antico fasto Villa Palma per riscattare e degnamente celebrare la memoria che per lunghi secoli, indegni figli, calpestammo.

Francesco Neri

La Pagina N°98 di Novembre 2012

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