La Ztl a Terni non esiste o esiste solo come presa per in giro per i residenti o per incassare la tassa che tutti noi paghiamo annualmente. Chiunque, infatti, può entrare quando vuole (tranne a notte inoltrata quando il traffico è quasi defunto) e uscire a suo piacimento, a seconda dei propri comodi. Chiunque tranne i residenti che possono servirsi dell'auto solo in particolari momenti della giornata, altrimenti, per poter parcheggiare normalmente, devono ridiscendere in strada dopo le ore 21.
La completa libertà e assenza di regole e controlli per tutti i non residenti non può sfuggire ai solerti amministratori, a meno che una sventurata cecità porti a non accorgersi, ma ciò sarebbe inqualificabile, che un traffico continuo di mezzi motorizzati passa a piacimento da piazza del Mercato a largo Elia Rossi Passavanti e, eludendo ogni forma di controllo, si porta fuori della Ztl dopo aver attraversato corso Tacito.
Proprio in largo Elia Rossi Passavanti c'è, in pratica stabilmente, la più grande concentrazione di macchine, abusive o semiabusive, pensabile da essere incivile. In certe giornate sembra quasi Zona a traffico pedonale limitatissimo. Pericolosissimo anche per chi si muove in bicicletta, per i continui slalom che deve compiere tra un'auto, un furgone, una moto, un camioncino abusivamente parcheggiati. Chi poi deve muoversi con passeggini-tutori o con gli ingombri di grosse quantità di merci acquistate al supermercato, fa fatica a rientrare in casa a causa dei percorsi tortuosi che deve compiere per evitare gli ostacoli costituiti dai mezzi che si appropriano di ogni varco e quindi si è costretti a vere e proprie gimkane. Sotto l'arco, detto di Cavalletti, non si passa perché è possesso, indecentemente, di auto a destra e a sinistra. Nel largo Elia Rossi Passavanti, ma anche lungo il corso Tacito c'è una pletora di facenti finta di essere malati che, sfruttando ignobilmente ed incivilmente, l'autorizzazione per invalidi utilizzabile solo per visite mediche, passeggia sfrontatamente ogni giorno nei dintorni della propria auto, parcheggiata a proprio piacere, dove si vuole, lungo il Corso. Basta, prego, con il ridicolo ritornello "è difficile scoprirli" proferito a volte da alcuni vigili in risposta a giuste rimostranze.

Un controllo adeguato, alla fermata e alla ripartenza, non è altro che un dovere minimo di chi è preposto al controllo della qualità della vita cittadina e ad educare i furbetti privi di dignità. E neanche vale dire "il personale scarseggia": il personale va utilizzato al meglio. Siamo tutti certi che con poche ore di lavoro-controllo si riuscirebbe ad "educare" questi abusivi con provvedimenti adeguati, molto adeguati, tanto da dissuaderli a vita. In realtà non c'è alcuna capacità né volontà di controllo. Basterebbe infatti poco: alcuni semplici controlli ai dì di festa, quando non ci sono farmacie aperte, luoghi di visita aperti, laboratori medici aperti, è proprio in questi giorni che si fa il pienone; è festa, si passeggia...
Il tutto significa, a mio modo di vedere, la completa trascuratezza di chi dovrebbe controllare ed "educare" o forse meglio "istruire" i furbetti del larghetto.

di Giampiero Raspetti
Corriere dell'Umbria Martedì 5 Marzo 2013

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