Chiude la sede Telecom di Via Di Vittorio

Un altro pezzo di economia che se ne va

Via un altro tassello della storia aziendale cittadina. Entro il 2014 chiuderà la struttura Telecom in via di Vittorio. È quanto emerso dall'accordo sindacale siglato a Roma dalle organizzazioni di settore. Saranno 47 le sedi periferiche che chiuderanno i battenti in tutta Italia, una di queste, visto che conta meno di 46 dipendenti è proprio quella di Terni.
Per la città o meglio per i dipendenti della compagnia telefonica Telecom, si apriranno nuovi spiragli lavorativi. Questo l'unico elemento da sottolineare e vedere come un importante successo dei sindacati nazionali. Ai 36 dipendenti ternani, infatti, sarà proposta per chi ne avrà diritto la mobilità fino alla pensione, per gli altri il trasferimento in altre sedi. Con gli ovvi e conseguenti disagi del caso. In quest'ultimo caso si tratterà, molto probabilmente, di spostarsi verso Roma. Ancora poco più di un anno e mezzo, quindi, per decidere.

Tutto questo considerando che i 36 dipendenti ternani sono, dati anagrafici alla mano, per la maggior parte dei casi troppo giovani per la pensione e, forse, troppo adulti per tentare nuove avventure lavorative. Condizione in questi tempi di crisi simile a molti. L'annuncio di Telecom Italia è stato accolto, comunque, con soddisfazione anche se la paura resta pensando alla necessità di stravolgere la vita, volgendo lo sguardo verso la pendolarità quotidiana. A preoccupare sono, visti anche i costi del carburante, le ripercussioni che il viaggiare verso Roma potrebbero portare allo stipendio di ogni singolo che si aggira sui 1300 euro mensili.

E dopo enti e banche, Terni saluta la Telecom. Fiore all'occhiello che per tanti anni ha impiegato ternani e non tra settore amministrativo e tecnico. Poi tagli, privatizzazioni e aggiustamenti, fino alla fine, quella che sarà definitivamente decretata entro il 2014. Si sarebbe potuto fare qualcosa? Analizzando l'aspetto sindacale, forse, sarebbe stato possibile creare macro strutture considerando Rieti o Viterbo. Fatto è che il risultato sarà la chiusura della sede ternana.

di Sara Gargagli
Corriere dell'Umbria Sabato 30 Marzo 2013

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