La proposta l'aveva fatta esattamente dieci anni fa: utilizzare i capannoni di Papigno per un grande museo delle auto e moto storiche, considerando che Temi è l'unica città italiana che ha dato i natali a tre campioni del mondo, Umberto Borzacchini per le automobili; Libero Liberati e Paolo Pileri per le motociclette. La proposta venne lasciata nel cassetto dalla giunta Raffaelli che puntò dopo l'abbandono di Benigni su Cinecittà studios continuando a inseguire il sogno del cinema. Oggi che quel sogno sembra definitivamente infranto il consigliere comunale del Pdl Federico Salvati torna alla carica:
"Terni ha un immenso patrimonio di auto e moto d'epoca grazie ai tanti collezionisti privati. Giampiero Sacchi che ha moto dagli anni `50 ad oggi, tra cui tutte quelle di Valentino Rossi. Capirossi, Biaggi e Simoncelli. C'è la collezione privata della famiglia Tomassini che ha addirittura una macchina a vapore. C'à la collezione di Roberto Begliomini. C'è una grande collezione di moto storiche a Narni e un privato a Stroncone che colleziona tutte le vespe `50."
Federico Salvati e suo fratello Stefano hanno un piccolo museo privato gioiello dell'Alfa Romeo nel capannone di Maratta che un tempo ospitava la concessionaria.
"Tutti questi privati questa la proposta - potrebbero riversare parte delle loro collezioni in questo museo di Papigno. Ovviamente in condizioni di massima sicurezza. Con l'impegno di poterle utilizzare quando vogliono."
Salvati, che ha visto molti musei del genere in giro per l'Europa, ipotizza che il polo di Papigno non dovrebbe essere solo museale ma ospitare anche meccanici e carrozzieri specializzati in motori d'epoca nonchà uno spazio per mostre dei pezzi di ricambio.
"Sarebbe un naturale polo di attrazione per i visitatori della Cascata delle Marmore - aggiunge il consigliere comunale - in un circuito ideale che parte dal museo delle armi e che finirebbe proprio a Papigno. Tra l'altro, Cascata e Piediluco rientrano sempre nei percorsi dei raduni e delle corse di regolarità. L'assessore allo sport Renato Bartolini si mostra interessato alla proposta. Dice anzi che è già oggetto di studio. "

L'ipotesi di utilizzare Papigno come contenitore di auto e moto storiche - dice Bartolini – c’è stata già avanzata da Giampiero Sacchi, dall'associazione Temi città dei motori e dal motoclub Libero Liberati e Paolo Pileri. Con Sacchi abbiamo fatto un sopralluogo a Papigno lo scorso luglio ma non mi ha fatto più sapere niente". Ma c'è anche un piano b: quello di utilizzare i quattro teatri di posa abbandonati del Centro multimediale.

"É l'ipotesi che stiamo studiando per fare un museo del le moto storiche con il motoclub Liberati e Pileri - spiega l'assessore - sono locali ormai abbandonati e l'investimento per riadattarli a museo sarebbe minimo. Si potrebbe sfruttare la sala convegni per proiezioni o anche per presentazione di nuovi modelli. Così il piazzale delle ex Bosco. Il Centro multimediale potrebbe essere l'embrione, il punto di partenza del museo, Papigno il punto d'arrivo".

Corriere dell'Umbria Lunedì 22 Aprile 2013
Per fare un museo dei motori o qualunque altra cosa, prima bisogna fare i conti con l' "oste" Cinecittà che ha in locazione i capannoni dell'ex stabilimento elettrochimico sulle rive del Nera. Il punto sul rapporto lo fa il sindaco Di Girolamo:
"La convenzione con Cinecittà - dice il sindaco - scade a dicembre del 2013. Loro sembrano intenzionati a continuare e dunque a rinnovare il rapporto. Ma noi siamo disposti a rinnovare il rapporto solo se concretizzano un impegno vero. vogliamo garanzie non formali."
Quelle ore minime di girato che da anni non sono state assicurate dato che sempre da anni gli studios sono fermi. L'ipotesi di fare un museo dei motori sembra interessante per la giunta.
"Ma bisogna trovare un grande investitore - dice l'assessore Bartolini - disposto a fare l'investimento e a gestire il tutto. Il Comune può garantire la bonifica per la quale ci sono i fondi. Il procedimento è complesso, prima bisogna trovare manifestazioni d'interesse e sulla base di queste costruire il bando. Per ora manifestazioni concrete non ce ne sono state."
Corriere dell'Umbria Lunedì 22 Aprile 2013

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