"L'Info point della Cascata delle Marmore va riaperto quanto prima. Il Ditt non va chiuso, anzi va potenziato. Serve a promuovere il territorio, a commercializzare le offerte degli associati e a gestire gli eventi. Gli enti pubblici che ne fanno parte devono fare un passo indietro rispetto alla promozione, altrimenti si continua nelle duplicazioni e nello spreco di risorse."

Elisabetta Ruozi Berretta, vice presidente di Federalberghi, membro del consiglio d'amministrazione del Ditt, interviene sulla polemica lanciata dal presidente del consorzio turistico pubblico privato, Gabriele Giovannini, che ha denunciato scollegamento e disimpegno da parte di alcuni soci pubblici, i comuni di Terni e Narni, verso lo stesso consorzio. Dal 2008 il Comune di Narni non versa le quote consortili; quello di Temi dal 2010 per un totale di 86mila euro (14mila Narni, il resto Terni). Tra questi i 24mila euro promessi e deliberati dal Comune che sarebbero serviti a pagare il funzionamento dello sportello informativo della Cascata nel 2012.

Non sono arrivati i soldi per pagare quanto fatto nel 2012, figuriamoci per il 2013. Ma ad accendere la miccia della polemica è stato l'accordo di reciprocità tra i Comuni di Temi e Narni per la promozione integrata. Nei mesi di aprile e maggio volontari del servizio civile promuoveranno la Corsa all'Anello e Narni dai sentieri della Cascata, mentre altri volontari promuoveranno la Cascata e le altre bellezze di Terni da Narni. Il tutto scavalcando il Ditt che è nato 11 anni fa proprio per fare promozione integrata.

"Se gli impegni non verranno rispettati darà le dimissioni" minaccia Giovannini che ha già convocato un cda per 1'11 aprile. E questo significherebbe lo scioglimento del Ditt.

"A ieri nessuno mi ha contattato"dice Giovannini che va avanti per la sua strada. Parlano invece altri imprenditori del settore turistico, come Giunio Marcangeli: Il Ditt serve, va potenziato e fatto lavorare meglio. Che le istituzioni non versino le quote promesse è un'assurdità. Se l'Info point della Cascata non riapre è un danno per noi operatori e per tutto il territorio. Ogni giorno di ritardo nell'apertura è colpevole".

D'accordo il presidente della Provincia Feliciano Polli che, a differenza degli altri soci pubblici, ha sempre versato puntualmente le quote. Come d'altronde ha fatto la Camera di commercio. "Il Ditt - dice Polli - l'abbiamo aiutato e supportato in tutti i modi e bisogna continuare a farlo”. Noi come Provincia, la Camera di commercio e i comuni. Alla Provincia di Perugia invidiano questo strumento; noi che l'abbiamo l'affossiamo, sarebbe una miopia politica non perdonabile anche perché la valorizzazione del territorio e tutta l'economia che ci si può costruire sopra è una delle poche prospettive reali di sviluppo ".

Intanto la Provincia, soggetto capofila, ci riprova con Umbria water festival già programmata dal 16 al 19 maggio dopo i risultati non esaltanti dell'anno passato. Il programma verrà pubblicato nei prossimi giorni.

Corriere dell'Umbria Mercoledì 3 Aprile 2013

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