Era stato il Comitato No Inceneritore a denunciare segnalare, informare, fate voi, del possibile riavvio dell'ex Printer di Maratta. Ieri l'assessore all'ambiente Luigi Bencivenga, durante il question time, oltre a ribadire l'acquisto dell'impianto da parte di una società di Ravenna per tre milioni di euro e con l'intenzione di farne una centrale a biomasse, ha certificato che la struttura è in possesso di tutte le autorizzazioni previste fino al 2019.
Al Comune, insomma, non resta che pianificare con l'Arpa la rete dei controlli. Quanto basta per scatenare il Comitato che dopo l'impianto ex Terni Ena ora fa i conti anche con Printer.

“è' evidente - tuona il Comitato - che la struttura tecnologicamente inefficiente vale economicamente solo perché permetterà di bruciare non soltanto biomasse ma anche linoleum. Abbiamo appreso che il sindaco incontrerà l'impresa per capire i dettagli dell'operazione e a lui abbiamo chiesto un incontro urgente: è il caso che prima dell'azienda ascolti i cittadini. Ambedue gli impianti (ex Printer ed ex Terni Ena) - continua il Comitato - sono privi di alcun valore ed efficienza reale ma finanziati da milioni di euro di incentivi alla produzione di energia da fonti rinnovabili e assimilate che garantiranno profitti enormi alle imprese, mentre lasceranno alla collettività l'onere dei danni ambientali”.

Anche Rifondazione tuona: “Le scelte sciagurate del passato (giunta Raffaelli e Ciaurro) s'intrecciano con gli interessi di nuovi, piccoli e grandi soggetti imprenditoriali che investono, oggi come allora, sulla produzione di energia da fonti rinnovabili speculando sugli incentivi economici”.
Rifondazione si appella al Piano regionale sulla qualità dell'aria in discussione in Regione:

“Forse uno dei pochi strumenti importanti rimasti per contrastare un destino che sembra segnato”.

 

La Nazione Martedì 16 Aprile 2013

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