Outokumpu rinunci alla vendita di Ast ricomprendendola nell'operazione Inoxum e metta sul mercato gli impianti di Avesta; la cessione sia ultimata comunque entro il tempo massimo di un mese; Ast in questa fase sia adeguatamente tutelata perché sta subendo riduzioni di mercato preoccupanti: è quanto chiedono il sindaco Leopoldo Di Girolamo, la governatrice Catiuscia Marini, il presidente della Provincia, Feliciano Polli, nelle lettera inviata al commissario europeo alla concorrenza Joacquin Almunia.

I tre amministratori, tra l'altro, annunciano il ricorso alla Corte di Giustizia

Dalla missiva, che fa seguito all'incontro della settimana scorsa a Strasburgo, emerge un quadro drammatico.

“Dopo la decisione assunta dalla Commissione europea antitrust nel novembre 2012 che approvava la proposta di acquisizione di Inoxum da parte di Outokumpu ma subordinandola alla cessione di Ast e di alcuni centri servizi - si legge - la situazione sta diventando molto difficile. Infatti la produzione di acciaio e laminati sta calando, mettendo a forte rischio la posizione di mercato e lo stesso futuro della fabbrica. A maggio la produzione è scesa da 120.000 a 93.000 tonnellate e nei prossimi mesi, a causa della carenza di ordini, è previsto un ulteriore calo, con il fermo di alcune linee.
Le esportazioni verso l'acciaieria di Calvert in Alabama e Mexinox si sono ridotte quasi a zero e si è attivato in maniera molto modesta l'utilizzo dei tre centri servizi inox che sono stati inclusi nel pacchetto Ast, di cui solo quello di Willich (d) ha capacità adeguate di mercato. Inoltre Outokumpu sta attuando una politica di prezzi molto aggressiva sul mercato italiano, sottraendo ad Ast clienti storici.

Questo sta determinando anche un marcato deterioramento del bilancio che già nei due anni trascorsi si era chiuso in passivo a causa delle difficoltà di mercato.Nella decisione assunta dalla Commissione europea - si legge ancora - era posta la condizione di assicurare, da parte di Outokumpu, la redditività dello stabilimento e nel business-plan di Outokumpu presentato ai possibili acquirenti era previsto l'impegno a mantenere inalterata la produzione di Ast, anche attraverso nuovi ordini interni al gruppo. Tutti questi impegni non vengono mantenuti. Inaccettabile, poi, è il fatto che Outokumpu non ha rispettato le scadenze previste nello scorso maggio ed ha richiesto alla Commissione europea una proroga dei termini della vendita che non ci è stata comunicata. Inaccettabili tali comportamenti che stanno provocando danni forse irreparabili ad Ast,ed alla nostra comunità. Quindi le richieste e l'avvertimento del ricorso alla Corte di Giustizia. Gli amministratori umbri concludono chiedendo un incontro a breve, prima della pausa estiva degli organismi europei.”

Stefano Ch lia Acciai speciali Terni è il più grande complesso industriale del Centro Italia. R Gruppo di viale Brin occupa circa 2.800 lavoratori diretti ed altrettanti indiretti; realizza il 20% del Pil del)' Umbria ed il 40% dell'export. Fornisce circa il 40%a di acciai speciali del mercato nazionale. Dopo il corteo del 5 giugno culminato con gli scontri tra manifestanti e polizia, con il ferimento del sindaco, martedì circa quindici ila persone hanno sfilata a Terni per la salvaguardia dello stabilimento. Imarcia con gli operai ternani, i colleghi dei siti siderurgici italiani e le istituzioni dell'Umbria

La Nazione Giovedì 20 Giugno 2013

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