Una strada antica, disseppellita, il filo di una trama che si va ricomponendo. Dopo i primi due sondaggi non molto soddisfacenti, è finita con un successo la campagna, di scavi iniziata ad aprile dalla Soprintendenza per i beni archeologici dell'Umbria nel sito circostante la basilica di San Valentino e finanziata dalla fondazione Carit.
Dietro all'edificio che ospita le facoltà di Scienze politiche ed Economia, a ridosso dell' area necropolare risalente al secondo o terzo secolo dopo Cristo e tornata alla luce 15 anni fa sotto il chiostro grazie agli scavi diretti da Chiara Giontella, gli archeologi Rosanna Ovidi e Andrea Ponzi hanno rinvenuto un tratto di strada larga circa due metri che procede in direzione della cripta della basilica sicuramente molto antica, ma di datazione ancora incerta, forse coeva alla necropoli oppure risalente a un periodo compreso tra tardo antico e alto medioevo.

Si tratta di una strada glareata, una tipologia rinvenuta in più luoghi dell'Umbria, composta cioè da ciottoli di fiume estratti con ogni probabilità dal canale Cervino, scaglie calcaree e scorie ferrose utili a rendere più resistente il selciato. Il banco ghiaioso naturale che la circonda e che presenta buchi pertinenti a sepolture fu tagliato per procedere all'imposta della strada. Sul selciato non sono presenti tracce del passaggio di carri e questo prova che il sentiero era, destinato al solo passaggio di uomini e non di mezzi.

"Sull'interfaccia della strada, che è stata in seguito coperta da strati di riempimento, sono state rinvenute monete bronzee - spiega Rosanna Ovidi - che verranno affidate allo studio di un esperto per datarle e capire così quale sia stata l'epoca di abbandono della strada stessa."
La prima ipotesi è che il sentiero fosse funzionale al transito da e per la necropoli, dunque coevo all'età in cui si strutturò l'area, necropolare. La seconda ipotesi, che gli archeologi caldeggiano maggiormente. è che la strada sia subentrata in un momento successivo, quando la, necropoli era ormai stata dismessa e trasformata in un'area sacrale di diversa destinazione, dunque non si esclude che potesse condurre alla tomba di San Valentino. Di fatto, la, collocazione della strada indica che la superficie fosse situata a un livello molto più profondo e che l'accesso all'area della basilica fosse completamente diverso. Nuove scoperte potrebbero venire da successivi sondaggi che svelassero
"altri tratti di strada, oppure altri resti della, basilica originaria"
- dice Maria Cristina De Angelis, ispettrice di zona dello scavo.
"Lo scavo era stato avviato con l'intento di trovare più tombe rispetto a quelle già note, mentre questa strada ci ha veramente sorpreso. Costituiva un passaggio tra la città e la basilica e la quota a cui è stata scavata è indicativa di quanto sia cambiata la morfologia di questa zona. - conclude - ci aspettiamo, attraverso futuri sondaggi, di ricostruire la vecchia morfologia della collina e di ritrovare le tracce dell'antica basilica, precedente a quella attuale."
Corriere dell'Umbria Sabato 22 Giugno 2013

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