Tutto partì dalla pesca di Papigno

All'inizio fu la riscoperta della pèsca di Papigno, ritrovata nel 1991 dall'agronoma Isabella Dalla Ragione che era sulle tracce del succoso frutto dallo studio dei testi di Plinio e dalla lettura di volumi d'arte, di letteratura e di viaggi dei secoli passati (anche qui transitavano i grandi viaggiatori del Settecento e dell'Ottocento). La coltivazione di questa pesca locale era andata persa negli anni `60 del Novecento, sterminata, insieme all'agricoltura, dalle polveri sottili delle fabbriche, inquinanti e colpevoli di danneggiare le produzioni agricole. Dalla Ragione trovò una pianta superstite in un podere abbandonato, nei paraggi delle fabbriche, ormai anch'esse dismesse. La pesca è tornata alla ribalta e anche il desiderio della riscoperta delle radici agricole e preindustriali della zona. Da qualche tempo un gruppo di abitanti di Papigno ha messo in piedi un vero e proprio
"laboratorio verde che coinvolge con entusiasmo la comunità alla riscoperta dell'antico paesaggio del luogo, delle proprie memorie che si svelano attraverso le gestualità di attività del passato e dei propri legami solidali."
Così si racconta questo gruppo, trasversale per età, con bambini coinvolti nella riscoperta delle tradizioni degli avi, e che stanno trasformando luoghi incolti, o di normale verde, in autentici orti. Documentando tutto in un blog (papignopesche.blogspot.it), segnando il loro workinprogress, le piccole vittorie di ogni giorno, Ma rendendo, soprattutto, quello che era diventato un borgo industriale, una periferia grigia di Terni, un posto ameno, meritevole di essere visitato anche dai turisti, laboratorio che propone modi di vita nuovi, legati al passato e immersi nel terzo Millennio.
Corriere dell'Umbria Venerdì 7 Giugno 2013

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