Una tappa importante della lotta della Valnerina contro la centrale a biomasse fu il convegno promosso dal comitato lo scorso 8 febbraio presso il teatro comunale di Arrone. Intervennero in quella occasione il dottor Roberto Pellegrino, biologo e docente all'università di Perugia; il dottor Giovanni Vantaggi, esperto in patologie conseguenti all'inquinamento atmosferico, e l'avvocato Valeria Passeri, esperta di diritto a tutela dell'ambiente. Vantaggi descrisse i potenziali danni alla salute di impianti di questo tipo.
"Produrre oli o vegetale per poi bruciarlo ai fini energetici significa devastare l'economia agricola europea, con un vantaggio di efficienza energetica vicino allo zero."

In altre parole significa che si brucia la stessa energia per poi riprodurla, ma ci sono gli incentivi, e questo è un business di dimensioni epocali. Questi contributi provengono dai cittadini che pagano la bolletta elettrica, infatti il 7% del sovrapprezzo energetico va ad incentivare la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili. Spiegarono i relatori che non è questa proprio una fonte rinnovabile come il sole, l'acqua e il vento. I fumi da combustione emessi, in particolare le polveri sottili, (pm 10) anche in bassissime dosi sono dannose per la salute e sono causa di alcune forme di tumore.

Dati, questi, emersi recentemente grazie alla Regione Emila Romagna che li ha diffusi.

"Questi impianti, fu detto dall'avvocato Passeri, con una semplice dichiarazione di inizio attività, possono trasformarsi in veri e propri inceneritori di rifiuti. La Convenzione di Arhus del 1998 in vigore dal 30.10.2001, recepita dal governo italiano con decreto presidenziale del 21.sett. 2010, obbliga gli enti preposti alla convocazione delle conferenze dei servizi, con il coinvolgimento dei cittadini per scelte che riguardano l'insediamento di impianti che potrebbero recar danno alla salute".

Corriere dell'Umbria Sabato 6 Luglio 2013

 

Lavori terminati e sta per accendere i motori la contestata centrale a biomasse, olio vegetale, di vocabolo Isola nel Comune di Arrone. La società Espandy spa ha già consegnato la relazione di fine lavori all’amministrazione provinciale. Venerdì 28 giugno scadeva infatti il termine per la costruzione dell'impianto posto a ridosso del parco fluviale del Nera. Conferma l'assessore provinciale all'Ambiente Fabrizio Bellini:

"Ci è stato comunicato il fine lavori ma non ancora la comunicazione di accensione dell'impianto, che ritengo comunque imminente. L'impianto è terminato."
Impianto legittimo a cui la Provincia non si è potuta opporre. Bellini conferma che i controlli sui fumi e sul combustibile saranno serrati:
"Abbiamo già stipulato - dice una convenzione con Arpa e Comune di Arrone per i controlli in entrata e in uscita. Ci sarà un controllo preventivo per stabilire lo stato dell'ambiente prima dell'attivazione della centrale poi i controlli d'esercizio."

Molto importante sarà, controllare il combustibile, l'olio vegetale che secondo indiscrezioni dovrebbe venire addirittura dall'estero. Fino ad un anno fa questo non sarebbe stato possibile in quanto il regolamento regionale prevedeva, il vincolo dell'approvvigionamento su base locale. La biomassa insomma doveva essere a chilometri zero. Ma con un tempismo quantomeno sospetto la giunta regionale aveva provveduto a modificare il regolamento, togliendo il vincolo dell'approvvigionamento.

Stufara aveva chiesto alla giunta, regionale la revoca delle autorizzazioni per la centrale a biomasse e il ripristino, attraverso una nuova modifica del regolamento regionale, del vincolo dell'approvvigionamento su base locale. Richiesta senza esito. La popolazione della Valnerina, e in particolare del Comune di Arrone, è inferocita contro l'impianto e si prevedono nuove manifestazioni contro la centrale. Il comitato Salviamo la Valnerina costituito in difesa dell'ambiente ha ribadito la propria opposizione e metterà in cantiere altre iniziative di protesta. Dopo quelle già effettuate quali la manifestazione a Terni, ad Arrone e ad Assisi con gli altri comitati nazionali. Tutte azioni fin qui senza risultati.

"All'assemblea dello scorso 8 febbraio racconta Pietro Paolo Marconi - il teatro di Arrone era gremito fino all'inverosimile, con persone assiepate fuori e sedute anche per terra per ascoltare, capire e protestare contro le istituzioni locali per avere dato l'autorizzazione alla costruzione di una centrale elettrica ad olio vegetale, nel bel mezzo di un centro abitato, industriale ed artigianale, vicinissimo a zone residenziali e a strutture alberghiere e della ristorazione”
Corriere dell'Umbria Sabato 6 Luglio 2013

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