É un chicca. Perché pieno di gusto. La miscela che ti lascia nel profondo dell'anima questo particolarissimo buon sapore è fatta di competenza e originalità. Sangemini Classic Festival rispecchia il modo in cui Virna Liurni, il direttore artistico, intende fare cultura.
"I nostri artisti - spiega sono scelti non solo in base al nome, ma per il fatto che il loro talento e le loro abilità sono legati ad un senso profondo di sensibilità e umanità che mostra la loro vera anima artistica. In un'epoca in cui la globalizzazione annulla il singolo e la sua singolarità, la nostra idea, in controtendenza, è quella di valorizzazione l'unicità del momento artistico, di farlo rimanere nella memoria emotiva e di sensibilizzare un pubblico che non deve essere necessariamente colto."
In sostanza l'obiettivo è quello di recuperare il senso dello stupore.
"Certamente. Per far questo l'obbiettivo del Festival è quello di superare i falsi steccati che tendono a separare generi presuntamente diversi, fondendoli invece in un'unica tessitura. E per il modo in cui fino ad ora ha risposto il pubblico, c'è di che essere soddisfatti."
Un'edizione sofferta, questa.
"Sì, senza dubbio. Un'edizione, la quattordicesima, che ci siamo imposti di organizzare per lottare contro coloro i quali vogliono sottrarre sogni, passioni; consapevoli dell'estenuante lavoro che ruota intorno all'arte in genere e al mondo della musica colta in particolare."
Difficile trovare alleati in un momento come questo?
"Ci siamo imposti immani sacrifici, non illudendoci di ottenere chissà quali riconoscimenti e, invece, corazzandoci rispetto a distrazioni o scarse attenzioni da parte di eventuali interlocutori."
E le istituzioni?
"Abbiamo ottenuto ascolto da quelle di riferimento, e devo dire che nel nostro Festival ha sempre creduto fermamente il sindaco di Sangemini, Leonardo Grimani. Certo, siamo andati al risparmio, compensando con la passione e la disponibilità e amicizia degli artisti coinvolti in questo che definirei un piccolo gesto d'amore per l'arte."
Lei ama definire il Sangemini "Piccolo festival di vera arte".
"Sì perché badiamo a esaltare l'umiltà, l'eticità e il senso del rispetto per l'espressione artistica, legati ad un vero senso di spiritualità che si riassume nella coesione dei diversi stili, senza rinnegare il fondamento essenziale della formazione colta."
Il "Piccolo festival di vera arte" ha in effetti raccolto tanto pubblico e tanti consensi nei due primi spettacoli di questa edizione.
"Quello d'apertura dell' 11 luglio con l'etnomusicologo Erasmo Treglia e il gruppo degli Acquaragia Drom nella Chiesa di San Francesco, ha visto gli spettatori partecipare i canti, i ritmi e la calda animazione di balli sulla base di una trascinante musica.
Benissimo è andato anche Rose a colori, canzoni, canzonette e canzonieri del 17 luglio, al museo Calori. Il pubblico si è calato nel momento di alto livello culturale proposto dall'ensemble il Fuggilotio guidato dal maestro Gino Nappo, studioso della musica colta del XVII e XVIII secolo. Affiancato da musicisti di formazione classica con esperienza dell'antica, ha celebrato la rosa con stimolanti contrasti, fondendo la polifonia rinascimentale con la canzone pop degli anni'60 e'80."

E stasera tocca al direttore artistico che indosserà gli abituali panni di pianista camerista. “Alle 21,30, al museo Calori. Proporremo `Musica, danza e immagini', ovvero un'avvincente storia tra arie note, sognanti melodie originali e danze della romantica Europa. Accanto a lei ci sono artisti prestigiosi. "Assolutamente. Il pianista e direttore d'orchestra maestro del Teatro alla Scala Stefano Salvatori, che si è dedicato al repertorio operistico, presenterà delle anteprime di arie d'opera al piano. Il noto ed eclettico violoncellista e compositore Piero Salvatori, eseguirà le sue melodie accompagnate da me al pianoforte. A impreziosire il tutto, la danza di una tra le più importanti etoile italiane, Ghislaine Valeriani, già prima ballerina della Fondazione Arena di Verona, che impreziosirà lo spettacolo, supportato artisticamente dal lavoro di Fabrizio Campili, laureato al Dams di Bologna".

E domani la chiusura.

"Sempre al museo Calori e sempre alle 21.30. Una serata dedicata ai tromboni accompagnati dalla batteria. Il concerto si richiama alla figura del maestro Maurizio Persia dell'Accademia nazionale Santa Cecilia, che va, a rappresentare la formazione e l'educazione della musica classica e il suo approfondimento. Da non dimenticare, poi, le Master class inserite nel Festival il 28 e 29 luglio". Sarà anche un "Piccolo festival", certo è che continua a crescere bene. Nonostante tutto.

Corriere dell'Umbria Giovedì 25 Luglio 2013

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