Via i sigilli: riapre il Caffè Pazzaglia

La decisione del giudice Massimo Zanetti è arrivata nelle prime ore della mattinata di ieri. Via i sigilli, o meglio le catene, dalle serrande dello storico Caffè Pazzaglia. Che oggi riaprirà le sue porte agli affezionati clienti.
E la battaglia senza esclusione di colpi segna un importante punto a favore del gestore Stefano Amici, "defenestrato" dal suo locale il 12 luglio scorso dopo che l'imprenditore Raffello Federighi ne aveva chiesto e ottenuto il sequestro cautelare. E che ora, sulla base del dissequestro, può dire di aver fatto breccia nel giudice grazie alla documentazione, dettagliata e circostanziata, fornita nel corso dell'udienza in sede civile di mercoledì.
Obiettivo del provvedimento è stato senza dubbio quello di salvaguardare l'attività commerciale, consentendo soprattutto ai dipendenti di tornare a lavorare. La vicenda legale, invece, non è per niente conclusa (si parla di una denuncia e dell'apertura di un fascicolo in procura).

L'obiettivo è stato quello di salvaguardare l'attività commerciale, consentendo ai dipendenti di tornare a lavorare. Il sequestro, chiesto e ottenuto da Federighi attraverso l'avvocato Ranalli, rimane infatti attivo sul marchio e sugli arredi del locale. Ma le parole di Amici sono cariche di soddisfazione:

"Al custode giudiziario spetterà il compito di vigilare affinché la controversia non sarà terminata. - ha ribadito - L'apertura slittata di un giorno? L'ufficiale ha tolto i sigilli ieri, ma non abbiamo fatto in tempo a sistemare i locali e organizzare soprattutto i turni del personale. Una cosa è certa: oggi il Caffè Pazzaglia sarà a disposizione della città."
Riapertura a parte, e in attesa che l'iter legale prenda una piega ben definita (non si esclude l'ipotesi di un accordo tra le parti, anche se attualmente difficile) il giudice ha come detto mantenuto il sequestro sugli arredi e sul marchio. Ma ciò non preoccupa più di tanto l'avvocato Morcella:
"Siamo convinti che anche questo provvedimento sarà a breve rivisto."
Il braccio di ferro continuerà, ne siamo certi. Con il legale difensore di Federighi pronto ad un nuovo ricorso. Forte della posizione dichiarata dal suo assistito, che afferma di aver rilevato l'attività con tanto di contratto per la cessione del marchio da parte di Amici e con la stipula di un contratto di locazione con i proprietari delle mura.
Corriere dell'Umbria Venerdì 19 Luglio 2013

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