Precipita la vertenza delle acque minerali e stavolta il “colpo” rischia di essere fatale: Norda esce di scena.
Sciopero di otto ore, oggi, per i lavoratori della Sangemini dopo l'annuncio del gruppo Norda, che nei mei scorsi aveva presentato una manifestazione d'interesse per l'acquisizione del sito, del proprio ritiro dalla trattativa in corso con l'attuale proprietà aziendale. La rinuncia é stata ufficializzata ieri a Rsu e rappresentanti sindacali di Fiai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil nel corso di un incontro che si é tenuto all'assessorato regionale allo Sviluppo economico.

Presenti, oltre all'assessore regionale Vincenzo Riommi, anche i vertici della Sangemini, tra cui il direttore generale Giuseppe Guerra.
Immediata la reazione dei sindacati di categoria che, oltre e in contemporanea allo sciopero, hanno organizzato un presidio davanti ai cancelli dello stabilimento, dalle 10 alle 14 e una conferenza stampa.
Non vengono escluse altre clamorose iniziative di protesta. A decretare il passo indietro di Norda sarebbe stato il mancato accordo con le banche, vista l'esposizione finanziaria dell'azienda.

“Le vicende finanziarie hanno condizionato negativamente l'esito della trattativa - tuonano i sindacati -, compromettendo il futuro del gruppo stesso e in modo particolare quello dei 136 lavoratori”.

Le organizzazioni esprimono quindi “forte preoccupazione” e lanciano un appello al sistema bancario per “un impegno fattivo per individuare una soluzione e un piano industriale che garantiscano continuità produttiva e mantengano i livelli occupazionali”.

La Sangemini, proprio per la trattativa in corso, aveva ottenuto dal tribunale la proroga di 60 giorni alla procedura di concordato preventivo; proroga che scadrà tra una settimana. É corsa disperata ad evitare il fallimento.

La Nazione Martedì 17 Settembre 2013

0 commenti

Posta un commento

Offerte di lavoro a Terni e Provincia

News dalla Provincia di Perugia