Le polemiche sul colore o sul degrado sottostante, quest'ultimo sicuramente risolvibile, sono nulla rispetto a quelle che potrebbero scaturire se l'amministrazione spiegasse pubblicamente come si è arrivati alla passerella che ormai vediamo posizionata.
Se i cittadini potessero confrontare con i loro occhi quanto era stato previsto inizialmente con quanto alla fine è stato realizzato; confrontando quanto era stato pensato con evidente e superiore qualità con quanto ora posizionato.
In merito alla passerella e all'intero piano particolareggiato di Corso del Popolo, il Sindaco e l'Assessore competente spieghino alla città come sono andate le cose, piuttosto che inorgoglirsi inutilmente dell'ennesima mediocre realizzazione al ribasso.


Un progetto iniziale di qualità che inserito nel Project Financing, rappresentava veramente un bell'esempio di riqualificazione urbana; nel quale ci si presenta tutt'altra passerella.

“Lunga 56 metri; un manufatto con una struttura metallica di tipo strallato, al fine di ridurre al minimo l'altezza dell'impalcato con evidenti vantaggi riguardo l'impatto visivo; con una pendenza longitudinale che consente di ridurre il dislivello tra Via Guglielmi (-1.55m) e Lungonera Savoia (-7.37m) portandolo ad un massimo di 3,20m dalla parte di via Lungonera Savoia. Permettendo così di rispettare la legge 13/89 ai fini del superamento delle barriere architettoniche; una pavimentazione con tavolato di legno, posta su un grigliato metallico; particolare attenzione nella scelta dell'illuminazione notturna”


Basta confrontare gli esempi allegati, il rendering o la foto del realizzato plastico per comprendere quanto fosse diversa per qualità e impatto la tipologia del manufatto così come previsto.
Quanto disposto nel Piano Particolareggiato viene però sostituito con un progetto esecutivo di variante approvato appena qualche mese, a giugno, dalla Giunta Comunale con delibera n.163 del 10.06.2013
Una nuova passerella fin troppo uguale, se non per i contestati colori, a quella già esistente in Via del Cassero.

Una variante approvata che addirittura comporta, come si legge nella delibera, una maggiore spesa di quasi € 2 milioni e cento coperta dal Comune attraverso opportuni finanziamenti.
Una nuova tipologia di passerella diversa da quella scelta dai progettisti, meno adatta al contesto e meno originale. Come mai si è cambiamo quanto previsto inizialmente?
Come per il teatro Verdi l'impressione che si ha è che per fare di corsa , recuperando il tempo perso, pur di avere così argomenti da poter poi spendere in campagna elettorale, si è scelta frettolosamente l'anonima e impattante soluzione che oggi vediamo.

Associazione Terni Città Futura
Sabato 19 Ottobre 2013

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