Villa Palma: continuiamo a sprecare tempo

In merito alla relazione della commissione Controllo e Garanzia

É deludente veder liquidare la complessa vicenda di Villa Palma in due sole pagine che non documentano in nessun modo la gravità della situazione, che non denunciano le precise responsabilità di coloro che hanno promesso e non mantenuto, che hanno permesso che la storia di Terni marcisse letteralmente come gli stessi solai dello stabile della Villa.

Nessuna condanna del continuo temporeggiamento, dell'ignavia delle varie posizioni e di quell'atteggiamento tendente a mantenere in piedi quasi all'infinito un progetto affaristico ormai irrealizzabile a danno della salvaguardia di un riconosciuto patrimonio monumentale.

Noi, che da tempo ci occupiamo, ancora con entusiasmo e passione, del problema, riteniamo decaduto, semplicemente per buon senso, quel progetto; speravamo che anche l’amministrazione avesse preso coscienza di ciò. Non c'è traccia del coraggio politico e di quella fermezza che permetterebbe di scrivere finalmente la parola fine a questa triste vicenda che perdura da anni.

Anni in cui nulla si è fatto per salvare un bene che ancora all'inizio del secolo rappresentava la gloria di una città; una città industriale certo, ma che non dimenticava e non sottovalutava l’importanza di quello che era il suo florido passato; memore dei suoi antichi fasti, faro per le generazioni future.

Non ci basta a fine relazione che venga richiamata con flebile voce l'assente Soprintendenza (attenzione a non urlare più di tanto!), peraltro come da noi spesso suggerito, perché proceda all’esproprio a scopo di salvaguardia del bene (su cui gravano già due vincoli: uno paesaggistico e l’altro monumentale) ai sensi dell’art. 32 del D.Lgs. 42/2004 sugli interventi conservativi imposti e di operare ai sensi dell’art. 27 del medesimo D.Lgs. 42/2004 che tutela le situazioni di emergenza; è il resto della relazione che denota una capacità di indagine quasi nulla perché scritta con l'attenzione di chi preferisce non rischiare di toccare alcun nervo scoperto; con il risultato dunque di aver prodotto un atto inutile perché leggero come la panna montata e scontato come l'acqua fresca.

Un lavoro di approfondimento quello della commissione che di fatto nulla di nuovo produce ad utilità della risoluzione della vicenda.

Nessuna parola di indignazione, nessuna forte richiesta perché il Comune si attivi nell'avanzare nuove idee e nel salvare ciò che resta del prezioso bene; nel richiamare la proprietà alla sue responsabilità e alle sue inadempienze e soprattutto per svincolarsi definitivamente ed intraprendere una nuova strada volta al solo interesse comunitario.

Nessuna forte richiesta di rompere quel silenzio politico che non disturba ed è quindi complice del privato e dei suoi interessi.

Spiacenti ma non riusciamo a trattenere tutto il nostro sdegno per l'ulteriore tempo sprecato.

Ci domandiamo se magari possa essere utile anche a voi, come per noi quando il nostro impegno per naturali ragioni rallenta, recarvi a vedere ciò che rimane di Villa Palma per fare uscire un po di sana indignazione ed utile rabbia; se necessario siamo disposti ad accompagnarvi con tanto di visita guidata.

Con amarezza confessiamo che ci saremmo aspettati molto di più ed è per questo che è forte in noi lo sconcerto per un atto che disattende le aspettative.

Purtroppo così si aiuta a mantenere lo stato attuale delle cose e far precipitare ancora di più la nostra città nel baratro politico, economico e di prospettive in cui certa politica l'ha cacciata.

Associazione Terni Città Futura

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