martedì 31 dicembre 2013

17 milioni in arrivo per l’ospedale

Questione di giorni e i circa 17 milioni di euro in arrivo dal ministero "potrebbero essere sbloccati". Sta per iniziare dunque sotto i migliori auspici il 2014 dell'Azienda ospedaliera Santa Maria di Temi, i cui vertici ieri hanno tracciato un bilancio dell'anno che si chiude e hanno lanciato le sfide per quello che inizierà domani. Al tavolo anche la governatrice dell'Umbria Catiuscia Marini, la quale, tra gli altri aspetti, ha anche fatto il punto sul fondo ministeriale che l'Azienda sta aspettando per la riqualificazione strutturale e tecnologica dell'ospedale.
"Tutta la documentazione - ha spiegato la Marini - è stata spedita al ministero. E gennaio potrebbe essere il mese buono perchè i soldi vengano sbloccati."
Nella sala conferenze c'erano il direttore generale dell'Azienda Santa Maria Andrea Casciari, la Marini, il sindaco di Temi Leopoldo Di Girolamo, il direttore regionale alla sanità Emilio Duca e Giuseppe Schillaci in rappresentanza dell'Università degli Studi di Perugia.
"Nonostante una partenza difficile - ha spiegato Casciari - oggi possiamo annunciare di aver raggiunto l'equilibrio di gestione per il 2013, con un tendenziale pareggio di bilancio che ci riporta ai parametri del sistema sanitario regionale. Il tutto con una serie di azioni finalizzate all'appropriatezza e alla razionalizzazione delle risorse."
Intanto nelle slide in sala scorrono i numeri del 2013: incremento dei volumi di ricoveri per 9.5 milioni di euro (aumento di 1.9 milioni per alta specialità, 3.4 per l'extraregionale, 4.2 per la medio-bassa specialità regionale) e risparmi dalla spending review per 2 milioni. - L'anno che verrà. Tutto bene dunque? No. Le sfide non mancano.
"Per il prossimo anno - ha aggiunto Casciari - vogliamo consolidare i risultati ottenuti e attuare un nuovo modello organizzativo. In particolare puntiamo sullo sviluppo dei servizi di parto in analgesia e quello radiologico h24. In più la lungodegenza."
Da affrontare ci sono anche la copertura delle direzioni di alcune strutture complesse (anestesia, pronto soccorso, medicina d'urgenza), la riunificazione delle strutture complesse di area pediatrica, l’informatizzazione del percorso chirurgico, la sistemazione logistica e strutturale della nefrologia e dialisi.
"L'Azienda ospedaliera - ha concluso la Marini - non è più un problema per noi, ma una risorsa e può esercitare una funzione importante per l'Umbria e per il sistema sanitario nazionale."
La presidente ha inoltre sottolineato come
"l’integrazione tra ospedale e università sia entrata nella fase operativa."
"La sanità regionale - ha detto Di Girolamo - anche quest'anno, nonostante le difficoltà, si è confermata come un modello. Se per qualche anno la parola magica m sanità è stata appropriatezza, ora è arrivato il momento di tradurre m pieno anche il concetto di integrazione, tra ospedale, territorio e università."

Corriere dell'Umbria Martedì 31 Dicembre 2013

Nuovo look per corso del Popolo

"Un'area centralissima e al tempo stesso lontana dal caos, piena di verde e servita come poche altre."
Le parole con cui Sergio Anibaldi descrive il nuovo complesso hanno il crisma dello spot. D'altronde gli affari per quel che riguarda la parte residenziale, a differenza di quella commerciale, vanno un po' a rilento. Anche se il responsabile della società immobiliare non sembra preoccupato:
"a lavori ultimati - dice - tutti i cittadini potranno apprezzare quello che è stato fatto."
E la linea del traguardo per il piano particolareggiato di corso del Popolo è davvero a portata di mano. Entro gennaio verranno completati e consegnati i lavori riguardanti la piazza, il parco e il ponte sul Nera. Poi si procederà con i collaudi e l'inaugurazione ufficiale, attesa per la primavera. Lo spazio pubblico urbano si estende su 15mila metri quadrati ed è un mix di percorsi pedonali e aree verdi. Un gioiello nel cuore della città, cosi era stato pensato all'inizio degli anni '80 dall'architetto Ridolfi. Sua e di Volfango Frankl l'idea della passerella di collegamento con Città Giardino. Quest'ultimo progetto è stato ridimensionato in parte nei costi, "ma non nella qualità" osserva Sergio Anibaldi. Il disegno iniziale prevedeva una passerella "sospesa", soluzione bollata come troppo onerosa. Cosi si è optato per un più classico ponte e i soldi risparmiati - circa 250mila euro - sono stati investiti nel palazzo degli uffici comunali.
"Con questi fondi - spiega l'assessore ai Lavori pubblici Silvano Ricci - abbiamo potuto costruire un piano in più, grazie anche ai contributi comunali e a quelli per il risparmio energetico provenienti dal ministero."
La mossa permetterà di trasferire in corso del Popolo anche le direzioni del Patrimonio e dei Lavori pubblici:
"In totale - osserva Ricci avremo un risparmio di ben 900 mila euro sugli affitti, una cifra notevole per il nostro comune."

A gennaio verrà completato il giardino pensile, dove sono già stati installati i nuovi lampioni. Contemporaneamente verranno posizionati oltre 80 metri lineari di panchine fra la piazza principale, quella che si affaccia in viale Guglielmi e il lungofiume, quest'ultimo arricchito da pioppi e melograni. Alla data fatidica del 31 gennaio scatterà anche la consegna della parte di parcheggi interrati che si affaccia sull'obelisco di Arnaldo Pomodoro. I posti auto disponibili, concessi per 30 anni in diritto di superficie alla società di corso del Popolo e quindi all'Atc, saliranno dagli attuali 650 a 1.036.

Corriere dell'Umbria Martedì 31 Dicembre 2013

lunedì 30 dicembre 2013

La sfida della Smart City: anche Terni guarda all'Europa

La sfida della Smart City Anche Temi guarda alla mobilità sostenibile, più integrazione pubblico-privato: nuove tecnologie: ecco il piano del Comune

Un progetto su scala europea per rendere la città più Smart, più intelligente. C'è anche Terni nel programma Smart City, uno dei potenziali punti di forza dell'amministrazione comunale e dei vari enti del territorio a partire dal prossimo anno. Adeguamento del patrimonio immobiliare pubblico e privato, riconversione delle reti elettriche, mobilità sostenibile.
Queste le linee guida del piano che da gennaio riverserà nelle città europee coinvolte 82 miliardi di euro (European Smart Cities). Ma perchè proprio Terni?

Perchè la città dell'Acciaio possiede specificità che la rendono ideale per uno sviluppo omogeneo del progetto: la suddivisione in quartieri di facile mappatura, la proprietà pubblica delle reti elettriche, dell'acqua e del gas, la diffusione delle fibre ottiche su tutto il territorio, la presenza di zone industriali in via di ridefinizione nel tessuto cittadino.
I punti focali del piano europeo sono diversi e abbracciano tutto il panorama socio-economico.

Lo Smart Grid è l'evoluzione attraverso sistemi digitali della rete elettrica di Terni, con sperimentazioni e partnership tra pubblico e privato. Poi c'è la partita dell'energia, con la realizzazione di un centro di ricerca e sviluppo in partnership con soggetti interessati e collegato in rete con i laboratori dell'Università e delle imprese.
Energie rinnovabili: pronta una serie di attività rivolte allo sviluppo nell'utilizzo di fonti alternative, per la produzione di energia per le aziende e per gli utenti.

Nel capitolo della mobilità sostenibile ecco invece lo sviluppo della e-mobility, attraverso sperimentazione sulle colonnine di ricarica veloce (già avviata in città anche se ancora non pienamente sviluppato), l'individuazione di forme alternative di trasporto e organizzazione di un diverso sistema di distribuzione delle merci in ambito urbano, coerentemente con alcune delle funzioni assegnate alla piattaforma logistica di Terni (attualmente in via di realizzazione).
Nuove strategie anche per l'accesso all'energia, con uno sguardo all'autonomia energetica e gestionale dell'utenza e dell'industria e sistemi di ottimizzazione dei consumi, anche attraverso la demotica. Per il sistema acqua, il progetto punta su telecontrollo, analisi e gestione della qualità delle acque, Smart meetering; per le tecnologie innovative nello smaltimento dei rifiuti occhi puntati sul polo del riciclo e del riuso, gestione e analisi chimica del rifiuto, la movimentazione delle merci su piattaforma logistica e rotaia.

Mentre per le telecomunicazioni spazio a banda larga e fibre ottiche, con catasto delle reti, creazione e gestione delle infrastrutture di rete (fibra, wireless), servizi a privati e aziende. Il tutto con servizi Open data, aperti alla partecipazione e al contributo di aziende e pubblica amministrazione.

Il Comune di Terni, tramite l'Asm Terni SpA, mette al servizio dell'utenza una rete (Smart grid) in grado di supportare applicazioni e progetti di sviluppo e una serie di contenitori brandizzati all'interno dei quali sviluppare la propria idea progettuale o il proprio servizio. Questo permetterà alle aziende, sia del territorio che nazionali e internazionali, di inserirsi in una filiera virtuosa di sviluppo e di scambio di esperienze, know-how e soluzioni in grado di produrre prodotti condivisi.
L'obiettivo quindi è quello di ridisegnare la macchina energetica e produttiva della città, sfruttando a pieno le nuove tecnologie.
Una bella sfida per una città che deve guardare al futuro per rigenerarsi.

Massimo Cotenna
Corriere dell'Umbria Lunedì 30 Dicembre 2013

Dalle droghe ai danni cerebrali

Scende in modo preoccupante l'età media dei consumatori di droga. La cronaca ogni giorno parla di arresti di spacciatori. Molti davanti alle scuole. Questo in particolare vale per cannabis e cocaina, ma anche per alcol e altre sostanze che danno dipendenza, per non parlare dei mix o dei "falsi" (veleni, fibre di vetro...) pericolosissimi. E l'età di assunzione di queste sostanze, come rilevato anche dall'Osservatorio dell'Istituto superiore di sanità, si sta abbassando sempre di più: a 12 anni (in Italia, secondo l'osservatorio nazionale alcol dell'Iss, si inizia a bere a 11 anni, contro la media europea di 13 anni), provocando danni maggiori.

Un modo per bruciare le tappe anche se poi non si riesce più a smettere. Adolescenti a rischio Un problema sodale che richiede l'intervento di famiglie, servizi, istituzioni, scuola. Il liceo classico Tacito ha affrontato giorni fa il problema invitando i suoi alunni a un incontro con il professor Giulio Maira, direttore dell'istituto di neurochirurgia dell'Università Cattolica di Roma, che ha spiegato loro gli effetti di alcol e droghe sul cervello.

"Conseguenze irreversibili ha detto - che i ragazzi rischia no di portarsi dietro per tutta la vita.
Droghe come ecstasy, cannabis o cocaina - ha continuato Maira - provocano modificazioni funzionali delle attività cerebrali e cambiamenti strutturali di particolari aree. Uno degli effetti peggiori delle droghe è quello di compromettere i centri deputati ala memoria, creare disfunzioni nella capacità di apprendimento e di interferire con le funzioni cerebrali più importanti, alterando la sfera emozionale e influenzando i comportamenti. Alcol e droghe creano danni al cervello.
In certi casi, una sola pasticca di ecstasy o una sola assunzione di cocaina possono far comparire lesioni neurologiche anche mortali mentre l'abuso protratto di queste sostanze può provocare nel cervello devastazioni molto simili a quelle che si associano alla più grave demenza senile, la malattia dell'Alzheimer, provocando, in aree fondamentali per la memoria, alterazioni cellulari tali da compromettere l'autonomia della persona. In molti giovani pazienti che consumano droga e che dobbiamo operare vediamo solchi nella zona prefrontale, simili a quelli che troviamo soltanto nelle persone anziane, i buchi lasciati dalle cellule bruciate dall'età o dalla droga. Un altro fenomeno prima inesistente e che è nato con il crescente uso di droghe è l'arrivo in ospedale di giovani con emorragie cerebrali, fenomeno un tempo evidente soprattutto negli anziani.
La tossicità delle droghe ha seri effetti anche sul piano vascolare, fa aumentare la pressione arteriosa e scatena picchi improvvisi di rialzo pressorio. Questo a lungo irrita i vasi e li danneggia. Il sistema più frequentemente colpito è quello cardiovascolare, con l'aumento significativo degli infarti cardiaci in giovane età. E anche l'incidenza di malattie cerebrovascolari legate all'uso di cocaina sono in rapido aumento. La probabilità di uno stroke (ictus) in consumatori di cocaina può essere circa 14 volte più alto che in persone di pari età che non fanno uso di droghe. L'incidenza di stroke nella popolazione nazionale è dello 0,2 per cento (200 casi ogni 100.000 abitanti), tra i consumatori di cocaina o ecstasy il numero sale a 2.800 ogni 100.000 persone.
La Cannabis provoca effetti molto gravi nell'adolescente, alterando la capacità dei neuroni di svilupparsi in modo appropriato e rendendolo più esposto in età adulta all'insorgere di disturbi mentali. Altera la memoria a breve termine; le percezioni, la capacità di giudizio e le abilità motorie. Comporta deficit comportamentali e cognitivi.
L’ecstasy  è una delle droghe sintetiche più vendute. É a base di metilendiossimetamfetamina (Mdma), una sostanza altamente tossica che - ha aggiunto il professor Maira - brucia le cellule cerebrali, anche se, fatto ancor più allarmante, la metà delle compresse di ecstasy sequestrate dalle forze di polizia risultano non contenere Mdma, ma altre sostanze tossiche, come ad esempio vermifughi per cani, veleno per topi, fibra di vetro."

Corriere dell'Umbria Lunedì 30 Dicembre 2013

La cascata delle marmore si prepara alla primavera

Più servizi per i turisti, più visite guidate, uno chalet punto ristoro a ridosso del giardino botanico all'interno del percorso numero uno.
Un sito internet totalmente rivoluzionato per dare più informazioni e intercettare il numero maggiore di visitatori.
Il 2014 si presenta ricco di novità per i visitatori della cascata delle Marmore. Novità che coincidono con l'avvio della nuova gestione, tre anni più due di appalto, anche se i titolari sono gli stessi del vecchio: la 165 Marmore falls che raggruppa cooperative sodali e imprese del territorio.

Il nuovo appalto partirà il primo gennaio in aggiudicazione provvisoria che dovrebbe diventare definitiva entro febbraio.
Alcune novità nei servizi sono già partite in via sperimentale lo scorso autunno. Tipo i percorsi guidati per i bambini a dorso di mulo che hanno riscosso grande successo.
Servizio che ripartirà a primavera, inizialmente nel finesettimana, a luglio e agosto probabilmente tutti i giorni.
É già attiva la visita guidata alla riscoperta dell'archeologia industriale: 40 minuti di percorso lungo il sentiero 5.
Percorso durante il quale sono disseminati numerosi reperti di archeologia industriale come le vasche di carico di antiche centrali dell'Ottocento o le più moderne turbine solo recentemente dismesse dalle centrali idroelettriche dell'asse NeraVelino.

Le turbine, 7 in tutto, collocate in appositi basamenti per una migliore fruizione da parte dei turisti, per molti anni hanno prodotto energia idroelettrica nelle centrali del territorio.
Piatto forte della nuova offerta sono le navette turistiche; bus che dal belvedere inferiore porteranno i turisti all'interno del territorio.
Al momento tre gli itinerari: uno archeologico, Caos e Carsulae; uno dei borghi della bassa Valnerina, Arrone e Ferentillo e l'altro naturalistico.

In questo caso la navetta bus porterà i turisti a Piediluco dove completeranno il percorso a bordo del battello che farà fare loro il giro panoramico del lago.
Prevista una sosta - pranzo; si stanno studiando convenzioni con i ristoranti oppure con aziende di catering per servire il pasto all'interno del battello o nella piazza dei uno dei borghi.
Con offerta di prodotti tipici del territorio. Il progetto prevede la partenza del battello direttamente da Marmore, con attraversamento del canale fino ad arrivare a Piediluco.
Ma ci vorrà del tempo prima di costruire l'imbarcadero. Dovrebbe partire a breve chalet-bar-punto di ristoro a ridosso dell'orto botanico, progetto è quello di offrire degustazioni di prodotti tipici abbinati a conferenze.

Corriere dell'Umbria Domenica 29 Dicembre 2013

domenica 29 dicembre 2013

Nichel, cromo e arsenico. L’Arpa conferma i dati record

Nichel, cromo e arsenico alle stelle. Arpa conferma i dati diffusi la vigilia di Natale da Italia nostra e WWF, anche se ne ridimensiona il tono allarmistico per la salute.
"I dati sono oggettivi - spiega il direttore provinciale di Arpa, Adriano Rossi - li abbiamo fomiti noi alle due associazioni. Sono quelli della caratterizzazione del pm 10 e del pm 2,5. cioè il contenuto delle polveri. Nelle altre città prevale il piombo; a Temi, dove c'è la più grande acciaieria italiana di acciai spedali prevalgono metalli pesanti tipici della lavorazione dell'acciaio come il nichel e il cromo. Le polveri vengono intercettate dai filtri delle centraline che poi vengono analizzate nei nostri laboratori appunto per la caratterizzazione delle polveri sottili."
Dunque dati veri e confermati.
"Il nichel è totalmente fuori controllo - Scrivono le due associazioni - anche 23 volte superiori rispetto a quanto previsto da normative europee, come accade a Prisciano; fino a 6 volte a Borgo Rivo; fino a 5 volte in centro, nella vecchia stazione di via Verga, ora dismessa. Non solo: le concentrazioni del nichel sono aumentate dal 2011 al 2013, arco temporale in cui sono stati effettuati i rilievi, specie a Prisciano, che nel maggio dell'anno corrente ha registrato oltre 350 Hg contro i 15 imposti dalla normativa benchmark in Europa, quella tedesca (ta Luft, 2002), ripresa da altri Stati anche confinanti, dagli studi Arpa delle Regioni italiane parametrata a studi euro-americani e a ricerche Oms . Siamo probabilmente la prima atta d'Italia per concentrazioni di nichel nelle deposizioni."
Su questo punto il direttore dell'Arpa corregge il tiro:
"Sono loro interpretazioni. Attualmente l'Unione europea non prevede soglie - spiega Adriano Rossi - per quanto riguarda il nichel dal 2015 dovrebbe entrare in vigore una direttiva comunitaria che prevede valori limite secondo i quali noi staremmo sopra, ma non secondo le percentuali indicate da WWF e Italia nostra. Le percentuali devono essere poi parametrate su base annuale. Non possono essere ridotte all'ultimo mese dove per venti giorni consecutivi sono stati sforati i limiti del pm 10. Ad oggi non sono previste soglie per il cromo. Se l'Unione europea non fissa valori soglia mi sembra fuori luogo parlare di allarme sanitario. In ogni caso è compito della Asl stabilirlo; noi come Arpa abbiamo il compito di fornire dati oggettivi."
L'Ast ha investito negli ultimi anni 19 milioni di euro per il sistema di doppio filtraggio delle polveri: l'impianto Daneco con l’incapsulamento completo dei forni fusori. A leggere questi dati sembra che l'investimento non abbia prodotto gli effetti sperati.

"A Prisciano - dice Rossi - abbiamo avuto anche 103 sforamenti del Pm10, adesso la situazione è totalmente migliorata. Certo l'intervento del doppio filtraggio con l'incapsulamento dei forni non è stato risolutivo. Nessun intervento può abbattere radicalmente le emissioni di un impianto cosi imponente dentro la città. La norma e la politica devono trovare un punto d'equilibrio tra i costi della produzione e il rispetto della salute e dell'ambiente."

Corriere dell'Umbria Domenica 29 Dicembre 2013

San Silvestro al Caos: corsa al biglietto per la mega festa

Si annuncia un San Silvestro da tutto esaurito al Caos che ha messo a punto un intenso programma (e varie proposte) per chi opterà per trascorrere la festa in città. Sulla prevendita gli organizzatori si limitano a sottolineare che "...l'andamento è positivo", segno evidente che nonostante le polemiche dei giorni scorsi, l’idea di aspettare l'arrivo del 2014 in quello che è uno dei luoghi di cultura della città, piace.
Tre sono i pacchetti messi a punto dai gestori del Caos. Il primo - (80 euro) è il pacchetto full che include il cenone a cura dello chef Matteo Barbarossa con ingresso al museo De Felice dalle 19 alle 23 e la possibilità di partecipare poi a tutte le attività previste nel programma ufficiale, dalle 24.30 alla chiusura. Il secondo pacchetto (60 euro) è stato battezzato "Speciale teatro" ed è realizzato in collaborazione con lo Stabile dell'Umbria e prevede un antipasto "large" e Due diverse soluzioni per aspettare la mezzanotte e programma a parte per i bimbi spettacolo "Astrologia, la Scienza del Tempo - Riflessioni filosofico-musicali sul cerchio zodiacale e sul nuovo anno", infine ingresso alle attività fino alla chiusura.
Il pacchetto bambino (15 euro, 10 per il secondo piccolo), infine, è rivolto ai bimbi dai 2 ai 4 anni e dai 5 agli 11 anni e comprende cena e animazione a cura di Edit.
Dalle 24.30 Caos ospiterà numerose attività dedicate ad adulti e bambini, un'unica grande festa con musica a volontà.
Corriere dell'Umbria Domenica 29 Dicembre 2013

mercoledì 18 dicembre 2013

Una vacanza a Barcellona? Forse non conosci Sitges!

Barcellona è una delle mete turistiche più frequentate dal turista italiano, sarà la relativa vicinanza, sarà che la lingua non spaventa poi tanto visto che molti credono che per parlare lo spagnolo basta aggiungere una “s” finale, sarà anche perchè effettivamente la città di Barcellona merita una visita.
Ma oggi vogliamo dare un’informazione ulteriore a chi desidera visitare questa zona della Spagna: date un’occhiata a Sitges.
Sitges è un comune spagnolo della Catalogna, per intendersi poco più grande di Narni, posto a circa 40 km a sud ovest di Barcellona noto per le spiagge, per il Festival internazionale del cinema della Catalogna, il Carnevale Gay ed i monumenti quali la Bodegas Güell, progettata da Antoni Gaudì insieme a Francesc Berenguer, il complesso di edifici conosciuto come Maricel, la Cau Ferrat (già casa del pittore Santiago Rusiñol), la Casa Pere Carreras i Robert (Josep Pujol i Brull) .

Ci sono diverse possibilità per pernottare. Si può scegliere di affittare appartamenti a Sitges oppure approfittare dei prezzi vantaggiosi degli alberghi a Sitges; prezzi ovviamente vantaggiosi rispetto alla città Barcellona che comunque rimane sempre facilissima da raggiungere.

Inoltre oltre a godersi una parte della Spagna meno nota, con alcune delle spiagge più belle di Spagna, Sitges può essere sia la base per vostre escursioni fino a Valencia o anche una tappa intermedia di un viaggio più articolato.

Ci sarebbe chi vuole salvare il gruppo Sangemini … davvero?

Francesco Agnello, l'imprenditore campano è fortemente intenzionato ad acquisire e a rilanciare il gruppo acque minerali Sangemini.
Oltre a 20 milioni cash per evitare il fallimento, sono previsti 15 milioni d'investimenti da fare nel corso dell'anno solare, necessari per aumentare la quantità di bottiglie fino a 350 milioni, e per ottimizzare i consumi energetici, perchè le bollette di energia elettrica, incidono sui costi mensili per 200mila euro.
Agnello nel corso della conferenza stampa, che si è svolta ieri mattina, non ha avuto peli sulla lingua.
Il suo piano industriale, ha tenuto a rilevare l'imprenditore, ha seguito tutta la procedura, è stato depositato in tribunale, rispettando i tempi.

Agnello ha ricostruito la vicenda. Una ventina di mesi fa Unipol e Unicredit, che non condividevano le modalità di cessione della Sangemini, molto indebitata e con perdite di 300 mila euro al mese, s'incontrano con l'imprenditore per trovare un accordo. Alla fine del 2012, parte l'offerta d'acquisto, dopo mesi di stallo, con la vertenza che assume toni sempre più alti, a giugno Unipol e Unicredit invitato Agnello a presentare in tribunale una proposta per evitare il fallimento. Entra in scena anche Norda, di Carlo Pessina, che dopo qualche settimana si ritira, poco prima di firmare gli atti del concordato. Il giudice Paola Velia, a settembre concede una proroga e rimanda l'udienza al 4 novembre.
Intanto la Sangemini lancia un bando con scadenza il 15 ottobre e Agnello vi partecipa, rispettandolo nei termini patrimoniali, finanziari e industriali, ma senza avere ancora una risposta.
É un accavallarsi di voci false (tantissime) e vere (pochissime) d'imprenditori e cordate interessate a rilevare il marchio delle acque minerali umbro e rispunta Norda e Silva. Il 4 novembre il tribunale con cede tempi tecnici, senza cappi al collo, la vertenza, dopo tanti colpi di scena, dovrebbe giungere all'epilogo in settimana, con l'accordo tra la cordata capitanata da Pessina e la famiglia Rizzo Bottiglieri.
Il problema potrebbero essere le banche , ma per l'imprenditore campano non la pensa così, perchè tutti gli istituti di credito sono favorevoli ad eccezione di uno e poi la proposta d'offerta deve essere portata avanti dalla proprietà.

"Sono andato di persona da Rizzo che non si è fatto nemmeno trovare per valutare la mia offerta - Agnello affonda -. Ho messo sul tavolo tutta la documentazione rispettando il bando che hanno prodotto. Anzi dall'altra parte non vedo garanzie."
Che succede? é lo steso Francesco Agnello a dare la risposta.
"Impugno il concordato, perchè vanno rispettati i parametri."
Un gruppo di lavoratori ha partecipato alla conferenza stampa e alla conclusione non hanno dubbi.
"Se fosse come dice Agnello, il piano è positivo."
Corriere dell'Umbria Mercoledì 18 Dicembre 2013

martedì 17 dicembre 2013

Ecco il piano per l’Università

Master di specializzazione e via alla fondazione. Sono queste le prime due linee tracciate dal nuovo rettore dell'Università di Perugia, Franco Monconi, che ieri ha incontrato il sindaco di Temi Leopoldo Di Girolamo per fare il punto della situazione del polo ternano in vista del 2014.
Monconi ha confermato la volontà di consolidare le attività nel Ternano, puntando dritto però sull'aumento del numero degli iscritti, che rappresenta ad oggi il tallone d'Achille del sistema temano.
Ma come fare? I primi due elementi individuati per l'anno venturo sono: l'inizio a Terni di Master di specializzazione e la trasformazione del consorzio universitario in fondazione.

“ è stato un incontro positivo - ha spiegato il sindaco Di Girolamo al termine del vertice con Monconi - perchè il rettore ha confermato la sua intenzione di valorizzare e consolidare il polo di Temi. Siamo entrambi consapevoli che nel futuro dovremo andare verso una nuova direzione, perchè l'autonomia delle sedi decentrate non può essere più come quella di qualche anno fa. Per questo, con il rettore, siamo convenuti sul fatto che bisogna trovare, insieme a tutte le parti che partecipano al mondo universitario, un nuovo approccio, un nuovo accordo di programma. Accordo di programma su cui stiamo già lavorando".

A Temi potrebbero arrivare nuovi Master di specializzazione: questo uno dei primissimi punti del nuovo ordine. I corsi universitari darebbero l'opportunità alle sedi tematizzare il passaggio in vista del prossimo anno accademico, autunno 2014. In questo filone rientra anche l'analisi della richiesta del Comune di Amelia di entrare nel consorzio: passasse il progetto "fondazione" il Comune si ritroverebbe direttamente dentro il nuovo accordo, senza passare per la fase "consorzio".

Temi in sostanza diventerebbe sede di alcuni corsi di specializzazione. Siamo ancora nel campo delle ipotesi, ma su questo punto i tecnici a breve cominceranno a lavorare. L'altro progetto per il 2014 è quella della trasformazione del consorzio universitario attuale (ad oggi i soci fondatori sono Università, Regione Umbria, Comune di Terni e Comune di Narni, la Provincia di Terni, la Camera di Commercio di Temi e la fondazione Cassa di Risparmio) in fondazione. Il procedimento permetterebbe una più snella, a livello burocratico, partecipazione dei privati alla vita universitaria.
Il progetto è già avviato e dopo le feste natalizie, quando Di Girolamo e Moriconi torneranno a vedersi, se ne discuterà.

Corriere dell'Umbria Martedì 17 Dicembre 2013

giovedì 12 dicembre 2013

10 Idee per cambiare la città dalla Fabbrica delle Idee

  1. La città ambiziosa
    : quello che manca alla nostra città è l’AMBIZIONE
    Questa città ha bisogno di amministratori che non si accontentino ma che siano abili nel perseguire con tenacia e creatività obiettivi chiari e precisi
    Non più una classe politica modesta e debole, incapace di distinguersi per autorevolezza e competenza ma caratterizzata da limitatezza, inadeguatezza e dilettantismo; senza una vera programmazione ma prende decisioni estemporanee dettate dall’emergenza.
    Occorre una gestione amministrativa aperta a dinamiche nuove, conscia del passato, attenta al presente per costruire il futuro.
    Terni deve tornare ad essere una città ambiziosa, puntando ad obiettivi che siano alti senza considerarli irraggiungibili a priori.
    La consapevolezza dei nostri limiti non deve annientare la capacità di puntare sulle nostre grandi e forti potenzialità.
    Vogliamo una città che sappia farsi rispettare, orgogliosa di se stessa, che non si accontenti di sopravvivere a vecchie e nuove crisi ma sia capace di rilanciarsi e puntare con entusiasmo su se stessa
  2. La città dal futuro coinvolgente: un progetto forte e condiviso per chiarire quale città vogliamo costruire
    Favorire la partecipazione, il coinvolgimento in tutte le decisioni che riguardano la città; condividiamo, discutiamo e sollecitiamo proposte.
    Manca una visione univoca e condivisa del futuro; ancor di più una visione realistica del presente.
    Risvegliamo il senso di appartenenza, chiediamo ai cittadini le idee per migliorare la città, rafforziamo l’orgoglio di essere cittadini di Terni.
    Scontiamo la mancanza di una seria programmazione, le azioni vanno pianificate.
    Manca la trasparenza; chiarezza ed accessibilità ad atti e procedimenti amministrativi.
    Carenza di comunicazione; la cittadinanza va informata in tempo, partecipe nelle decisioni; oggi esistono i mezzi per una comunicazione efficace, veloce e puntuale.
    La partecipazione come strumento per elaborare scelte condivise; coinvolgere i cittadini per identificare i problemi, definire le priorità e le strategie
    Riscopriamo il senso e il valore dello stare insieme, della convivenza
  3. La città oltre i confini: una città che esca dai confini confrontandosi con le realtà vicine e l’area metropolitana romana
    La forza del fattore localizzativo che deriva dalla vicinanza all’area romana. 
    Costruire vere sinergie con i territori vicini. La costruzione di un comprensorio intercomunale che segua la linea dell’asse viario, Rieti -Terni - Orte - Viterbo - Civitavecchia.
    Un nuovo percorso culturale e sociale; finalizzato alla realizzazione di opportune sinergie extra-territoriali; la promozione ideale, concettuale e culturale per una apertura del territorio ternano verso quello romano.
    Un rapporto di collaborazione ed integrazione più intenso con il resto del territorio regionale.
  4. La città per il lavoro: sostegno al comparto industriale ed apertura ad una diversificazione che apra nuovi mercati
    Scontiamo l’assenza di una strategia capace di creare una alternativa economica.
    Sviluppiamo la nostra identità industriale, aggiornandola in chiave moderna. Da città industriale a città tecnologica. Una città smart. Non più grigia, ma verde.
    Spingiamo al massimo il marketing territoriale per favorire l’insediamento sul territorio di nuove realtà industriali e del terziario avanzato.
    Liberiamo le energie inespresse, creiamo entusiasmo e progettualità, le opportunità di lavoro non crescono per caso, ma vanno individuate e favorite.
    Realizzazione di un Centro Congressi (turismo congressuale); riduzione dei costi di occupazione di suolo pubblico e semplificazione dell’iter burocratico-amministrativo per autorizzazioni e concessioni; organizzazione di un appuntamento di riflessione ed approfondimento sui temi del lavoro (stati generali del lavoro 2014); blocco degli insediamenti della grande distribuzione per sostenere concretamente l’attività degli esercizi di vicinato (il centro commerciale naturale).
    Sviluppiamo il microcredito per commercianti, artigiani e piccola media impresa
    Attiriamo professionalità mettendo a disposizione delle imprese del comprensorio romano, uffici e strutture che ora sono inutilizzate (esempio il Videocentro) invece di mandare i ternani (e i loro soldi) verso le imprese romane si può far venire le imprese romane dai ternani.
    Parità di accesso al mondo del lavoro, creiamo un fondo che finanzi le imprese che assumano in base a graduatorie pubbliche stilate dal Comune sulla base del reddito del richiedente, del numero di iscrizione e di tutta una serie di parametri per rimuovere la “conoscenza” come discriminante per l’assunzione.
  5. La città il suo ambiente e territorio: una Terni che valorizza e non spreca le risorse naturali e ricerca il suo ri-utilizzo, che ri-usa lo spazio e il patrimonio edilizio
    Un serio piano energetico comunale (incentivi per uso delle energie alternative e riduzione degli sprechi).
    Rifiuti Zero: dotarsi di un serio e capillare sistema di raccolta differenziata porta a porta spinta con la completa eliminazione dei cassonetti dalle strade.
    Stop alla cementificazione; procediamo con la ristrutturazione dell’esistente. No al consumo e spreco del territori. Stop alle alienazioni degli immobili e dei terreni comunali.
    Incremento del verde pubblico, miglioramento della manutenzione, riqualificazione dei parchi esistenti (mai più feste di partito al Parco della Passeggiata!).
    Il verde urbano non deve essere considerato come un elemento ornamentale ma come una parte viva della città, un polmone indispensabile per consentire al tessuto urbano di respirare.
    Il centro città torni perno fondamentale del vivere urbano dopo essere stato svilito da tanti anni in cui le politiche commerciali hanno favorito l’insediamento della grande distribuzione; il centro deve essere il cuore pulsante della città, il suo palcoscenico rappresentativo dei momenti fondamentali della vita civica, il luogo delle istituzioni pubbliche e di quelle culturali, il luogo del commercio di pregio e dell’intrattenimento coi tanti locali e ristoranti.
    Superamento della dicotomia centro/periferia; ogni quartiere deve smettere di essere periferia ed acquisire una sua identità superando l’idea di essere una mera zona di residenza ma anche un luogo di appartenenza; passare per la valorizzazione delle peculiarità di ogni singolo quartiere, dalla multietnicità di zone come S.Agnese o le valenze architettoniche e sociali del Quartiere Matteotti o la prospettiva del Quartiere Creativo per Città Giardino.
    Miglioramento del tessuto urbano con attenzione all’arredo ed al decoro delle vie, la qualità estetica ed ambientale del tessuto edilizio, spingendo ad una sostituzione di quello ormai obsoleto e privo di valore estetico e funzionale; recuperare il rapporto con la natura circostante bloccando il consumo del territorio e recuperando le aree abbandonate all’interno della città.
    Attenzione ed impegno per una mobilità sostenibile, potenziamento dei mezzi pubblici. Fare di Terni la città della mobilità dolce(soft)... in 10 minuti da tutto (completamento del sistema piste ciclabili collegamento centro città /cascata delle Marmore)
    No inceneritori.
    Piano straordinario di manutenzione delle strade.
    Riqualificazione di spazi oggi abbandonati e in pieno degrado (mercato coperto!)
  6. La città che non spreca e risparmia: la città che non spreca le capacità e le intelligenze delle persone
    Estensione della rete Wi Fi a tutta l’area urbana; tutti i certificati on line.
    Razionalizzazione della macchina amministrativa.
    Meno soldi per Sindaco e Assessori; riteniamo giusto e di buon senso che l’amministrazione dia l’esempio e riducendosi le indennità almeno del 40 %.
    Tagli agli sprechi, riduzione progressiva delle imposte comunali, aumento dei servizi, taglio generale della spesa pubblica. Occorre tagliare all’interno del Comune attività, sprechi e progetti onerosi ed inutili.
    Rompere il sistema clientelare che soffoca la meritocrazia.
    Proposta LED, sostituzione delle attuali lampade con sistemi di illuminazione a Led.
  7. La città per il sociale e la sanità: fare di Terni la città del buon abitare: vivibile, accogliente e sicura.
    Serie politiche per la casa.
    I servizi sociali devono integrarsi con i servizi economici, le persone non siano abbandonate prive di supporto e di speranze creando delle tensioni sociali ulteriori.
    Creazione di un fondo comunale per le famiglie disagiate per le spese mediche anche specialistiche.
    Bilanciamento delle tariffe e delle imposte locali in base alla situazione reddituale, patrimoniale e lavorativa; introduzione di aliquote progressive nell’addizionale IRPEF e di una soglia di esenzione.
    Una azienda ospedaliera moderna, efficiente ed accogliente.
    Registro delle coppie di fatto; le unioni nascono e si basano sui sentimenti che due persone provano.
    I sentimenti non hanno orientamento sessuale.
    Azioni a sostegno della famiglia che si concretizzano nell’erogazione di finanziamenti, con correte scelte tariffarie rivolte a quelle in stato di necessità.
  8. La città per la cultura: la cultura come occasione per creare identità, opportunità di lavoro e ricchezza. Investire sulla cultura significa investire in noi stessi.
    La nuova Terni deve ripartire dalla riconciliazione tra le sue due grandi anime, quella storica da una parte e quella produttiva dall’altra. Non dovrà rinunciare al suo volto produttivo ed innovativo però al tempo stesso deve considerarlo solo una delle componenti della sua identità complessiva.
    Una città che sappia coniugare le vestigia del passato con le esigenze del vivere contemporaneo, che coniughi produzione, creatività applicata con l’ adeguata conoscenza e valorizzazione delle sue radici storiche.
    Una città policulturale, in cui le diverse espressioni abbiano pari dignità e stesso valore.
    Gestione diretta degli spazi; il Comune sia primo animatore e garante della pluralità dell’offerta culturale.
    Una gestione trasparente degli spazi culturali regolata dall’istituzione di una fondazione, un comitato scientifico e di una direzione museale.
    Creare contemporaneamente uno strumento di studio e consultazione, una sorta di Forum della Cultura, con un ruolo sostanziale di analisi e indirizzo, in grado di fare sintesi dell’intero patrimonio culturale, sia materiale che immateriale.
    Organizzazione di un evento annuale che possa caratterizzare la città.
    Gli stabilimenti di Papigno diventino una cittadella della cultura a disposizione anche del turismo congressuale.
    Difesa e potenziamento del polo didattico scientifico di Terni; una presenza universitaria di qualità e collegata al mondo produttivo.
    Il quartiere Duomo come quartiere culturale utilizzando gli spazi esistenti, mettendo in sinergia la Pinacoteca,che deve tornare nel centro storico, con il Museo diocesano.
    Nuovi luoghi espositivi e museali anche con l’aiuto dei privati (il Museo della Cascata delle Marmore, Museo Alterocca, il Museo dell’Acciaio, Museo delle Armi)
    Uno spazio teatrale adeguato, la rinascita del Teatro Verdi.
    Esistono volumetrie in pieno centro abbandonate : l’ex caserma della Polstrada, l’ex palazzo della Provincia,la Banca d’Italia, ragioniamo con le proprietà per un loro recupero e ed individuiamo uno spazio per un Palazzo delle Esposizioni.
  9. La città per lo sport: saper leggere in modo diverso il territorio
    Sfruttando la vicinanza con Roma impostiamo una forte strategia per favorire il settore del turismo sportivo. Terni dovrà diventare la palestra a cielo aperto del centro Italia. In grado di incentivare l’occupazione non solo del turismo ma anche del fitness con infrastrutture di tutti i tipi, partendo dall’aviosuperficie, senza nessuna esclusione.
    Il turismo sportivo e naturalistico che deriva dalla densità delle offerte del nostro territorio, le location uniche, le eccellenze gastronomiche, la vicinanza a bacini turistici importanti, la posizione da e verso mete di interesse internazionale, pongono Terni e il suo comprensorio in una posizione privilegiata.
    Organizziamo eventi e creiamo pacchetti turistici che sappiano coordinare una manifestazione sportiva agonistica, dimostrativa o goliardica con la passione per la natura e con un contorno che sappia così trattenere il visitatore di passaggio verso altre mete.
    Realizziamo un palazzetto dello sport con capienza minima di 5000 persone, che potrà essere utilizzato anche per altri eventi.
  10. La città per il turismo: Il nostro territorio ha le carte in regola per sviluppare la sua dimensione turistica. Con il suo patrimonio storico e artistico, le sue qualità ambientali, il turismo può diventare una importante attività economica
    Siamo un passaggio obbligato da e verso mete turistiche di rilievo.
    Un aumento di flusso, dell’incoming, di presenze straniere permetterebbe di aumentare i giorni di presenza e smarcarci dall’attuale afflusso di turisti mordi e fuggi che ben poco contribuiscono all’economia locale. Ne deriverebbe un incremento di tutte le attività economiche connesse.
    Creiamo prodotti turistici, ovvero percorsi d’arte e di cultura abbinati a servizi per la loro fruizione.
    Molti sono i punti di forza non sfruttati al massimo, la Cascata, San Valentino, la Valnerina con Terni come porta di accesso.
    Utilizziamo i plessi industriali per un turismo di conoscenza dei processi industriali, con visite organizzate e guidate per far conoscere i processi di produzione dell’acciaio o della chimica ecologica.
    Il turismo legato all’Architettura.
    Sviluppo del cosiddetto “Albergo diffuso” ovvero «l’'impresa ricettiva alberghiera situata in un unico centro abitato, formata da più stabili vicini fra loro, con gestione unitaria e in grado di fornire servizi di standard alberghiero a tutti gli ospiti».Da sviluppare in piccoli centri del nostro territorio (Collescipoli)

mercoledì 11 dicembre 2013

Aperto il ponte delle Marmore: Terni e Rieti sono più vicine

Poco più di quindici minuti per arrivare da Temi a Rieti e viceversa, contro gli attuali 50-60 minuti. La frazione di Marmore fino a ieri soffocata dal traffico pesante che toma a respirare. Temi e Rieti, ma anche Umbria e Lazio più vicine e integrate. La Temi - Rieti da ieri mattina è realtà. Il taglio del nastro del ponte in acciaio ad arco su Papigno e della galleria Valnerina à avvenuto alle 12,15 di ieri.

Sforbiciata del nastro tricolore ad opera della governatrice del l'Umbria Catiuscia Marini mentre nell'aria risuonavano ancora le note dell'inno nazionale.
É il quasi completamento di un'opera attesa da oltre trent'anni; con una variante nel tracciato, l'attraversamento in Valnerina al posto di quello originario per Stroncone, approvata agli inizi del 2000 e con lavori iniziati dal consorzio Tecnis a novembre del 2006.
Ieri è stato aperto al traffico il 98 per cento del tracciato perché gli ultimi due chilometri, il viadotto sul Velino, sono in fase di completamento e, lo ha assicurato il presidente dell'Anas Pietro Ciucci, verranno consegnati a settembre del 2014.
La galleria Valnerina oggi esce all'altezza di Pie di Moggio dove grazie a una rotatoria si innesta nella vecchia strada di Reopasto per poi ricongiungersi al tratto sabino già realizzato della Terni - Rieti. Per completare il tutto mancano poi gli ultimi 800 metri del tratto laziale.

"Verrà finanziato, - ha assicurato il presidente Ciucci - entro giugno 2014 ci sarà l'appalto."

Ma di fatto la Temi - Rieti ieri mattina è stata completata: 11 chilometri di tracciato tra San Carlo (Temi) e Pie di Moggio (Rieti) attraverso due gallerie, la Tescino aperta nel 2011 e la Valnerina aperta ieri più una terza galleria che funge da svincolo e che porta alla rotatoria di Cervara in Valnerina. “Una infrastruttura di straordinaria importanza - ha detto il presidente Ciucci - sia al servizio del trasporto merci, sia per il traffico pendolare, sia al servizio del traffico turistico diretto alla Cascata delle Marmore".

Traffico pesante che fino a ieri passava per l'abitato di Marmore e per un pezzo di Terni e che da ieri pomeriggio è stato totalmente dirottato all'esterno.
Tutti gli interventi hanno sottolineato la grande bellezza del ponte ad arco in acciaio su Papigno, progettato dal professor Giuseppe Matildi, che si inserisce nel panorama della valle arricchendolo. Il sindaco di Temi Leo Di Girolamo, che ha parlato a nome di tutti i sindaci interessati, ha detto di sentirsi emozionato per l'evento e ha ringraziato non solo l'Anas ma la giunta Raffaelli che nel 2000 propose questo tracciato alternativo, Enrico Micheli "che è stato un protagonista assoluto di quest'opera" ma anche Lauro Mariani di Marmore che "attraverso il suo comitato ha pungolato le istituzioni".

Collegamenti più veloci tra Umbria, Sabina e Abruzzo. Integrazione fra due città che oggi rappresentano un'area vasta di 200mila persone. Un ponte che lega i due territori anche da un punto di vista turistico. Lo ha sottolineato il presidente della Provincia di Temi Feliciano Polli:

"La nuova strada - ha dichiarato Polli da forte impulso alla valorizzazione turistica di un'area compresa tra la Valnerina e la Valle Santa, tra la Bassa Umbria e l'Alto Lazio, che ha straordinarie potenzialità paesaggistico-ambientali sulle quali le Province e i Comuni si stanno fortemente impegnando con un progetto, promosso e coordinato dalla Provincia di Terni, sostenuto dalle Regioni Umbria e Lazio".

Corriere dell'Umbria Mercoledì 11 Dicembre 2013

martedì 10 dicembre 2013

Cospea: raccolta firme contro il cavalcavia

Via alla raccolta firme per costringere l'amministrazione comunale a prendere in considerazione le proposte alternative alla costruzione del contestato cavalcavia di Cospea.
Protagonisti il Comitato No Cavalcavia, il Comitato Mille Alberi e altre associazioni; obiettivo è raccogliere le 300 firme necessarie alla proposta d'iniziativa popolare.

“L'iniziativa - spiegano i promotori, riuniti nel Comitato presieduto da Moreno Catellucci, - è conseguenza dell'insensibilità palesata dall'amministrazione comunale che in un anno e mezzo non ha mai fornito alcun riscontro ai residenti dei quartieri Cospea e San Giovanni sulla vicenda del cavalcavia, nonostante i ripetuti solleciti, nonché alle varie problematiche ambientali mai prese in considerazione e quindi a tutt'oggi irrisolte”.

La proposta alternativa, tra l'altro, consentirebbe un risparmio di circa un milione di euro.

“Venerdì mattina è stata depositata in Comune la documentazione per la raccolta firme - continuano i promotori - e , se i moduli verranno restituiti vidimati, la raccolta potrebbe iniziare sin dalle prossime ore e raggiungere il minimo delle 300 firme previste. Possono sottoscrivere l'iniziativa tutti i cittadini residenti nel Comune di Terni che abbiano compiuto il 18esimo anno di età. La raccolte delle firme verrà effettuata agli ingressi del Centro commerciale Copea e a quello della Fondazione Aiutamoli a Vivere in via XX Settembre, nonché in altri luoghi che verranno individuati di volta in volta secondo le condizioni metereologiche. Date ed orari verranno comunicati successivamente, secondo la disponibilità degli autenticatori”.

La Nazione Martedì 10 Dicembre 2013

domenica 8 dicembre 2013

Commercio: domani si celebra il funerale

Salta il collegamento della trasmissione "Quinta Colonna" di Rete 4 con piazza del Mercato. Non salta, invece, la manifestazione dei commercianti del centro che sarà una specie di funerale ad un comparto che fatica sempre di più e che, a dire dei negozianti, non è aiutato dalle scelte di chi potrebbe e dovrebbe intervenire: dalle istituzioni locali fino a quelle che decidono le sorti del Paese.
I dettagli dell'iniziativa sono stati decisi nel corso di una riunione venerdì pomeriggio. Alle ore 19 domani i manifestanti si ritroveranno in piazza del Mercato, simbolo del degrado del centro storico.
Verrà formata una catena umana che circonderà la vecchia struttura ed ogni persona accenderà un lumino.

Verrà intonato l'inno nazionale e al termine si formerà un corteo silenzioso che si snoderà lungo alcune delle principali strade del centro, toccando i palazzi simbolo della città: corso Tacito, via Roma, androne di palazzo Spada, tribunale, via Garibaldi, Caos, mercato nuovo in largo Manni. Il corteo terminerà di nuovo in piazza del Mercato.

"Con questa iniziativa - scrive Francesco Bartoli, consigliere regionale di Confimpresa e membro del direttivo nazionale Imprese che resistono - i commercianti e i residenti di piazza del Mercato vogliono celebrare i funerali della democrazia e invitano tutta la cittadinanza che non si riconosce in questa amministrazione a presenziare al corteo. I partecipanti potranno esibire solo bandiere dell'Italia e striscioni e cartelli a patto che non inneggino a partiti politici."
I negozianti, però, ci tengo no a sottolineare che
"...il problema non è soltanto di chi lavora e vive nelle vicinanze di piazza del Mercato, ma di tutti gli esercenti e i residenti del centro storico e di una città che lentamente sta morendo. Fino ad ora abbiamo ricevuto soltanto promesse e quelle non mantenute su piazza del Mercato sono le più eclatanti. Questa mattina (ieri, ndr), dopo mesi, si sono visti alcuni operatori dare una pulita nella zona. Quotidianamente qui succede di tutto. Ormai è una vera e propria area del degrado e tra un po' le pantegane saranno così grandi da poter essere condotte al guinzaglio."
Relativamente alla trasmissione saltata, Bartoli non riesce a spiegarsi quali siano le motivazioni.

"Soltanto venerdì nel tardo pomeriggio scrive - mi hanno annunciato che avevano optato per un'altra città"

Corriere dell'Umbria Lunedì 9 Dicembre 2013

sabato 7 dicembre 2013

Ossigeno per la Celi ma l’attività produttiva ancora non decolla

Una buona notizia per i 43 lavoratori della Celi di Vascigliano di Stroncone, in lotta da mesi a difesa del posto di lavoro.
Il ministero dello Sviluppo Economico ha firmato il decreto per il pagamento della cassa integrazione straordinaria.
Le maestranze vantavano arretrati di oltre sei mesi, e, in vista delle festività natalizie, è più che una boccata d'ossigeno.
Ma il sindacato è sul piede di guerra perché l'attività lavorativa non è ancora ripresa. La Celi come si ricorderà è stata presa in affitto di ramo dalla Deen Production, del noto imprenditore Nico Valecchi di Foligno, contratto che dovrebbe valere per sei anni più eventuali altri sei. Da un quinquennio l'azienda di Vascigliano è in difficoltà, con una diminuzione di ordinativi, crisi affrontata con il ricorso alla CIG per ristrutturazione. Eppure la Celi è tra le eccellenze della regione, fa parte del cluster nautico al quale aderiscono Tech, Canalicchio, Divania, Garofoli, Paolini, Officina meccanica Mariani, Rocco Marmi oltre alla società del Sitar Placcati.

Vi è stata la disponibilità delle aziende più strutturate a guidare e coordinare il raggruppamento d'imprese allo scopo di affrontare insieme la crisi globale, unendo competenze, tecnologie, know how, per potersi presentare con maggiore forza sul mercato, puntando su fattori critici quali l'internazionalizzazione, l'innovazione, la formazione, il design e la tecnologia, il controllo dei costi, l'accesso a strumenti finanziari e creditizi. La Celi era riuscita a strappare alla concorrenza commesse importanti per gli arredamenti, tra l'altro l'auditorium dell'Eurdi Roma, progettato da Enzo Piano, il comando aereo sotterraneo dell'Arabia Saudita, il bunker per le guardie reali ad Addis Abeba, la capitale dell'Etiopia, il Palazzo dei Congressi dell'Orni, yacht lunghi anche oltre cento metri, il cui prezzo era di decine di milioni di euro.

Varie vicende hanno messo in difficoltà la Celi, in particolare dei crediti che vantava nei confronti della Cassa Depositi e Prestiti. I lavoratori hanno alzato la voce manifestando davanti ai cancelli del sito, e facendo sit in sotto palazzo Bazzani, sede della prefettura per sciogliere il nodo gordiano e portare in porto la difficile vertenza. L'operazione messa in campo dall'imprenditore Nico Vallecchi è proiettata nella ricerca di commesse che dovrebbero consentire la ripresa produttiva con l'impiego iniziale di diciotto lavoratori. Il sindacato è d'accordo sull'operazione di rilancio, ma ancora è tutto in alto mare. Le forze sociali hanno quindi deciso di chiedere un incontro urgente al prefetto Bellesini, con l'apertura di un tavolo con Deen Production.

di Carlo Ferrante
Corriere dell'Umbria Sabato 7 Dicembre 2013

venerdì 6 dicembre 2013

Visioninmusica 2014


L'edizione 2014 di Visioninmusica sarà spumeggiante: l'associazione culturale compie dieci anni e festeggia con una stagione da capogiro.
Il calendario è stato illustrato ieri dal presidente e direttore artistico, Silvia Alunni.
Si parte a Natale con il concerto nella chiesa di San Francesco, organizzato grazie al contributo della Fondazione Carit e delle Casse di risparmio dell'Umbria.
Alle 17 la National Symphony Orchestra of Kiev, diretta dall'americano Theodore Kuchar, eseguirà classici e contemporanei.
La stagione vera e propria si aprirà giovedì 23 gennaio con Nicki Nicolai e Stefano Di Battista Jazz Quartet in “Mille bolle blu”.
Il 6 febbraio tornano i Mountain Men, in “Nothing zero none”.
Poi l'anteprima assoluta per l'Italia dei Get the blessing (20 febbraio), il mix tra musica e spettacolo dei Rimbamband (6 marzo), lo Joshua Redman Quartet il 20 marzo e infine la voce e la chitarra di Raàl Mido'n in Invisible chains (3 aprile). Tutto all'Auditorium Gazzoli, alle 21.

martedì 3 dicembre 2013

Il Natale 2013 a Terni

Un calendario di eventi "tra i più ricchi del centro Italia"e che ha l'obiettivo di "cambiare il volto della città per un mese."

É questa la presentazione di "Eventi natalizi 2013", il cartellone organizzato dalla società Eventi Srlc insieme al Comune di Temi e la Camera di Commercio. Cartellone che durerà un mese, dal 6 dicembre al 6 gennaio, con un programma particolarmente denso d'iniziative dedicate al Natale, tra installazioni temporanee, mostre di presepi, concerti e spettacoli, che si svolgeranno nel cuore della città grazie al contributo di importanti realtà attive nel settore culturale cittadino.

"L'idea - si legge nel comunicato di presentazione dell'evento - è quella di dare luce alla spettacolarità tipica del Natale, offrendo iniziative artistiche di qualità, in grado di accentuare il potere attrattivo della città, in particolar modo del centro. Il progetto è rivolto prevalentemente ai bambini e dedicato al loro immaginario, attraverso la creazione di atmosfere suggestive, capaci di regalare momenti di felicità propria del periodo natalizio."

Le installazioni - Importante novità sarà il Planetario, una cupola geodetica che sarà posizionata a Largo Manni dal 6 dicembre al 31 gennaio, offrendo a grandi e bambini la possibilità di realizzare un vero e proprio "viaggio nello spazio".
Attraverso un proiettore digitale sarà, infatti, ricreato un cielo realistico con effetto 3d e saranno proiettati filmati spettacolari e coinvolgenti, alla scoperta di pianeti, nebulose e galassie.
Il ' villaggio di Gonfiabili sarà l'attrazione di tutti i bambini, a Piazza Tacito dal 6 dicembre al 6 gennaio.
Tornano a Piazza della Repubblica il Villaggio di Babbo Natale e la pista di ghiaccio (dal 6 dicembre al 6 gennaio): attraverso la presenza di personaggi animati, come elfi e folletti, la piazza sarà trasformata in un villaggio di ghiaccio e luci, con casette e atmosfere tipiche.
Si ripete l'avventura del trenino natalizio che percorrerà le strade del centro cittadino, partendo tutti i giorni da Piazza della Repubblica.
Poi via alla mostra dei Presepi Artigianali e di Arte Sacra: organizzata dalla Camera di Commercio di Terni, sarà visibile dal 20 dicembre al 6 gennaio nella sala Conferenza della Camera di Commercio.
L'inaugurazione è prevista venerdì 20 dicembre, alle 17.

Eventi musicali

Prenderà il via domenica a Largo Villa Glori con il concerto gospel dei Sound&Soul, il ricco programma di eventi musicali che culminerà il 31 dicembre in Piazza Ridolfi, con il concerto che scandirà la notte più lunga dell'anno con Ambrogio Sparagna, accompagnato dall'Orchestra Popolare Italiana, a cui seguirà Explosive Countdown, una "spettacolare" performance, in cui le immagini del video mapping, a cura di Valentina Taddei e Manfredo Fraccola, si accompagneranno alla musica elettronica del duo Alessandro De Florio e Alessandro Persi.

Corriere dell'Umbria Martedì 3 Dicembre 2013

lunedì 2 dicembre 2013

L’Ast torna alla ThyssenKrupp

L'Ast toma a parlare il tedesco; ThyssenKrupp si riprende viale Brin

Clamoroso colpo di scena infarcito ora di preoccupanti interrogativi. Una colossale partita di Risiko finanziario internazionale riporta Ast sotto il controllo della tedesca ThyssenKrupp.
Già, ma per quanto? Questo è il primo, pressante interrogativo nel contesto di un'operazione che rappresenta un autentico colpo di scena.
La vicenda testimonia ancora una volta il potere esclusivo delle multinazionali, in grado di mettere all'angolo chiunque.
Governi compresi. Governo italiano nello specifico.

Perché a prescindere dalla piega che prenderà il nuovo assetto di Ast, tutto da capire, l'immagine delle rappresentanze istituzionali esce a pezzi.
A nessuno sfugge che tre anni fa ThyssenKrupp annunciò lo scorporo dell'inossidabile, lo spin-off, proprio per rivedere le sue strategie e salvare il salvabile.
E anche stavolta tenta di salvare il salvabile, lasciando in piedi Outokumpu, che rischiava di uscire con le ossa rotte dalla partita, e soprattutto recuperando dai finlandesi ciò che, di più prezioso, poteva essere recuperato. Quindi Ast e controllate comprese, tutte, nonché margini finanziari in un vortice di operazioni che appaiono di tipo meramente speculativo.

Tk e Outokumpu si dicono soddisfatte e di certo non si può dar loro torto: in pratica si sono salvate a vicenda.
E Ast? Si toma a chiedere a gran voce il piano industriale.
Via, si ricomincia. Tre anni dopo.

Poco prima di mezzanotte quando Outokumpu, spazzando via Aperam, cordate e indiscrezioni varie, rende noto il ritorno di Ast nelle mani della tedesca ThyssenKrupp.
Una machiavellica operazione finanziaria che così può essere riassunta: Tk annulla il prestito concesso a Outokumpu quale corrispettivo per Ast (e per Vdm, linea di produzione delle leghe speciali collocata in Germania) e vende a investitori istituzionali le quote del suo 29% in Outokumpu, che dal canto suo abbatte così il debito netto e ricapitalizza.
E Ast? Il fatto che Tk, dopo aver scorporato l'inox, di recente abbia venduto ad una joint- venture (tra cui Mittal) lo stabilimento in Alabama, lascia perplessi sulle prospettive di viale Brin, che nel ping-pong tra multinazionali continua a perdere quote di mercato, in un momento storico difficile a tutte la latitudini.
Per il Ministero dello Sviluppo “è essenziale che il passaggio di proprietà configuri un'operazione industriale e non solo finanziaria; verificheremo il piano industriale di Thyssenkrupp. Il Governo è continua è in tempi rapidi, incontrerà i vertici di Outokumpu e Tk per verificare che il profilo industriale della cessione prevalga su quello finanziario”.

Il ministro Flavio Zanonato , come già previsto, martedì sarà in Acciaieria e incontrerà anche le istituzioni locali. Regione, Provincia e Comune chiedono al Governo un incontro urgente e fanno appello alla Commissione Ue “perché si faccia garante della rispondenza dell'operazione alle esigenze industriali, occupazionali e di competitività dello stabilimento”.

I sindacati territoriali dei metalmeccanici, che ieri hanno incontrato l'Ad di Ast, Marco Pucci, chiedono un'interlocuzione diretta con i vertici di ThyssenKrupp “per capire gli sviluppi finanziari e produttivi” del sito. Sarà necessaria – aggiungono - la ricapitalizzazione dell'Ast, per dare continuità alle produzioni ternane, e la visione del progetto industriale. É una vergogna che dopo tre anni si ritorni al punto di partenza e quello che ci chiediamo ora è se Tk stia compiendo un'operazione transitoria per poi rivendere Ast oppure no.
Non vorremmo che si trattasse di una mera speculazione finanziaria”.

Stefano Cinaglia
La Nazione Lunedì 2 Dicembre 2013