1. La città ambiziosa
    : quello che manca alla nostra città è l’AMBIZIONE
    Questa città ha bisogno di amministratori che non si accontentino ma che siano abili nel perseguire con tenacia e creatività obiettivi chiari e precisi
    Non più una classe politica modesta e debole, incapace di distinguersi per autorevolezza e competenza ma caratterizzata da limitatezza, inadeguatezza e dilettantismo; senza una vera programmazione ma prende decisioni estemporanee dettate dall’emergenza.
    Occorre una gestione amministrativa aperta a dinamiche nuove, conscia del passato, attenta al presente per costruire il futuro.
    Terni deve tornare ad essere una città ambiziosa, puntando ad obiettivi che siano alti senza considerarli irraggiungibili a priori.
    La consapevolezza dei nostri limiti non deve annientare la capacità di puntare sulle nostre grandi e forti potenzialità.
    Vogliamo una città che sappia farsi rispettare, orgogliosa di se stessa, che non si accontenti di sopravvivere a vecchie e nuove crisi ma sia capace di rilanciarsi e puntare con entusiasmo su se stessa
  2. La città dal futuro coinvolgente: un progetto forte e condiviso per chiarire quale città vogliamo costruire
    Favorire la partecipazione, il coinvolgimento in tutte le decisioni che riguardano la città; condividiamo, discutiamo e sollecitiamo proposte.
    Manca una visione univoca e condivisa del futuro; ancor di più una visione realistica del presente.
    Risvegliamo il senso di appartenenza, chiediamo ai cittadini le idee per migliorare la città, rafforziamo l’orgoglio di essere cittadini di Terni.
    Scontiamo la mancanza di una seria programmazione, le azioni vanno pianificate.
    Manca la trasparenza; chiarezza ed accessibilità ad atti e procedimenti amministrativi.
    Carenza di comunicazione; la cittadinanza va informata in tempo, partecipe nelle decisioni; oggi esistono i mezzi per una comunicazione efficace, veloce e puntuale.
    La partecipazione come strumento per elaborare scelte condivise; coinvolgere i cittadini per identificare i problemi, definire le priorità e le strategie
    Riscopriamo il senso e il valore dello stare insieme, della convivenza
  3. La città oltre i confini: una città che esca dai confini confrontandosi con le realtà vicine e l’area metropolitana romana
    La forza del fattore localizzativo che deriva dalla vicinanza all’area romana. 
    Costruire vere sinergie con i territori vicini. La costruzione di un comprensorio intercomunale che segua la linea dell’asse viario, Rieti -Terni - Orte - Viterbo - Civitavecchia.
    Un nuovo percorso culturale e sociale; finalizzato alla realizzazione di opportune sinergie extra-territoriali; la promozione ideale, concettuale e culturale per una apertura del territorio ternano verso quello romano.
    Un rapporto di collaborazione ed integrazione più intenso con il resto del territorio regionale.
  4. La città per il lavoro: sostegno al comparto industriale ed apertura ad una diversificazione che apra nuovi mercati
    Scontiamo l’assenza di una strategia capace di creare una alternativa economica.
    Sviluppiamo la nostra identità industriale, aggiornandola in chiave moderna. Da città industriale a città tecnologica. Una città smart. Non più grigia, ma verde.
    Spingiamo al massimo il marketing territoriale per favorire l’insediamento sul territorio di nuove realtà industriali e del terziario avanzato.
    Liberiamo le energie inespresse, creiamo entusiasmo e progettualità, le opportunità di lavoro non crescono per caso, ma vanno individuate e favorite.
    Realizzazione di un Centro Congressi (turismo congressuale); riduzione dei costi di occupazione di suolo pubblico e semplificazione dell’iter burocratico-amministrativo per autorizzazioni e concessioni; organizzazione di un appuntamento di riflessione ed approfondimento sui temi del lavoro (stati generali del lavoro 2014); blocco degli insediamenti della grande distribuzione per sostenere concretamente l’attività degli esercizi di vicinato (il centro commerciale naturale).
    Sviluppiamo il microcredito per commercianti, artigiani e piccola media impresa
    Attiriamo professionalità mettendo a disposizione delle imprese del comprensorio romano, uffici e strutture che ora sono inutilizzate (esempio il Videocentro) invece di mandare i ternani (e i loro soldi) verso le imprese romane si può far venire le imprese romane dai ternani.
    Parità di accesso al mondo del lavoro, creiamo un fondo che finanzi le imprese che assumano in base a graduatorie pubbliche stilate dal Comune sulla base del reddito del richiedente, del numero di iscrizione e di tutta una serie di parametri per rimuovere la “conoscenza” come discriminante per l’assunzione.
  5. La città il suo ambiente e territorio: una Terni che valorizza e non spreca le risorse naturali e ricerca il suo ri-utilizzo, che ri-usa lo spazio e il patrimonio edilizio
    Un serio piano energetico comunale (incentivi per uso delle energie alternative e riduzione degli sprechi).
    Rifiuti Zero: dotarsi di un serio e capillare sistema di raccolta differenziata porta a porta spinta con la completa eliminazione dei cassonetti dalle strade.
    Stop alla cementificazione; procediamo con la ristrutturazione dell’esistente. No al consumo e spreco del territori. Stop alle alienazioni degli immobili e dei terreni comunali.
    Incremento del verde pubblico, miglioramento della manutenzione, riqualificazione dei parchi esistenti (mai più feste di partito al Parco della Passeggiata!).
    Il verde urbano non deve essere considerato come un elemento ornamentale ma come una parte viva della città, un polmone indispensabile per consentire al tessuto urbano di respirare.
    Il centro città torni perno fondamentale del vivere urbano dopo essere stato svilito da tanti anni in cui le politiche commerciali hanno favorito l’insediamento della grande distribuzione; il centro deve essere il cuore pulsante della città, il suo palcoscenico rappresentativo dei momenti fondamentali della vita civica, il luogo delle istituzioni pubbliche e di quelle culturali, il luogo del commercio di pregio e dell’intrattenimento coi tanti locali e ristoranti.
    Superamento della dicotomia centro/periferia; ogni quartiere deve smettere di essere periferia ed acquisire una sua identità superando l’idea di essere una mera zona di residenza ma anche un luogo di appartenenza; passare per la valorizzazione delle peculiarità di ogni singolo quartiere, dalla multietnicità di zone come S.Agnese o le valenze architettoniche e sociali del Quartiere Matteotti o la prospettiva del Quartiere Creativo per Città Giardino.
    Miglioramento del tessuto urbano con attenzione all’arredo ed al decoro delle vie, la qualità estetica ed ambientale del tessuto edilizio, spingendo ad una sostituzione di quello ormai obsoleto e privo di valore estetico e funzionale; recuperare il rapporto con la natura circostante bloccando il consumo del territorio e recuperando le aree abbandonate all’interno della città.
    Attenzione ed impegno per una mobilità sostenibile, potenziamento dei mezzi pubblici. Fare di Terni la città della mobilità dolce(soft)... in 10 minuti da tutto (completamento del sistema piste ciclabili collegamento centro città /cascata delle Marmore)
    No inceneritori.
    Piano straordinario di manutenzione delle strade.
    Riqualificazione di spazi oggi abbandonati e in pieno degrado (mercato coperto!)
  6. La città che non spreca e risparmia: la città che non spreca le capacità e le intelligenze delle persone
    Estensione della rete Wi Fi a tutta l’area urbana; tutti i certificati on line.
    Razionalizzazione della macchina amministrativa.
    Meno soldi per Sindaco e Assessori; riteniamo giusto e di buon senso che l’amministrazione dia l’esempio e riducendosi le indennità almeno del 40 %.
    Tagli agli sprechi, riduzione progressiva delle imposte comunali, aumento dei servizi, taglio generale della spesa pubblica. Occorre tagliare all’interno del Comune attività, sprechi e progetti onerosi ed inutili.
    Rompere il sistema clientelare che soffoca la meritocrazia.
    Proposta LED, sostituzione delle attuali lampade con sistemi di illuminazione a Led.
  7. La città per il sociale e la sanità: fare di Terni la città del buon abitare: vivibile, accogliente e sicura.
    Serie politiche per la casa.
    I servizi sociali devono integrarsi con i servizi economici, le persone non siano abbandonate prive di supporto e di speranze creando delle tensioni sociali ulteriori.
    Creazione di un fondo comunale per le famiglie disagiate per le spese mediche anche specialistiche.
    Bilanciamento delle tariffe e delle imposte locali in base alla situazione reddituale, patrimoniale e lavorativa; introduzione di aliquote progressive nell’addizionale IRPEF e di una soglia di esenzione.
    Una azienda ospedaliera moderna, efficiente ed accogliente.
    Registro delle coppie di fatto; le unioni nascono e si basano sui sentimenti che due persone provano.
    I sentimenti non hanno orientamento sessuale.
    Azioni a sostegno della famiglia che si concretizzano nell’erogazione di finanziamenti, con correte scelte tariffarie rivolte a quelle in stato di necessità.
  8. La città per la cultura: la cultura come occasione per creare identità, opportunità di lavoro e ricchezza. Investire sulla cultura significa investire in noi stessi.
    La nuova Terni deve ripartire dalla riconciliazione tra le sue due grandi anime, quella storica da una parte e quella produttiva dall’altra. Non dovrà rinunciare al suo volto produttivo ed innovativo però al tempo stesso deve considerarlo solo una delle componenti della sua identità complessiva.
    Una città che sappia coniugare le vestigia del passato con le esigenze del vivere contemporaneo, che coniughi produzione, creatività applicata con l’ adeguata conoscenza e valorizzazione delle sue radici storiche.
    Una città policulturale, in cui le diverse espressioni abbiano pari dignità e stesso valore.
    Gestione diretta degli spazi; il Comune sia primo animatore e garante della pluralità dell’offerta culturale.
    Una gestione trasparente degli spazi culturali regolata dall’istituzione di una fondazione, un comitato scientifico e di una direzione museale.
    Creare contemporaneamente uno strumento di studio e consultazione, una sorta di Forum della Cultura, con un ruolo sostanziale di analisi e indirizzo, in grado di fare sintesi dell’intero patrimonio culturale, sia materiale che immateriale.
    Organizzazione di un evento annuale che possa caratterizzare la città.
    Gli stabilimenti di Papigno diventino una cittadella della cultura a disposizione anche del turismo congressuale.
    Difesa e potenziamento del polo didattico scientifico di Terni; una presenza universitaria di qualità e collegata al mondo produttivo.
    Il quartiere Duomo come quartiere culturale utilizzando gli spazi esistenti, mettendo in sinergia la Pinacoteca,che deve tornare nel centro storico, con il Museo diocesano.
    Nuovi luoghi espositivi e museali anche con l’aiuto dei privati (il Museo della Cascata delle Marmore, Museo Alterocca, il Museo dell’Acciaio, Museo delle Armi)
    Uno spazio teatrale adeguato, la rinascita del Teatro Verdi.
    Esistono volumetrie in pieno centro abbandonate : l’ex caserma della Polstrada, l’ex palazzo della Provincia,la Banca d’Italia, ragioniamo con le proprietà per un loro recupero e ed individuiamo uno spazio per un Palazzo delle Esposizioni.
  9. La città per lo sport: saper leggere in modo diverso il territorio
    Sfruttando la vicinanza con Roma impostiamo una forte strategia per favorire il settore del turismo sportivo. Terni dovrà diventare la palestra a cielo aperto del centro Italia. In grado di incentivare l’occupazione non solo del turismo ma anche del fitness con infrastrutture di tutti i tipi, partendo dall’aviosuperficie, senza nessuna esclusione.
    Il turismo sportivo e naturalistico che deriva dalla densità delle offerte del nostro territorio, le location uniche, le eccellenze gastronomiche, la vicinanza a bacini turistici importanti, la posizione da e verso mete di interesse internazionale, pongono Terni e il suo comprensorio in una posizione privilegiata.
    Organizziamo eventi e creiamo pacchetti turistici che sappiano coordinare una manifestazione sportiva agonistica, dimostrativa o goliardica con la passione per la natura e con un contorno che sappia così trattenere il visitatore di passaggio verso altre mete.
    Realizziamo un palazzetto dello sport con capienza minima di 5000 persone, che potrà essere utilizzato anche per altri eventi.
  10. La città per il turismo: Il nostro territorio ha le carte in regola per sviluppare la sua dimensione turistica. Con il suo patrimonio storico e artistico, le sue qualità ambientali, il turismo può diventare una importante attività economica
    Siamo un passaggio obbligato da e verso mete turistiche di rilievo.
    Un aumento di flusso, dell’incoming, di presenze straniere permetterebbe di aumentare i giorni di presenza e smarcarci dall’attuale afflusso di turisti mordi e fuggi che ben poco contribuiscono all’economia locale. Ne deriverebbe un incremento di tutte le attività economiche connesse.
    Creiamo prodotti turistici, ovvero percorsi d’arte e di cultura abbinati a servizi per la loro fruizione.
    Molti sono i punti di forza non sfruttati al massimo, la Cascata, San Valentino, la Valnerina con Terni come porta di accesso.
    Utilizziamo i plessi industriali per un turismo di conoscenza dei processi industriali, con visite organizzate e guidate per far conoscere i processi di produzione dell’acciaio o della chimica ecologica.
    Il turismo legato all’Architettura.
    Sviluppo del cosiddetto “Albergo diffuso” ovvero «l’'impresa ricettiva alberghiera situata in un unico centro abitato, formata da più stabili vicini fra loro, con gestione unitaria e in grado di fornire servizi di standard alberghiero a tutti gli ospiti».Da sviluppare in piccoli centri del nostro territorio (Collescipoli)

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