Nichel, cromo e arsenico alle stelle. Arpa conferma i dati diffusi la vigilia di Natale da Italia nostra e WWF, anche se ne ridimensiona il tono allarmistico per la salute.
"I dati sono oggettivi - spiega il direttore provinciale di Arpa, Adriano Rossi - li abbiamo fomiti noi alle due associazioni. Sono quelli della caratterizzazione del pm 10 e del pm 2,5. cioè il contenuto delle polveri. Nelle altre città prevale il piombo; a Temi, dove c'è la più grande acciaieria italiana di acciai spedali prevalgono metalli pesanti tipici della lavorazione dell'acciaio come il nichel e il cromo. Le polveri vengono intercettate dai filtri delle centraline che poi vengono analizzate nei nostri laboratori appunto per la caratterizzazione delle polveri sottili."
Dunque dati veri e confermati.
"Il nichel è totalmente fuori controllo - Scrivono le due associazioni - anche 23 volte superiori rispetto a quanto previsto da normative europee, come accade a Prisciano; fino a 6 volte a Borgo Rivo; fino a 5 volte in centro, nella vecchia stazione di via Verga, ora dismessa. Non solo: le concentrazioni del nichel sono aumentate dal 2011 al 2013, arco temporale in cui sono stati effettuati i rilievi, specie a Prisciano, che nel maggio dell'anno corrente ha registrato oltre 350 Hg contro i 15 imposti dalla normativa benchmark in Europa, quella tedesca (ta Luft, 2002), ripresa da altri Stati anche confinanti, dagli studi Arpa delle Regioni italiane parametrata a studi euro-americani e a ricerche Oms . Siamo probabilmente la prima atta d'Italia per concentrazioni di nichel nelle deposizioni."
Su questo punto il direttore dell'Arpa corregge il tiro:
"Sono loro interpretazioni. Attualmente l'Unione europea non prevede soglie - spiega Adriano Rossi - per quanto riguarda il nichel dal 2015 dovrebbe entrare in vigore una direttiva comunitaria che prevede valori limite secondo i quali noi staremmo sopra, ma non secondo le percentuali indicate da WWF e Italia nostra. Le percentuali devono essere poi parametrate su base annuale. Non possono essere ridotte all'ultimo mese dove per venti giorni consecutivi sono stati sforati i limiti del pm 10. Ad oggi non sono previste soglie per il cromo. Se l'Unione europea non fissa valori soglia mi sembra fuori luogo parlare di allarme sanitario. In ogni caso è compito della Asl stabilirlo; noi come Arpa abbiamo il compito di fornire dati oggettivi."
L'Ast ha investito negli ultimi anni 19 milioni di euro per il sistema di doppio filtraggio delle polveri: l'impianto Daneco con l’incapsulamento completo dei forni fusori. A leggere questi dati sembra che l'investimento non abbia prodotto gli effetti sperati.

"A Prisciano - dice Rossi - abbiamo avuto anche 103 sforamenti del Pm10, adesso la situazione è totalmente migliorata. Certo l'intervento del doppio filtraggio con l'incapsulamento dei forni non è stato risolutivo. Nessun intervento può abbattere radicalmente le emissioni di un impianto cosi imponente dentro la città. La norma e la politica devono trovare un punto d'equilibrio tra i costi della produzione e il rispetto della salute e dell'ambiente."

Corriere dell'Umbria Domenica 29 Dicembre 2013

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