Il pasticcio dell’ex Gruber

Non solo ex Camuzzi e vecchia caserma della polizia stradale, tra gli angoli del degrado di Temi non poteva certo mancare l'ex lanificio Gruber.
Il sito, simbolo dell'archeologia industriale ternana, sorge su una superficie di circa 28mila metri quadrati, tra la pineta Centurini e circa 7mila metri quadrati di fabbricati. La vicenda è storica, articolata e dal futuro al momento difficile da decifrare. Di problemi ce ne sono a bizzeffe. Oltre all'aspetto esteriore dell'area, lasciato da anni all'incuria e al degrado, esistono problemi di ordine pubblico, legati all'uso degli spazi di tossici ed extracomunitari.
Ma ancora oggi la situazione dell'ex Gruber preoccupa anche sotto l'aspetto ambientale per i residui lasciati dalla lunga attività industriale.
Secondo le ultime analisi compiute da Comune e Arpa, è risultato un inquinamento del terreno derivante da idrocarburi pesanti, anche se solo superficiale e che, per fortuna, non mette a rischio la falda acquifera sottostante.

In attesa della bonifica del terreno, i tempi per il recupero dell'area sembrano allungarsi ancora.

Centro polivalente per la terza età, poi cittadella del sociale con il recupero di zone verdi e realizzazione di parcheggi. Negli anni il destino del complesso è stato oggetto di punti interrogativi e cambiamenti di rotta. La pista che il Comune vuole seguire per una sua rivalorizzazione è quella della "funzione sociale".
Già nel 2003 ai tempi del sindaco Raffaelli, l'amministrazione ipotizzò un progetto di recupero e di utilizzo nell'ottica di un centro polivalente per la terza età.
Dalle parole, però, non si passò mai ai fatti e tutto rimase fermo.
Nuovo tentativo nel 2008 quando Palazzo Spada inserì il recupero dell'ex Gruber all'interno del progetto urbanistico "Jessica" che prevedeva la collaborazione del Comune, della Commissione Europea e della Banca europea per gli investimenti e di sviluppo.
Progetto che prevedeva la realizzazione di un Centro sanitario integrato rivolto soprattutto al tema del recupero e dell'assistenza alle persone non autosufficienti con la previsione di un centro con annessi uffici e servizi nell'edificio da recuperare, e di una residenza sanitaria da localizzare nella nuova edificazione.
Di nuovo nulla di fatto, cosi in seguito la valorizzazione del sito venne inserita nell'ultimo Puc2 dove compariva un progetto esecutivo per la ristrutturazione di due edifici.
Tuttavia i tempi di bonifica non erano compatibili con le tempistiche richieste e quindi i fondi, circa un milione e mezzo di euro, sono stati destinati ad altri progetti (tra questi il recupero del Teatro Verdi).

Lo scorso aprile l'area entrò nel mirino dei ladri. Il Centro Studi Malfatti denunciò il saccheggio delle colonne ottocentesche in ghisa (segate alla base) e il furto di un traliccio di inizio 1900 situato in prossimità della vasca di carico della centrale idroelettrica dell'opificio. Gli edifici abbandonati sono diventati rifugio per extracomunitari e tossici, considerata anche la facilità con la quale si può accedere all'interno e la situazione è fuori controllo. Gli edifici sono fatiscenti, il verde selvaggio si è impadronito di gran parte dei fabbricati, i cui muri sono stati presi di mira da vandali e writers.

Lo scorso agosto fu il vice sindaco Libero Paci a firmare un ordinanza che evidenziava la contaminazione dell'area ex Gruber e stabiliva la messa in sicurezza

"dei terreni contaminati, collocati nella porzione di pineta prossima alla scarpata degradante verso il fiume Nera" attraverso la realizzazione di una recinzione per  "impedire il contatto diretto con la popolazione."
Le attività di esame della direzione ambiente del Comune di Temi e dell'Arpa sull'inquinamento dell'area e le analisi chimiche (inizialmente accorpate e poi distinte da quelle della discarica di Papigno) sono iniziate nel 2011 su spinta del Ministero dell'Ambiente ed hanno evidenziato la presenza di idrocarburi pesanti per la cui rimozione potrebbe bastare una bonifica tradizionale.
"Non abbiamo rilevato particolari inquinanti che giustifichino un ulteriore corso delle operazioni di analisi - ha detto l'ingegner Maurizio Galli della direzione ambiente del Comune - II terreno non è eccessivamente inquinato e presenta i caratteri tipici di un sito industriale. Gli idrocarburi sono superficiali e non vanno ad inquinare la falda sottostante. Per questo crediamo basti una bonifica tradizionale, effettuata tramite asportazione del terreno con conseguente trasferimento in discarica. Intanto i dati - conclude Galli - sono stati trasmessi al Ministero dell'Ambiente e ora siamo m attesa di comunicazioni per capire come muoverci."
Corriere dell'Umbria Venerdì 3 Gennaio 2014

0 commenti

Posta un commento

Offerte di lavoro a Terni e Provincia

News dalla Provincia di Perugia