Le quattro proposte del Comitato Pro Cospea San Giovanni per dire no al cavalcavia saranno ascoltate in commissione. Per il gruppo dei residenti dei due storici quartieri della città si tratta già di un successo.
"Finalmente la nostra posizione verrà presa in considerazione spiega il presidente Moreno Castellucci - dopo un anno e mezzo di estenuante attesa."
Il tema è sempre lo stesso: c'è in progetto un cavalcavia che colleghi l'attuale centro commerciale di Cospea con quello che sta nascendo nella zona al di là di via Alfonsine, dove sorgerà un nuovo punto vendite di oltre 14mila metri quadrati. Il via ai lavori è lontano, si parla del 2015, anche perchè il cantiere è ancora fermo per un contenzioso che riguarda la ditta esecutrice, Amenta, e i proprietari del terreno, Marcangeli. Intanto il Comitato è attivo e nelle scorse ha portato a termine una raccolta firme arrivata a quota 416.
"Ne servivano 300 - precisa Castellucci - secondo quanto stabilito dal regolamento sugli istituti di partecipazione."
La procedura prevede che una proposta, per essere accolta, debba essere sottoscritta da un minimo di 300 cittadini residenti nel territorio comunale.
"Ne abbiamo già 416 già validate, ben oltre il minimo richiesto. I moduli contenenti le firme e la proposta di delibera con l'allegata relazione illustrativa sono stati consegnati all'amministrazione comunale. Il Comitato, dopo un anno e mezzo di estenuante attesa di forme di confronto proprio con i responsabili comunali, finalmente, in base a questo nuovo istituto di partecipazione, attende ora di essere convocato in audizione dalla Commissione preposta."
L'iter procedurale si concluderà con la discussione della proposta in consiglio comunale, entro sessanta giorni dalla sua consegna. La delibera in questione è la numero 402 del 29 dicembre 2010. Il Comitato del presidente Castellucci propone quattro alternative, già rese note nelle scorse settimane in diversi incontri pubblici: la prima comprende la realizzazione di una galleria ciclo pedonale sotterranea con accesso non meccanizzato; la seconda una passerella ciclo pedonale in sospensione, la terza ancora una passerella ciclo pedonale con ascensori pubblici gemellati, l'ultima, la più semplice a livello strutturale, una rotatoria.
Massimo Colonna
Corriere dell'Umbria Martedì 21 Gennaio 2014

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