Polveri sottili al galoppo lunedì, primo giorno di targhe alterne. Il monitoraggio dell'aria effettuato dalle tre centraline dell'Arpa non lascia spazi alle interpretazioni: il provvedimento è totalmente ininfluente rispetto al Pm10 che dai primi di dicembre galleggia minaccioso sulla Conca.
Lunedì la centralina di Borgo Rivo segnava 83 microgrammi per metro cubo nelle 24 ore quando la soglia fissata dalla norma è di 50; quella di via Carrara 67 e quella di Le Grazie 76. Dal primo di gennaio gli sforamenti sono stati rispettivamente 10 a Borgo Rivo, 9 e 9 a Carrara e Le Grazie.

Interessante, e triste, è osservare come Temi sia saldamente al primo posto tra le città più inquinate dell'Umbria registrando il combinato disposto industria più traffico ed essendo totalmente circondata da montagne, la Conca, dunque con scarsa ventilazione e ricambio dell'aria. Sempre lunedì, a Perugia le tre centraline di Parco Cortonese, Ponte San Giovanni e Fontivegge registravano rispettivamente 39 microgrammi per metro cubo, 31 e 39 microgrammi: dunque tutte le centraline stavano sotto la soglia dei 50.
A Foligno la centralina di Porta Romana indicava quota 67, dunque sopra la soglia. A Spoleto la centralina di Santo Chiodo indicava quota 54, appena sopra la soglia; quella di Madonna di Lugo quota 46, appena sotto il limite dei 50. Breve confronto che mostra senza equivoci come Temi sia il sito più inquinato dell'Umbria data la morfologia territoriale e il sovrappiù industriale. Ambientalisti all'attacco

"Le targhe alterne non risolvono, dovrebbero essere supportate da modalità più concrete"
dice la civatiana Daniela Mercorelli, vice presidente del circolo ternano di Legambiente. Quali?
"Bisogna rivalorizzare il trasporto pubblico - spiega - supportandolo con un lavoro culturale. Attivare la metropolitana di superficie che è rimasta li. La politica del traffico dovrebbe essere completamente rivista a cominciare dalla Ztl. Mi domando che zona a traffico limitato sia se in centro passano tutti. Gli stessi permessi dovrebbero essere limitati al solo raggiungimento della propria abitazione o del proprio garage."
La pensa allo stesso modo Battista Garibaldi, della commissione ambiente di Rifondazione comunista:
"Provvedi menti di blocco parziale del traffico - dice Garibaldi - sono totalmente ininfluenti. Semmai con le targhe alterne si sarebbe dovuto iniziare ad ottobre, non a metà gennaio. La situazione a Terni è particolare dice - la soluzione non è un singolo provvedimento ma una somma di provvedimenti parziali che può portare ad un risultato. Targhe alterne dall'autunno, domeniche ecologiche, provvedimenti importanti di riforestazione in città per abbattere le polveri e cioè il contrario di quello che ha fatto il Comune in questi anni che ha solo segato le piante. Impulso alla mobilità alternativa e controllo rigido delle emissioni industriali. Non è detto che perché a Terni c'è l'acciaieria ci dobbiamo rassegnare all'inquinamento. In altre città industriali lo smog è sotto controllo. Il problema a Temi è grave. Per anni ci siamo impiccati per capire perchè Le Grazie fosse il sito più inquinato; sostituendo le vecchie centraline con le nuove a tecnologia uguale a quella di Le Grazie abbiamo visto che Terni è tutta inquinata allo stesso modo."
Francesco Abbate, di Forza Italia, ha presentato un atto d'indirizzo politico in consiglio provinciale sulla situazione atmosferica determinatasi a Terni nell'ultimo periodo.
Nel sottolineare l'inefficacia delle azioni intraprese finora dal Comune e nel constatare che l’aggravarsi delle condizioni ha comportato la decisione da parte del Comune di Terni di fare circolare i veicoli, i lunedì e i martedì, a targhe alterne fino al 15 aprile, il consigliere ha chiesto un'informativa dettagliata sullo sforamento registrato.
Basterebbe andare sul sito dell'Arpa. La legge prevede che non debbano essere superati i 35 sforamenti annuali riguardo al limite di 50 mg m che è di per sì un valore già molto alto relativamente alla salvaguardia della salute.
Nel 2013 la centralina di via Carrara, il "top" dello smog, ha registrato 63 sforamenti. Nel 2014 il picco è stato registrato a Borgo Rivo, 10 sforamenti in soli tredici giorni. A gennaio la soglia è stata superata 10 volte
Giuseppe Magroni
Corriere dell'Umbria Mercoledì 15 Gennaio 2014

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