L'assessore Ricci risponde alle critiche di chi vuole conservare il manufatto di Papigno. Avanti con la rimozione

"Chiedere il rispetto del patrimonio storico e architettonico di Terni è meritorio, accostare uno dei simboli artistici di Temi, i mosaici di Cagli, a una passerella in carpenteria metallica di pessima esecuzione, sulla quale c'è un chiarissimo parere della Soprintendenza che la definisce priva di interesse, è invece tutt'altra cosa. Anzi, è un danno a quelle vere testimonianze artistiche che necessitano di grande attenzione e che invece vengono messe nel calderone della conflittualità ad ogni costo".

L'assessore ai Lavori pubblici Silvano Ricci va avanti col suo progetto di rimozione della Telfer, quel cavidotto metallico, in parte ancora attivo, che unisce le due parti dello stabilimento di Papigno. Cavidotto a rischio crollo, pertanto da rimuovere o consolidare. Ricci ha optato per la rimozione e l’interramento dei cavi , costo 400mila euro, motivando la scelta anche in funzione dei costi in quanto un eventuale recupero costerebbe circa il doppio. Ma per il recupero sono schierati il Centro studi Malfatti, il consigliere circoscrizionale Claudio Pace e il consigliere comunale del Pd Sandro Piccinini che considerano la Telfer come un pezzo di archeologia industriale ormai facente parte del paesaggio. Ricci rifiuta l'accostamento tra Telfer e fontana di piazza Tacito.

"Si tratta - dice - di una forzatura gratuita in quanto su quel collegamento all'interno dell'area industriale di Papigno ci sono giudizi chiari degli organi preposti e una situazione di pericolo oggettivo. Francamente non si riesce a vedere punti di contatto, neanche nell’ ottica di una identità della atta. Si tratta di una polemica, inoltre, che non rende giustizia al grande lavoro che il Comune di Temi ha fatto sul fronte del recupero e del riutilizzo del patrimonio industriale dismesso, divenendo una testimonianza preziosa in tutta Europa. Un modus operandi e una progettualità che è stata dimostrata anche sulle vere testimonianze industriali di Papigno, che hanno valenza e consistenza ben diversa dalla passerella in oggetto. Come amministrazione comunale siamo impegnati con tutte le nostre energie su emergenze culturali di grandissimo rilievo, come il Verdi e la Fontana di Piazza Tacito, facendo i conti con risorse difficilissime da reperire. Creare false emergenze e presunti patrimoni da salvare rischia di distogliere energie fondamentali e di allontanare la città dal salvataggio dei suoi indiscussi simboli".

La "Telfer" è la passerella di ferro dell'ex stabilimento elettrochimico di Papigno che serviva a fare attraversare il fiume a numerose condutture, alcune delle quali ancora attive, oltre che a portare nel magazzino di stoccaggio i prodotti, carburo e cianamide. Oggi è un ricordo del passato industriale di Papigno e soprattutto una spada di Damocle sulla testa degli automobilisti che ogni giorno ci passano sotto. Presto resterà soltanto un ricordo.

Corriere dell'Umbria Giovedì 16 Gennaio 2014

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