Ast: la Thyssen Krupp prende tempo

Serve tempo per (ri)avviare il nuovo corso Ast targato Thyssen Krupp.
Ma da quanto è emerso ieri dalle parole di Joachim Limberg, presidente del comitato di gestione della Business unit special materials nel quale le acciaierie di Temi sono confluite insieme a Vdm dopo l'operazione con Outokumpu, non si tratta di una semplice "melina" ma di una necessità vera per consentire una seria riorganizzazione capace di riproiettare Ast sul mercato e renderla nel medio termine anche appetibile a potenziali compratori.

Limberg, in missione a Temi, ha incontrato nel pomeriggio di ieri i rappresentanti dei sindacati dei metalmeccanici, e oggi in viale Brin vedrà i rappresentanti di Regione, Provincia e Comune.
Ai sindacati ha spiegato ulteriormente i motivi, più economici e finanziari che di strategia industriale, per i quali la Tk si è ripresa dai finlandesi le acciaierie.
Due anni di indeterminatezza che non hanno fatto certo bene agli stabilimenti di viale Brin costretti di fatto a giocare una partita autonoma sul mercato visti i problemi di Outokumpu.

Quello di oggi è dunque una sorta di "anno zero" da cui si riparte però non da zero considerando lo sforzo del management locale, riconosciuto dallo stesso Limberg, per far rimanere comunque a galla le acciaierie ternane.
Nella divisione "Materials" dunque Ast e Vdm sono stati in qualche maniera catapultati quasi improvvisamente ma allo stesso modo non si può improvvisare una strategia di rilancio che porti il sito ternano a tornare a fare utili o, in una prima fase, quantomeno a riassorbire le perdite degli ultimi anni. Numeri non ne sono stati fatti al tavolo di ieri, è stato confermato invece - come scritto nella lettera inviata nei giorni scorsi ai dipendenti - che il piano industriale non arriverà prima dell'estate. Sarà elaborato con il management locale, ha sottolineato Limberg chiedendo la collaborazione dello stesso sindacato.

“Faremo il compito che ci compete e siamo pronti a fornire la collaborazione che dal sindacato non è mai mancata - commenta Daniele Francescangeli dell'Ugl - ma abbiamo ribadito che non siamo disposti a fare sconti sul personale poichè i sacrifici che sono stati fatti di recente li intendiamo già inquadrati dentro il piano industriale che si dovrà predisporre”.

Dal manager tedesco sono arrivate anche rassicurazioni sulla bontà della scelta di dividere Ast dai centri di servizi, come Terninox, che sono confluiti in una unità distinta. Poichè di fatto la divisione materials ha già la competenza di politica commerciale del gruppo e potrebbe consentire ad Ast, senza l'intermediazioni dei centri di servizio, di trarre dei vantaggi da una rapporto più diretto con il cliente finale.

Così come la vasta gamma di produzioni e relazioni che gestisce potrebbe essere una vetrina per la stessa Ast di fronte a potenziali futuri acquirenti.
Intenzioni che i sindacati vogliono però che si traducono in fatti concreti rimandando ogni valutazione alla definizione del piano industriale.
Oggi, come detto, il tour italiano di Limberg prosegue con l'incontro con i rappresentanti istituzionali.
Sul tavolo della discussione, in questo caso, finiranno anche le questioni legate all'approvvigionamento energetico e alle infrastrutture, su tutte il completamento della Terni-Orte-Civitavecchia.

Il Giornale dell'Umbria Mercoledì 19 Marzo 2014

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