Una montagna tutta da scalare tornando ad aggredire i mercati di tutto il Mondo. Da qui riparte il nuovo corso tedesco dell'Ast che nella breve parentesi finlandese ha visto i propri conti precipitare nel baratro.
Oltre 200 milioni di euro di perdite negli ultimi due anni, circa 126 messi a consuntivo nel 2013 con un incremento rispetto ai 110 del 2012 e agli 85 dell'anno precedente.
Un passivo che dal 2009 a oggi è praticamente raddoppiato.
Cifre dei bilanci snocciolate in questi due giorni dal presidente della Business area Materials services della Tk, Joachim Limberg, che ieri mattina ha concluso il suo tour temano incontrando i rappresentanti delle istituzioni locali.

Perdite dovute a diversi fattori, non solo quelli legati alla crisi economica e finanziaria o alle difficoltà del settore dell'acciaio, ma anche alla battaglia quasi solitaria che il management locale ha dovuto fronteggiare visto che quello di Outokumpu si è rivelato un parcheggio temporaneo. Pagato a caro prezzo.
Quello che temevano sindacati e istituzioni che oggi si riflette nei numeri dai quali Tk deve ripartire.
Sul tavolo c'è già un piano triennale di contenimento e razionalizzazione dei costi - che interessa come noto anche il personale - che dovrebbe portare a un risparmio di 70 milioni di euro, ma è sul mercato che si gioca la partita più importante.
Anche da qui, come avrebbe spiegato Limberg in questi giorni, la decisione di inserire Ast e Vdm nell'area più importante per fatturato di tutto il gruppo, quella la cui rete commerciale (7mila agenti in 500 Paesi) potrebbe portare il sito di viale Brin fuori dalla palude e in prospettiva a brillare anche agli occhi di un potenziale futuro acquirente.

In questo senso va pure la decisione di separarla dai centri servizi, anche questi - come avrebbe sottolineato il manager tedesco - in perdita. Per i sindacati in realtà i centri in "rosso" sarebbero proprio quelli ereditati da Outokumpu e non, ad esempio, Terninox.
In ogni caso Ast non ha proprio bisogno di altri pesi.

“Ci è stato detto - spiega il sindaco di Temi, Leo Di Girolamo al termine dell' incontro di ieri - che Ast conserverà autonomia sulla propria clientela, ma in questo modo usufruirà della rete commerciale della capogruppo. Così come i centri servizio non venderanno più solo inox”.

Sul fronte sindacale, che ha apprezzato la disponibilità al dialogo di Limberg, le perplessità restano.

“Una delle quali - spiega un comunicato unitario di Firn , Fiom, Uilm, Fi- smic e Ugl - merito all'autonomia commerciale di Ast che così concepita potrebbe trasformare le acciaierie in futuro in un centro di costo. Vogliamo conoscere il progetto industriale e il relativo piano industriale che per noi rappresenta l'elemento sul quale si potranno verificare gli impegni concreti che ThyssenKrupp manterrà su Temi e quelle certezze per garantire l'unitarietà del sito con tutte le società controllate.
Per noi è di fondamentale importanza la difesa dell'assetto impiantistico, il potenziamento dei volumi dell'area a freddo, anche attraverso una politica di investimenti per l'innovazione e la ricerca pure per la sostenibilità ambientale, il mantenimento dei volumi dell'area a caldo”.

Il piano industriale non arriverà prima di giugno-luglio, ma la presidente della Regione Catiuscia Marini è fiduciosa dopo l'incontro con Limberg.

“Valuto positivamente - dice la disponibilità annunciata dall'azienda di condividere anche con le istituzioni il nuovo piano industriale. Essere rientrati in Tk è importante anche in relazione al fatto che la multinazionale ha grande capacità industriale e finanziaria. Per questo ci attendiamo una prospettiva di investimenti, con particolare attenzione alle questioni ambientali del sito di Temi per ciò che riguarda la qualità dell'aria e di gestione del sistema dei rifiuti prodotti dall'azienda”.

Al presidente Limberg la Marini ha voluto ricordare le principali questioni infrastrutturali per le quali le istituzioni sono impegnate e che potranno aiutare la crescita e la competitività delle acciaierie.

“Come sistema istituzionale locale - ha detto Marini - stiamo portando avanti i lavori per la realizzazione della piastra logistica di Terni Narni e della costruzione della bretella stradale per diminuire il flusso del traffico pesante in città. Resta poi sempre di grande attualità la questione del collegamento di Temi con il porto di Civitavecchia che rappresenta un punto fondamentale per la competitività delle acciaierie. Per questo continueremo l'interlocuzione che abbiamo da tempo avviato sia con Governo e Parlamento, che con la Regione Lazio”.

Vincenzo Carducci
Il Giornale dell'Umbria Giovedì 20 Marzo 2014

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