Un Paese “Smart Culturale a Festival Diffuso”: questo vuole diventare Collescipoli.

“Vogliamo riaprire il dibattito sul borgo e sul suo futuro post-universitario, proponendo soluzioni concrete di sviluppo sociale ed economico del piccolo borgo medievale che vede in prima linea la Pro Loco”, spiega Antonietta Basilio, presidente Pro Loco Collescipoli. “Tale riflessione nasce in seguito all'esperienza del Jazzit Fest: un evento di eccezionale successo che ha meritato l'importante citazione europea di Good Practice, merito di una rivoluzionaria formula a impatto zero. Grazie all'intraprendenza di un privato, nello specifico, la Vanni Editore S.r.l., nella figura di Luciano Vanni è accaduto qualcosa destinato a segnare un punto di discontinuità: tutta la comunità ha partecipato unita all'organizzazione del Jazzit Fest. In virtù di questa esperienza positiva è prosegue Basilio è abbiamo elaborato un progetto che possa valorizzare al meglio la comunità. Un disegno inedito per l'Umbria che nasce da Luciano Vanni e siamo pronti a sostenere: fare di Collescipoli il primo 'Paese Smart Culturale a Festival diffuso del mondo'”. “la Sintesi è di fare di Collescipoli un paese a km o utilizzando materie prime del territorio, un paese che offre ristoro e accoglienza ai turisti, con eventi durante tutto l'anno e una raccolta differenziata al 100%. Tutto ciò senza spendere soldi delle risorse pubbliche ma con un'autosufficienza produttiva e organizzativa. La soluzione è quella di poter utilizzare gli spazi del Monastero Santa Cecilia e il Palazzo Catucci a titolo gratuito”.

La Nazione Martedì 11 Marzo 2014

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