20140313_101645Ci sono Assessori che millantano stoffa da veri combattenti e si vantano di aver vinto grandi battaglie, non battaglie per l'uguaglianza e la libertà, ma la battaglia dei lavori pubblici.
Le parole sono importanti e il loro senso e significato andrebbe scelto sempre con attenzione.
Fa così riflettere l'inutilità di tanta enfasi visto che è sotto gli occhi di tutti come la stagione appena trascorsa sia stata decisamente povera sul piano delle realizzazioni di rilievo e che quindi questa grande battaglia vinta esista solo nella mente di qualcuno.
Non si può dare per realizzate grandi opere, che sono ancora in mezzo al guado di cantieri che procedono a rilento, e che tra l'altro sono poi quasi tutti interventi privati con partecipazione pubblica.
Ma la cosa che salta più all'occhio sono le tante opere rimaste nel libro dei sogni, dalla situazione del Teatro Verdi, per cui manca una soluzione credibile e definitiva, al pasticcio del vecchio mercato coperto, agli ancora irrealizzati padiglioni del cimitero civico, al completamento delle piste ciclabili, al fantasma del palazzetto dello sport, sempre evocato e mai neanche seriamente panificato, all'eterna fantomatica incompiuta metropolitana di superficie Terni-Cesi, al sottopasso Via Battisti- Uffici Finanziari, al mancante collegamento viario tra Gabelletta e la Marattana, ad una seria manutenzione delle strade cittadine ricche di buche.
Poi potremmo ampliare il discorso ad opere fondamentali per il territorio come il raddoppio del tratto ferroviario Roma-Ancona nel suo tratto Terni-Spoleto di cui ormai si è persa ogni traccia o al completamento della Orte-Civitavecchia, infrastrutture fondamentali per il territorio e per la stessa presenza industriale che appena qualche giorno fa abbiamo festeggiato.

Se vogliamo parlare dei piccoli interventi possiamo citare un esempio di come anche quando i soldi ci sono, poi si preferisca utilizzarli con leggerezza per un tornaconto del momento senza avere capacità di uno sguardo a lungo che è proprio di chi dovrebbe operare come buon padre di famiglia.

Adesso come "operazione simpatia" si spenderanno 600 mila euro di denaro pubblico per il rifacimento della porzione di Piazza Tacito quella adiacente a Corso Tacito, un operazione di ripavimentazione propedeutica al rifacimento dell'intera piazza.
Evidente è il degrado dell'attuale pavimentazione, ma nei proclami pubblici si parla di un futuro concorso di idee per il rifacimento del resto della piazza.
Ricordiamoci che l'attuale sistemazione è frutto di un concorso di idee vinto a suo tempo da Mario Fagiolo e Mario Ridolfi, che diedero vita ad una piazza metafisica simbolo di un epoca in cui Terni era assunta alla dignità di capoluogo di provincia.
Una sistemazione rimasta immutata nel dopoguerra con la fontana rifatta dopo i danni delle bombe.
Questa sistemazione è stata svilita ed umiliata negli ultimi decenni, la fontana è stata ridotta all'ombra di se stessa ed ora più che restaurarla necessita di un quasi totale rifacimento.
La piazza è stata sventrata dalla realizzazione di box sotterranei che hanno solo creato problemi e ricorsi alle autorità giudiziarie.
Su questa porzione sono stati sacrificati lecci che adesso sono piccola ombra dei grandiosi alberi dalle chiome squadrate che svettavano nella piazza dalla foto anni 60.

In questa situazione e contesto ora si procede ad un intervento che serve più a tamponare le infiltrazioni d'acqua nei box sotterranei che a contribuire ad un reale beneficio collettivo.
É importante che si sappia che per questi lavori il comune ha dovuto procedere con un "opera stralcio urgente" ovvero con i propri fondi di bilancio ( circa € 600.000 ) e non più con quelli previsti inizialmente dal Puc2 (questi sono stati rigirati alla questione Teatro Verdi); l'urgenza è data, si legge in documento, dal rifacimento della rete di smaltimento delle acque piovane. Questo intervento non spetterebbe alla ditta incaricata dalla cooperativa proprietaria dei box, la stessa che secondo il contenzioso con la cooperativa avrebbe mal realizzato i lavori iniziali?

Oltre a questo aspetto il problema è sempre lo stesso : gli attuali amministratori sono incapaci in una visione prospettica, di immaginare per Piazza Tacito una sistemazione che dia un volto degno della Terni del nuovo millennio.
Una piazza come questa va ripensata tutta insieme e non per tratti; perché non ha senso spendere soldi adesso per una sola parte e condizionare ogni futuro intervento sulla piazza nella sua interezza; se si vuole pensare in grande ogni singolo intervento che si fa va pensato in una strategia complessiva.
Non si può procedere con interventi tampone ed azioni episodiche che impediscono ogni azione complessiva.

Promettere un concorso di idee come se fosse la panacea di ogni male, non è una presa in giro quando i materiali e le finiture dalla nuova piazza saranno stati già decisi dall'attuale pezza?
Quale libertà di reinventare la piazza si lascia ad un progettista? Quali idee possono essere date se non si ha una visione prospettica di quale piazza si vuole realizzare?

La verità è che anche in questo caso siamo difronte all'ennesima operazione di facciata che manca di una reale capacità progettuale.
Ancora una volta coloro che mettono le mani sulla città si dimostrano incapaci di immaginare la Terni del futuro; in oltre 20 anni non solo sono stati incapaci di affiancare alla fabbrica altri settori economici ma addirittura oggi ci dimostrano di non saper neppure immaginare una nuova Piazza Tacito per la Terni del XXI secolo.

Lista Civica Terni Città Futura
Giovedì 13 Marzo 2014

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