Ricostruire il rapporto tra città e ambiente, nell'ottica dell'innovazione, dello sfruttamento delle potenzialità e del miglioramento delle condizioni del territorio, partendo da progetti effettivi e opportunità offerte dall'Unione europea. E, per Temi, tutto ciò si può tradurre attraverso progetti che prevedono la bonifica, delle aree inquinate tramite il fitorimedio. Sono state queste le linee alla base del convegno che, ieri pomeriggio, si è svolto presso il Cmm e organizzato dal Pd.
"Infrastrutture verdi e foresta urbana. Sistemi naturali per la salvaguardia green della città"

ha visto la partecipazione di esperti del settore, come il professore della Tuscia Riccardo Valentini, i rappresentante del comitato scientifico di Legambiente Miro Virili, il presidente dell'Arpa Adriano Rossi, il sindaco Leopoldo Di Girolamo, il segretario comunale Pd Andrea Delli Guanti e il consigliere comunale Michele Pennoni.

“Troppo spesso - ha detto Pennoni - tendiamo a contrapporre l'urbanizzazione all'ambiente, creando una dicotomia quasi insuperabile. E, invece, ci sembra più utile non accostare questi due aspetti solo per parlare di emergenza, ma sfruttando le potenzialità che la natura è in grado di dar ciò. “

E se l'urbanizzazione non è senz'altro un fenomeno che può essere fermato, appare importante ingegnarsi per rendere le città più verdi possibili. E questo è possibile tramite l'attuazione di interventi che mirino al fitorimedio, alla sostenibilità, allo sviluppo degli orti urbani, arrivando a un vero e proprio cambio di mentalità, raggiungendo un equilibrio tra ambiente e città.
Tra le aree di Temi per le quali è già pronto un progetto in questo senso c'è Papigno: l'idea è di non considerare il terreno, seppur contaminato, come un rifiuto.
Se per una zona è già prevista la realizzazione di campi sportivi, è anche prevista la piantumazione di particolari unità arboree in grado di bonificare il suolo e di fornire altri servizi ecosistemici, come l'assorbimento di anidride carbonica, garantire il fonoassorbimento e così via.

“Questo - hanno detto i relatori - offre molti vantaggi: non solo è più economico rispetto al trasporto del terreno in discarica, ma permette l'intervento di realtà locali, garantendo maggiori possibilità occupazionali per il territorio”.

Il Giornale dell'Umbria Sabato 15 Marzo 2014

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