La situazione del comparto chimico del territorio Ternano - Narnese si fa sempre più preoccupante e a rischio ci sono 2mila posti di lavoro. Lo ha detto senza mezzi termini il segretario generale regionale della Femca Cisl, Fabrizio Framarini, all'attivo dei delegati di categoria di Cgil, Cisl, Uil, con la presenza del segretario nazionale della FiIctem Emilio Miceli. Tante le vertenze aperte ad iniziare da Sgl Carbon, Bayer, le aree Basell, ma segnali preoccupanti giungono da aziende quali Treofan, Tarkett. Da oltre sei mesi è iniziata la vertenza Sgl Carbon che a parere di Framarini
"quello che colpisce più di tutto è la velocità con cui si è sviluppata."
Per il segretario del sindacato bianco la multinazionale è stata brava a creare una situazione deleteria, giocando sul taglio delle produzioni ed addossando poi alla crisi internazionale, che ha colpito il comparto dell'acciaio, le colpe della scelta fatta, cioè la rinuncia del sito di Narni, mettendolo in liquidazione, unico del Paese che produce elettrodi per forni elettrici. Sulla brace la Bayer di Nera Montoro, in attesa della scelta del management tra la chiusura dello stabili mento italiano e quello tedesco. Il sindacato è stato lesto ad illustrare ai dirigenti bavaresi le qualità del sito narnese e c'è la speranza che prevalga la ragione e che quindi rimanga aperto. Ma non basta. Sarebbe importante che oltre al salvataggio la Bayer
"cambi approccio nel comparto materialscience, perchè quello adottato, rischia di metterla fuori mercato."
Sul fronte Basell, sono trascorsi oltre 4 anni da quanto è iniziata la vertenza, con progetti, speranze, delusioni, ora l'attesa si è spostata sulla cessione delle aree. A pesare i costi della bonifica. C'erano le condizioni per fare tornare a Terni un polo chimico con un grande peso specifico nel panorama nazionale, che avrebbe fatto convivere la nascente chimica verde e quella cosi detta matura. Gli ingredienti ci sono, ma sembra che le condizioni non si concretizzino. La Novamont insieme ad altri soggetti si sarebbe occupata del settore green, la Treofan, di fatto, ha avviato importanti esperimenti utilizzando materia prima compostabile per le sue produzioni, altri imprenditori hanno progetti seri. Per il segretario regionale della Femca
"l'ora delle scelte importanti è questa. O siamo in grado di gettare le basi del futuro, oppure rimarremo impassibili di fronte ad uno stillicidio di chiusure aziendali irreversibile."
Sulla stessa lunghezza d'onda Sergio Cardinali, segretario provinciale della Filctem.
"Alle aziende se gli diamo la ninfa per crescere e man tenersi ha un senso, altrimenti il rischio è che chiudono tutte. Le aziende, che esistono, non riescono a mantenersi, occorre una strategia del Governo che metta in campo strumenti che servono allo sviluppo della chimica attuale, sia quella tradizionale sia quella verde. Inoltre servono strumenti per abbassare i costi tipo energia ed occorrono sinergie tra Governo e Regione."
Franco Di Lecce, segretario generale provinciale della Uiltec, non ha dubbi.
"La situazione del settore chimico del territorio si sta deteriorando giorno dopo giorno. Abbiamo organizzato l'attivo per rilanciare i progetti e per un intervento concreto delle istituzioni e della politica."
A rischio centinaia di posti di lavoro?
"Si. Le aziende più a rischio sono Sgl Carbon, Isrim, e vedo grossi problemi per il futuro della Bayer di Nera Montoro. Chiediamo di trovare soluzioni, anche attraverso un accordo di programma cosi com'è accaduto per Porto Torres e Porto Marghera."
Le conseguenze della crisi sta tuttora interessando complessivamente tante altre piccole e medie realtà collegate al sistema della chimica locale, costrette a chiudere i battenti. Insomma occorrono interventi immediati per uscire dal tunnel e ridare slancio ad un settore che è stato il fiore all'occhiello di Terni e Narni.
Corriere dell'Umbria Mercoledì 30 Aprile 2014

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