Una sartoria davvero speciale è quella che sabato, alle 17, verrà inaugurata in piazza della Pace. "La bottega del cucito" è il nome del progetto di reinserimento lavorativo messo in piedi dalla cooperativa sociale "il Sagittario", con il supporto del Comune di Temi, della terza circoscrizione Sud, dell'Usi Umbria, di un'azienda pubblica di servizi alla persona come il Beata Lucia e delle associazioni "Thyro" e "Ii Sogno".

La struttura fornirà tutti i servizi di una qualsiasi sartoria - dalla creazione di capi su misura alle piccole riparazioni - con qualcosa in più: all'interno, insieme a professioniste del settore, opereranno quattro lavoratori individuati dall'Ausi e dai servizi sociali comunali. Obiettivo è quello di formare e rendere autonome persone che, a causa di diverse problematiche, hanno difficoltà ad inserirsi nel mondo del lavoro. Entusiasta Ottavio Maraldi, il presidente della cooperativa nata nel 2006.

"Sarà un giorno di festa per noi e tutto il quartiere - spiega. "La bottega del cucito" realizza la nostra volontà di operare in settori diversi rispetto a quelli classici della cooperazione, come può essere la manutenzione del verde. Il progetto è incentrato sulla formazione che permetterà alle persone coinvolte di imparare un mestiere e ritagliarsi un ruolo nel mondo del lavoro."
La sartoria sorgerà all'interno di una struttura di proprietà dell'Ater.
"Servizi igienici a parte - spiega Maraldi - la ristrutturazione dei locali è stata sostenuta interamente da "il Sagittario". Paghiamo un affitto e le dipendenti saranno tutte messe in regola in base al contratto nazionale vigente."
Il progetto prende il via grazie anche all'impegno dell'assessorato comunale ai Servizi Sociali, della fondazione Aiutiamoli a vivere e di Casse di risparmio dell'Umbria che ha apprezzato le finalità. Non si tratta comunque dell'unica iniziativa messa in campo dalla cooperativa sociale "il Sagittario".
"A settembre - afferma il presidente - attiveremo un laboratorio di falegnameria all'interno della casa circondariale di Temi, grazie alla disponibilità mostrata dalla direttrice Chiara Pellegrini. Ci saranno sei mesi di formazione e poi avvieremo la produzione vera e propria, con la possibilità di offrire servizi anche all'esterno. Molte persone escono dal carcere senza prospettive. Noi vogliamo dare un piccolo aiuto perchè possano ricostruire il proprio status di cittadini, fatto di diritti e doveri, a partire dalla possibilità di trovare un lavoro."
Corriere dell'Umbria Mercoledì 14 Maggio 2014

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