Il futuro di Ast? Decisamente poco chiaro

Allarme sulle prospettive dell'Ast, lo lancia la Fiom chiedendo nuovamente garanzie. La “non chiarezza delle strategie aziendali” per l'Ast viene evidenziata dai metalmeccanici della Cgil che esprimono preoccupazione per il futuro del sito siderurgico temano.
Da qui la sollecitazione ad enti locali e categorie per “un'azione unitaria come comunità umbra”, con l'obiettivo di pretendere dalla ThyssenKrupp

“le garanzie necessarie che devono essere contenute nel piano industriale allo scopo di far svolgere al sito di Terni un ruolo di primaria importanza nel panorama delle produzioni degli acciai speciali”.

La Fiom parla poi di “incoerenze aziendali”, ribadendo che l'Ast

“si difende e si rilancia garantendo la sua unitarietà ed il ruolo strategico ed autonomo delle società controllate, facendo investimenti per potenziare le produzioni e migliorare la qualità di processo, di prodotto, del lavoro e dell'ambiente”.

Per il Sindacato, poi, va garantita, attraverso politiche commerciali, una produzione di acciaio fuso che vada oltre 1,3 milioni di tonnellate.
Tutto questo, sottolinea ancora il sindacato, mentre l'azienda continuerebbe a chiedere “ulteriori sacrifici ai lavoratori di Ast e dell'indotto”, prefigurando un assetto complessivo del sito siderurgico “indebolito e depotenziato rispetto alle sue capacità produttive”.

La questione si dibatte da tempo ma resta prioritario il piano industriale, che la multinazionale tedesca non ha ancora presentato lasciando intatte le preoccupazioni sul futuro del polo industriale di viale Brin.

La Nazione Lunedì 5 Maggio 2014

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