É arrivato come aveva promesso. Ieri intorno alle 18,30 Jazzit Fest ha ricevuto una signora visita, quella di Massimo Bray, già ministro della Cultura che ha lasciato la guida del dicastero a Dario Franceschini lo scorso febbraio. La segreteria di Bray aveva risposto con entusiasmo all'invito di Luciano Vanni, che teneva moltissimo alla sua presenza:
"è un personaggio di primo piano nel panorama culturale italiano - ha detto con soddisfazione - da anni è redattore dell'Enciclopedia Treccani. La sua visita è un riconoscimento del fatto che qui sta succedendo qualcosa di nuovo."
Massimo Bray, che per l'occasione ha adottato uno stile assolutamente informale (niente giacca e cravatta, jeans e scarpe sportive) e si è reso disponibile anche ad ascoltare le istanze di alcuni lavoratori del settore culturale, è stato accompagnato da Vanni e dallo staff alla mostra, nei locali dedicati all'expo del jazz, quindi in tutte le location dove erano in corso i concerti. Intervistato sulla ragione che lo ha attirato nel piccolo borgo umbro, ha risposto:
"Sono veramente affascinato dall'idea di fare comunità intorno alla cultura, perchè la cultura è in grado di creare comunità. Mi dispiace molto che non riusciamo a promuovere iniziative e ricerche su un mondo straordinario come il jazz, soprattutto vedendo un evento organizzato in un luogo pieno di magia come questo. Il Jazzit Fest è un unicum, un unicum di grande dignità. Mi verrebbe da dire che è un'iniziativa da aiutare - ha concluso l'ex ministro alla Cultura - ma, giustamente, va rispettato il principio del 'no ai fondi pubblici'."
Corriere dell'Umbria Lunedì 30 Giugno 2014

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