Ast lunedì nuovo sciopero contro Tk

Quattro ore di sciopero lunedì e blocco immediato degli straordinari. Non si è fatta attendere la risposta delle Rsu del gruppo Ast che ieri, al termine del ciclo di assemblee programmate in settimana, hanno reagito alla decisione della Tk di prolungare la fermata estiva andando ad intaccare le ferie e senza ricorrere ad altra cassa integrazione. L'astensione dal lavoro è prevista dalle 15 alle 19 di lunedì pomeriggio con il concentramento davanti alla portineria centrale di viale Brin. Poi, tutti insieme, i lavoratori decideranno se sfilare in corteo o dare vita a una manifestazione sul posto. - Sale la tensione. I delegati di fabbrica denunciano
"l'iniziativa unilaterale assunta dalla direzione aziendale relativamente al mancato riconoscimento dell'accordo sulla gestione della cassa integrazione"
e giudicano
"false le motivazioni addotte a sostegno del prolungamento della fermata estiva. Non è infatti sostenibile a distanza di pochi giorni che un'azienda di questa dimensione possa cambiare completamente strategia nel rapporto con i clienti, con scelte che secondo le Rsu - vanno come sempre a discapito dei lavoratori che hanno già attraversato un lungo periodo di sacrifici tra mancate ferie e straordinari, pur di assicurare il regolare funzionamento degli impianti produttivi."
- Ore cruciali. La parola d'ordine adesso è fare presto. Tk sta accelerando i tempi d'attuazione del suo piano tanto che starebbe già avviando lo scioglimento dei consigli di amministrazione delle società partecipate. "Non c'è tempo da perdere". Questo il comune denominatore degli interventi che ieri pomeriggio si sono alternati nell'affollata sala riunioni della Camera del lavoro.
I sindacati, ai massimi livelli regionali, hanno chiamato a raccolta i parlamentari del centro Italia.
Un invito raccolto da un ampio schieramento bipartisan: dal vicepresidente del parlamento europeo David Sassoli ai parlamentari del Pd Walter Verini e Giampiero Giulietti, dal consigliere regionale di Forza Italia Raffaele Nevi, che rappresentava anche l'onorevole Tajani, a due esponenti del Movimento 5 Stelle come la deputata europea Laura Agea e la parlamentare Tiziana Ciprini. - Caso internazionale. Secondo Sassoli la vertenza Ast
"va posta al centro dell'agenda europea."
Certo è - è stato detto durante l'incontro - che il prossimo commissario europeo alla concorrenza dovrebbe essere in quota alla Germania è questo di certo non rassicura i lavoratori di viale Brin. E allora non bisogna lasciare nulla d'intentato. A cominciare da un appello al governo Renzi che - come ricorda il segretario della Cgil dell'Umbria Mario Bravi
"ha già espresso la sua contrarietà al piano della ThyssenKrupp, ma ora la deve tradurre in atti concreti. In gioco c'è la deindustrializzazione dell'intera regione e questo non possiamo permetterlo. Dobbiamo avviare un'azione congiunta ai vari livelli per evitare l’irreparabile."
Con Bravi ci sono anche i segretari regionali di Cisl e Uil, Ulderico Sbarra e Claudio Bendini, a testimoniare il significato a cui il movimento sindacale umbro attribuisce a questa vertenza: i lavoratori ternani non resteranno soli. Anche Romanelli (Cgil) e Tasso (Cisl) esprimono con forza la loro preoccupazione mentre i parlamentari presenti raccolgono l'appello e assicurano il proprio impegno. Soprattutto in sede europea saranno avviati degli incontri per contribuire a sbloccare in senso positivo il braccio di ferro in corso e chiedere una nuova politica industriale per l'Italia. Intanto i direttivi sindacali unitari umbri, convocati nei prossimi giorni a Todi, annunceranno una vasta mobilitazione per i primi giorni di settembre: l'Umbria intera si fermerà per l'Ast. - Sfida aperta.
"Allo stesso modo però - incalza Bravi - vorremmo che Confindustria e tutte le associazioni datoriali spendessero ima parola su questa vicenda. Il loro silenzio finora è stato assordante mentre vorremmo che in questa circostanza fossero al nostro fianco nell'interesse dell'economia della regione e dell'Italia intera."
Intanto torna ad alzarsi la voce autorevole del vescovo Giuseppe Piemontese.
"Si stanno profilando conseguenze molto gravi per la città che - ammonisce dobbiamo evitare, con il concorso di tutti, prima che sia troppo tardi."
Sulla vicenda interviene anche l'ex candidato sindaco del centrodestra, Paolo Crescimbeni, che propone
"un brain storming, e non una passarella di politici in cerca di pubblicità, per cercare soluzioni complementari o alternative da proporre ai sindacati, ad Ast e al governo. Ben vengano la mobilitazione e quant'altro, ma ritengo - afferma - che si debba anche avviare un dibattito tutto nostro e da questo far scaturire una o più proposte alternative o complementari al diktat germanico. Certo è che il caso Terni, emblematico del processo di deindustrializzazione del nostro Paese, va portato a livello nazionale ed europeo. La nostra fatiscente amministrazione locale - conclude - non deve avere paura a disturbare Roma. Se ha problemi deleghi l'opposizione: io accetto."
Corriere dell'Umbria Sabato 26 Luglio 2014

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