Affitti spropositati, strutture di proprietà non utilizzate, costi di locazione mai ricontrattati alla luce dell'attuale contesto economico, spese irrazionali e canoni ben oltre le previsioni del borsino immobiliare.
La Uil Fpl ha fatto i conti in tasca alla Asl Umbria 2 (nata dall'accorpamento tra Asl 4 Temi e Asl 3 Foligno) rilevando una serie di "incongruenze" relative ai 3 milioni di euro l'anno sostenuti dall'azienda sanitaria nel territorio di competenza e spesi solo in canoni di affitto. La Uil Fpl di Terni, con l'appoggio del sindacato regionale e nazionale, ha voluto rendere pubblica una ricerca che mira ad individuare gli sprechi e proporre soluzioni alternative utili a recuperare risorse da utilizzare per migliorare i servizi. Facendo due conti, uffici e ambulatori della Asl 2 nel ternano costano oltre 2 milioni di euro, a fronte di una spesa di 913 mila euro nel territorio del folignate e spoletino. Solo nel comune di Terni si pagano circa 1,5 milioni di euro. Cifre tratte dalla documentazione pubblicata sul sito aziendale alla sezione "amministrazione trasparente".
"Abbiamo calcolato uno spreco per l'Asl Umbria 2 che va dai 500 mila agli 800 mila euro l'anno - ha dichiarato il segretario generale Uil Flp, Giovanni Torluccio - a questo punto sarebbe interessante capire perchè e a chi vengono pagati questi affitti."
Soltanto gli uffici e ambulatori in via Bramante, ad esempio, costano quasi 1 milione di euro l'anno, circa il 13% di quanto i cittadini pagano di ticket.
"Praticamente le stesse afre che vengono impiegate per l'ospedale Gubbio-Gualdo Tadino in località Branca - ha detto il segretario regionale Uil Fpl Mario Cotone - una struttura con 122 posti letto, riconosciuta come ospedale dell'emergenza-urgenza."
Inoltre, come ricordato dal segretario provinciale Gino Venturi
"alla base dell'accorpamento delle Asl c'era l'idea di razionalizzazione delle risorse. Perchè allora sia a Terni che a Foligno continuano a coesistere locali per la formazione aziendale e uffici amministrativi?."
Altra incongruenza riguarda una serie di immobili di proprietà dell'Asl 2, ma che non vengono utilizzati per erogare servizi. Tra questi l'ex palazzo della Sanità di via Federico Cesi. Una struttura di 10 mila metri quadrati (quasi come quella di via Bramante che ne conta 11 mila) rimasta praticamente vuota ad eccezione di 4 stanze adibite al servizio di veterinaria.
"Tra l'altro per garantire le utenze a quelle stanze - ha detto Venturi - è necessario tenerle attive in tutta la struttura."
Altra nota dolente è quella dei canoni di affitto dei Pes (punti di erogazione sanitaria), dove si notano "squilibri" di impegni di spesa per i canoni delle strutture in rapporto alla popolazione di riferimento e servizi erogati (nel temano risultato 26 Pes per una spesa di 621 mila euro in affitti) in particolare nei comuni di Amelia e Narni. Il costo del canone di locazione in via Tuderte, ad esempio, è spropositato
"anche rispetto a quanto previsto dal borsino immobiliare."

In ultimo è stata sottolineata la mancata ricontrattazione degli affitti alla luce dell'attuale crisi economica che in molti casi ha portato anche ad un ribasso del 30% del canone. In molti casi, tranne che per l'Asl2.

 

Corriere dell'Umbria Giovedì 10 Luglio 2014

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