Alla fine è arrivata la fumata bianca dopo polemiche, spaccature e rinvii. La maggioranza ha votato la richiesta per il riconoscimento delle procedure di stato crisi industriale dell'area di Temi e Narni da inviare direttamente al Governo Renzi. Non si tratta di un piano di rilancio preciso ma di una sorta di primo mattone per cercare di ridare ad un territorio come quello del Ternano un nuovo futuro dopo la chiusura a catena di grandi industrie e dell'indotto. Il centrosinistra ha votato compatto 19 voti - mentre l'opposizione (da Forza Italia all'Udc) si sono astenuti ribadendo di avere forti perplessità sul testo considerato solo di facciata.

Il documento, che portava la firma dei consiglieri Damiano Stufara (Prc-FdS), Manlio Mariotti e Fausto Galanello (Pd), Oliviero Dottorini (IdV) e Massimo Buconi (Socialisti), è stato modificato con l'approvazione di un emendamento sottoscritto anche dal capogruppo Pd Renato Lecchi. L'aggiunta di fatto impegna la giunta ad attivare ogni iniziativa e tutti gli strumenti di politica industriale disponibili sul piano nazionale e della programmazione dei fondi strutturali comunitari, comprese le procedure per il riconoscimento dello stato di crisi complessa per l'area di Temi e Narni. Si richiede anche di arrivare ad un piano particolareggiato condiviso con sindacati, associazioni di categoria e il Governo. Obiettivo:

"Rilanciare, riqualificare ed innovare il sistema produttivo e manifatturiero, quale condizione fondamentale per riaprire una prospettiva espansiva all'apparato industriale dell'Umbria e contribuire al sostegno di quello dell'intero Paese. Si è inoltre ritenuto - ha precisato Mariotti del Pd - necessario inserire nella mozione il giudizio che l'assemblea legislativa ha espresso sui contenuti del piano industriale presentato da Thyssen Krupp. Abbiamo cercato di formulare un dispositivo finalizzato non unicamente alla richiesta di attivazione delle procedure per l'individuazione dell'area di crisi, ma aperto ad altre possibilità, altri strumenti e leve finanziarie da attivare."
Tira un sospiro di sollievo anche il capogruppo del Prc, Damiano Stufara, che aveva contestato ai colleghi il troppo tempo perduto:
"Finalmente, dopo quattro rinvii, c'è stato un sussulto di responsabilità. Ora è necessario andare al Ministero per rigettare il business pian di Thyssen Krupp, e richiamare con forza il Governo Renzi alle proprie responsabilità."
C'è chi esalta il lato politico del voto pro Terni e Narni, come l'assessore Vinti che esalta la ritrovata unita del centrosinistra e auspica che la coalizione vada di moda anche per le prossime regionali. Il lato ternano del centrodestra, Raffaele Nevi e Alfredo De Sio, resta invece preoccupato per il contenuto vuotissimo della proposta.
"Il governo regionale - ha detto Nevi - seguendo lo sviluppo della vicenda, dovrà costruire delle riposte insieme al governo nazionale, puntando allo sviluppo e all'occupazione. Al momento sono state messe solo bandierine ideologiche e politicistiche."
Sulla stessa linea il consigliere di Fratelli d'Italia, Alfredo De Sio:
"Un mezzo passo in avanti sulla strada della chiarezza ma ancora troppa indeterminazione sugli strumenti che la Giunta Regionale intende come indispensabili e strategici per il rilancio dell' area di Temi- Narni."
Corriere dell'Umbria Mercoledì 3 Settembre 2014

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