Povera Sfinge… Poveri noi!

Al peggio non c'è mai fine, e ormai purtroppo a questo siamo preparati quando si tratta poi di salvaguardia e cura dei nostri monumenti. Ma ciò che tutti i cittadini possono vedere in questi giorni con i propri occhi questa volta ha dell'incredibile.

Un intervento di manutenzione il cui risultato estetico è frutto di una violenta noncuranza dei materiali e delle tecniche basilari di intervento, una frettolosa pressappochaggine che genera nella collettività una profonda indignazione e che non può ammettere alcun tipo di giustificazione.

Il caso è quello del ripristino di una storica fontanella presente nel centrale Parco della Passeggiata, una di quelle più considerevoli per il valore estetico ed affettivo tra quelle presenti in uno parco sempre più preda dell'abbandono.

La fontanella riutilizza una delle antiche sfingi, che un tempo ornavano la monumentale fontana che sorgeva a Piazza della Repubblica, smontata a seguito dell'apertura di Corso Tacito e ricollocata nel parco cittadino dove però non pare aver trovato miglior fortuna. Oggi, nel ripristinarla nella sua funzione di fontanella pubblica le hanno pugnalato la schiena con un grosso ed antiestetico rubinetto, per inserire la tubazione in plastica per l'adduzione dell'acqua potabile, l'hanno segnata con una lunga cicatrice richiusa in maniera grossolana e frettolosa con un materiale che spicca violentemente per il suo colore dissonante con la statua, nella stessa bocca è stato inserito  un piccolo beccuccio in plastica bianca. Siamo in presenza di un intervento messo in campo con una violenza tale da non ammettere scusanti e che trasmette solo una totale inadeguatezza, una profonda incapacità di intervenire su un manufatto antico e soprattutto il più totale menefreghismo e la più becera ignoranza.
Non sfugge a nessun occhio attento come un tale intervento andasse affidato a persone dalle adeguate competenze e che questo andasse vigilato dalle autorità competenti nella sua esecuzione.

Da ieri la foto pubblicata sulla mia pagina facebook

https://www.facebook.com/michele.rossi.9615

ha catalizzato centinaia di commenti e condivisioni accomunati da un unico coro di forte indignazione, riprovazione e rabbia con la precisa richiesta di individuare i diretti responsabili.

Attraverso lo strumento della rete i cittadini vogliono giustamente conoscere sia l'esecutore che il mandante amministrativo o politico. Si vuole sapere chi l'ha commissionato, l'ha autorizzato e sopratutto perchè non ha controllato e verificato la qualità dell'esecuzione. Semplice bisogno di quella esemplare giustizia  che almeno su facili vicende come queste ancora forse si può ottenere.

Michele Rossi
Terni Città Futura

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