L'amministrazione ha ribadito la sua contrarietà durante la conferenza dei servizi ieri mattina in Provincia Inceneritore, il no di Palazzo Spada adesso è ufficiale

Il Comune ha ribadito il suo "no". Durante la conferenza dei servizi convocata ieri mattina m Provincia, l'Amministrazione ha espresso parere negativo rispetto alla richiesta di Acea di smaltire all'interno dell'impianto "Aria" di Maratta Bassa non solo il consueto pulper di cartiera ma anche la cosiddetta "frazione secca" dei rifiuti solidi urbani, cioè materiali di origine industriale che finiscono in pattumiera.
Il parere è stato formalizzato per iscritto e firmato dal sindaco De Girolamo, nella delega che i rappresentanti porteranno in Regione nella conferenza dei servizi di prossima convocazione, chiamata invece a esprimere una valutazione di merito sulla questione. E mentre dentro Palazzo Bazzani si discuteva, per tutta la mattinata è proseguito il presidio organizzato dal comitato "No inceneritori", sostenuto da Movimento 5 Stelle e comuni cittadini, uniti sotto il vessillo che recita

"Quel che strozza tutti i cittadini ingrassa le loro tasche."

Dove '”oro" sta le società che potrebbero beneficiare delle paventate operazioni di conversione, modifica e ampliamento dell'impianto del ciclo di termovalorizzazione nel sito temano. Oltre al termovalorizzatore Aria infatti, l'altro osservato speciale è l'impianto Temi Biomassa (Ex Printer) della Tozzi holding: la società aveva chiesto nei mesi scorsi una Procedura autorizzativa semplificata per riaccendere il bruciatore di Maratta. Il Comune aveva però diffidato la società dal riattivare il bruciatore e venerdì in Provincia ci sarà una pronuncia formale in merito, in una seconda conferenza dei servizi.
La giunta regionale, intanto, ha annunciato una riunione tecnica a breve tra Comune, Provincia, Arpa e Aziende sanitarie per tracciare un quadro delle "problematiche ambientali di Temi"; riunione che assume caratteri di urgenza, perché la bozza del decreto attuativo dell'art. 35 dello "Sblocca-Italia" (inviata alle Regioni il 29 luglio) prevede che sia costruito in Umbria uno dei 12 nuovi inceneritori considerati "strategici" (dunque con un iter di rapida approvazione) dal Governo e assegna contestualmente al "Cuore verde d'Italia" una quota di rifiuti da bruciare pari a 140mila tonnellate, destinate, secondo il consigliere pentastellato Andrea Liberati, proprio a Terni.
È evidente che la questione di fondo, su cui si farà leva nella Conferenza Stato-Regioni, è quello della "sostenibilità ambientale e della vivibilità del territorio", come ha sottolineato la presidente della Regione Catiuscia Marini, ponendo l'accento sul fatto che "ogni singola autorizzazione" non può prescindere "da una verifica attenta e scientifica" che "chiarisca con certezza se su quel territorio si possa procedere con ulteriori impianti di smaltimento o se invece è il caso di fermarsi". Intanto, il comitato "No Inceneritori" ha già fatto sapere che per dopodomani è indetto un nuovo presidio davanti a Palazzo Bazzani per ribadire che la salute dei cittadini è il primo bene da tutelare.

di Serena Brascugli
Corriere dell'Umbria Mercoledì 2 Settembre 2015

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