Allontanati dall'Italia per la loro "altissima pericolosità": è la sorte toccata a due stranieri, accompagnati al Cie dagli agenti della polizia dopo essere stati scarcerati dalla casa circondariale di vocabolo Sabbione.
Il primo è un albanese di 43 anni, condannato a 20 anni di reclusione per traffico internazionale di stupefacenti.
Dopo 16 anni è stato scarcerato e grazie alla collaborazione con le autorità albanesi l'Ufficio immigrazione è potuto risalire alla reale identità dell'uomo, che è stato accompagnato coattivamente al Cie di Bari, in attesa di ricevere un lasciapassare per rientrare nel suo Paese. Privo di documenti anche l'altro straniero, un cittadino tunisino condannato a sette anni di carcere per tentato omicidio, violenza sessuale nei confronti della moglie e maltrattamenti in famiglia anche nei confronti del figlio minore, reati commessi a Parma nel 2008.
Ieri è stato accompagnato alla sede di Crotone da dove rimarrà in attesa del lasciapassare per fare ritorno in Tunisia.
Durante l'attività di controllo del territorio da parte dei poliziotti della questura sono stati anche fermati ed identificati due italiani con numerosissimi precedenti penali per reati contro il patrimonio. Non avendo fornito alcuna spiegazione in merito alla loro presenza in città, nei loro confronti è stato emesso un provvedimento di divieto di ritorno. Sempre lunedì, in Piazza Tacito, una pattuglia del poliziotto di quartiere ha fermato alcuni stranieri, fra i quali un cittadino marocchino di 19 anni che è risultato inottemperante ad un precedente Ordine del questore di Temi.
Denunciato per la violazione della legge sull'immigrazione, è stato nuovamente espulso. Intanto ieri il presidente del Consiglio Matteo Renzi, durante un'intervista a Rtl 102.5, ha citato Temi parlando della questione dell'immigrazione. Il premier ha ricordato, tra i fatti di cronaca che hanno visto coinvolti stranieri, la morte di David Raggi.
"lo non voglio sottovalutare queste vicende - ha detto -, ma facciamo costantemente delle operazioni di polizia, talvolta valorizzate dai media, talvolta no, la partita non è semplice."
Il Giornale dell'Umbria Giovedì 3 Settembre 2015

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