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Finiti gli scavi, pronta una guida Terni - Parole e scavi per promuovere il territorio e, in particolare, quell'impareggiabile "opera" che è la Cascata delle Marmore, costellata di beni storici, artistici, antropologici, naturali e industriali. Ieri pomeriggio, l'archivio di Stato di Terni ha ospitato la presentazione di due lavori, tanto diversi quanto uniti e sinergici. Da un lato, l'uscita della guida "L'opera della cascata" e, dall'altro, la presentazione degli interventi di recupero di ponte del Toro, che verrà inaugurato ufficialmente sabato alle 10,30. Alla presentazione erano presenti, tra gli altri, il sindaco, la direttrice dell'archivio di Stato, il presidente del Centro studi storici, la soprintendente ai beni archeologici dell'Umbria, Calandra, il presidente della Carit, Fornaci, il coordinatore del progetto Miro Virili, i tecnici del Comune e il vicepresidente di Acti, Notari Come è stato evidenziato, una delle linee di sviluppo e rilancio turistico promossa dal Comune di Temi vede proprio la valorizzazione non solo della Cascata, ma anche dei beni intorno ad essa.

"Le assi fondamentali dello sviluppo cittadino, e gli elementi più importanti da un punto di vista identitario per i ternani - ha detto il sindaco Di Girolamo - sono risultati essere le acciaierie, San Valentino e la Cascata. E quest'ultima è sempre stato il bene che con più continuità è stata oggetto di investimenti importanti. Si tratta di un'opera dell'uomo che è anche opera della natura, protagonista di cambiamenti significativi nel corso dei secoli e per questo da definire bene culturale."
In effetti il paragone che torna come ha affermato l'architetto Miro Virili, coordinatore della realizzazione della guida - è quello con le opere delle grandi cattedrali medievali, proprio per evidenziare quanto la Cascata sia stata plasmata e abbia a sua volta plasmato il territorio. Un susseguirsi di interventi che hanno dato al salto l'aspetto attuale, senza dimenticare l'importanza per l'industrializzazione della città. Da qui la guida che permette di approfondire non solo la storia, ma anche il territorio, gli aspetti geologici, naturalistici, ingegneristici ed idraulici che caratterizzano l'area. Una scoperta dietro l'altra tra mappe ed itinerari che faranno vedere la cascata con occhi diversi anche a chi crede di conoscerla bene. La stessa volontà di riscoprire il territorio sta anche negli interventi - finanziati dal Gal - che hanno portato al recupero di ponte del Toro, da troppi anni dimenticato e per il quale, ora è emersa una nuova funzione.
"Gli interventi - ha evidenziato l'archeologo Carlo Virili - hanno portato alla scoperta di un 50 per cento in più del ponte. Gli studi dei primi dell'800 e del'900 non si erano soffermati sulla parte superiore del manufatto che, invece, ha confermato i sospetti di non trovarci di fronte a un ponte carrabile, ma a un manufatto idraulico di alleggerimento della cava Curiana, che coinvolgeva un canale proveniente dal pianoro di Marmore, in un momento in cui la caduta era decisamente più spostata verso ponte del Toro."
Il ponte, insomma, sarebbe troppo stretto per essere un passo stradale, misurando solo 2,40 metri rispetto ai 4,40 metri minimi e canonici delle strade romane, elemento che si va ad affiancare ad altri aspetti costruttivi che confermerebbero questa ipotesi. Il ponte, quindi, è stato ripulito non solo dalla vegetazione e dalle concrezioni causate dal carbonato di calcio dell'acqua della cascata, ma anche da rifiuti, una vera e propria discarica a cielo aperto degli ultimi 70 anni. Ora il ponte è di nuovo fruibile, grazie a camminamenti e scale che ne permetteranno, per la prima volta, la fruizione. Turismo e sviluppo II manufatto romano è stato interamente restaurato e verrà inaugurato domani, ultimata anche una pubblicazione sull'area Ponte del Toro così come appare dopo il restauro
Il Giornale dell'Umbria Venerdì 16 Ottobre 2015

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