II gigante Terni Reti già perde i primi pezzi. Rispetto al progetto iniziale, infatti, il Comune di Terni sta per fare due passi indietro. Il primo, sull'illuminazione pubblica:
"Valuteremo la convenienza dell'operazione"
, ha detto ieri mattina l'assessore al Bilancio, Vittorio Piacenti D'Ubaldi, poco prima di cominciare l'audizione in Terza commissione. Il secondo, sulla gestione del parcheggio coperto di Corso del Popolo:
"Non c'è nessun elemento legato con la nuova Terni Reti"
, ha fatto sapere l'assessore Piacenti rispondendo a una domanda del consigliere comunale di maggioranza Luigi Bencivenga. Eppure, sia l'illuminazione pubblica (oggi in mano all'Asm) che Corso del Popolo (gestito da quello che resta dell'Atc) sono tra le "proprietà trasferibili a Terni Reti"come si legge nella delibera di giunta approvata pochi giorni fa. Si ridimensiona così il ruolo della super partecipata, concepita per salvare i dipendenti di Usi e Atc, le società pubbliche naufragate sotto una marea di debiti (6,5 e 1,5 milioni di euro).
"Otto dipendenti andranno in Regione, altri all'Asm, mentre il resto in Terni Reti"
ha ribadito l'assessore Piacenti.
II primo ripensamento è da collegare ai malumori emersi in giunta. Da quello che è trapelato pare che l'assessore ai lavori pubblici, Stefano Bucari, abbia fatto valere tutto il suo peso politico per bloccare sul nascere l'operazione. Operazione che prevedeva il passaggio di proprietà dell'illuminazione pubblica dal Comune a Terni Reti, che si sarebbe poi occupata di trovare un gestore. Il secondo passo indietro, invece, è da attribuire a un problema di soldi. A causa di un singolare contratto, la gestione del parcheggio di Corso del Popolo, realizzato in project financing tra Comune e la società Corso del Popolo Sri, pesa sulle casse di Palazzo Spada per circa 600mila euro l'anno.
"Come pensate che Terni Reti possa assorbire tale cifra?"
ha chiesto il consigliere Bencivenga.
"Terni Reti - ha risposto l'assessore Piacenti - non se ne occuperà. Con il Comune stiamo valutando l'opportunità di trovare, in accordo con la Corso del Popolo Sri, un sub gestore."
Dalle modifiche agli altarini sollevati dal consigliere di minoranza Enrico Melasecche a proposito della gestione di Terni Reti, nata nel 2006 e proprietaria delle reti del Gas. Melasecche ha chiesto come mai la partecipata si sia servita più volte delle consulenze di uno studio
"legato in qualche modo a personaggi noti di Terni."
Inoltre, Melasecche ha chiesto chiarimenti a proposito di
"maldicenze che circolano sull'unica assunzione fatta fino ad oggi e sulle consulenze date all'ex presidente."
I chiarimenti sono arrivati da Vincenzo Montalbano Caracci, oggi alla guida di Terni Reti ma pronto a fare le valigie per fare spazio a Sandro Corradi, ex presidente di Atc.
"Le consulenze - ha detto Montalbano Caracci - sono state scelte con criteri di buon senso e comunque lo studio selezionato è quello che ha fatto la migliore offerta tra le quattro pervenute. All'ex presidente, sulla base di una mia prerogativa, ho affidato un progetto, nessuna consulenza. Per quanto riguarda l'assunzione - ha concluso Montalbano Caracci - non spetta a me fare l'albero genealogico dell'ex presidente e comunque non c'è parentela diretta di sangue con la persona assunta."

Sergio Capotosti
Il Messaggero Sabato 31 Ottobre 2015

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