II Comune compie il primo passo verso quello che potrebbe rappresentare uno degli interventi più consistenti degli ultimi anni in quanto a rilancio di aree degradate. La giunta del sindaco Leopoldo Di Girolamo ha infatti firmato la delibera numero 318 con cui aderisce ad un bando nazionale per reperire fondi proprio in materia di sistemazione di zone socialmente e strutturalmente arretrate. Il progetto si chiama “Piano nazionale per la riqualificazione sodale e culturale delle aree urbane degradate"ed è uno degli ultimi lanciati direttamente dal consiglio dei ministri. Possono partecipare tutti quei Comuni "che abbiano al loro interno aree urbane degradate che presentino indice di disagio sodale e indice di disagio edilizio."L'obiettivo del bando è la riduzione dei " fenomeni di marginalizzazione e degrado con l'inserimento di servizi sociali e educativi, attività didattiche e culturali."I progetti da presentare riguardano piani di "riqualificazione costituti da un insieme coordinato di interventi localizzati."

Tutti elementi che secondo l'amministrazione comunale fanno al caso di Temi.
Ecco perché la giunta ha deciso di presentarsi al bando e di iniziare a lavorare ai diverse idee, che dovranno essere presentate ai tecnici del ministero entro il 30 novembre. Anche perché i fondi a disposizione sono sostanziosi: per ogni progetto la partita va da 100mila euro fino a 2 milioni. E il Comune ha già individuato quali saranno i punti della città da prendere eventualmente in considerazione. Si tratta in particolare della "fascia Est del centro città", che comprende diverse zone finite ormai nel dimenticatoio. Si parte con l'area ex Camuzzi, per passare poi al tessuto residenziale di Sant' Agnese in zona Borgo Bovio, il parco Rosselli e l'area del lungo Serra, la zona ex Gruber e il tessuto residenziale circostante, lungo Nera da via dell'Argine a viale Brenta, Città Giardino e la parte dell'ex Siri.

I progetti che entreranno a far parte del bando tuttavia andranno avanti parallelamente a quelli già avviati dall' amministrazione o da privati. Come per esempio quello relativo alla zona ex Camuzzi, di sicuro una delle aree di cui la politica ha più discusso nelle ultime settimane. Qui già esiste un progetto messo in piedi dalla società Camuzzi Costruzioni per la realizzazione di una torre commerciale alta sessanta metri e di un nuovo parco sulle ceneri di quello già esistente. Un piano questo già approvato da una delibera della giunta di Palazzo Spada ma che ha incontrato di recente il parere contrario del centro studi Malfatti, che da sempre si batte contro quelli che ritiene interventi che mettono a rischio elementi storici della città.

"Dopo avere espresso con una nota il proprio dissenso per l'ennesima insensata programmazione urbanistica prevista per l'area ex Camuzzi - si legge in una nota - il centro Malfatti ha chiesto al ministero per i Beni e le attività culturali e del turismo, l'avvio del procedimento per la manifestazione di interesse culturale per quanto rimane degli originari impianti del gazometro della città di Terni, gli edifici storici della ex Camuzzi in via Lombardia."
Per il centro studi alcune delle strutture che il piano vuole abbattere rappresentano un elemento storico che non può essere sacrificato senza il parere almeno del ministero. Della questione si è interessato anche il consigliere comunale di Forza Italia Francesco Maria Ferranti, il quale ha annunciato una interrogazione alla giunta per valutare un'alternativa, ossia un centro fieristico, culturale e congressuale.

"A Temi non c'è un sito utilizzato come centro congressi e spazio espositivo - spiega Ferranti in una nota - e per questo chiederò con un'interrogazione alla giunta di ipotizzare la preservazione di edifici che hanno un valore culturale per questo territorio e la realizza zione di un centro espositivo e fieristico permanente che, se ben gestito e promosso, potrebbe rappresentare un' attrattiva turistica ed economica."

Corriere dell'Umbria Martedì 3 Novembre 2015

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