Galleto: La Erg punta le carte sul green

Dopo cinque mesi dall'acquisizione della centrale di Galleto la Erg fa il punto della politica industriale e assicura che il futuro sarà sempre più green. L'occasione per parlare di strategia è stato l'arrivo dei vertici della società a Temi con visita all'impianto idrico e alla cascata delle Marmore. Cosi dopo quasi 70 anni di petrolio e di investimenti nel settore, la società ligure fondata dalla famiglia Garrone e ora in mano a Edoardo, nipote e omonimo del fondatore, si appresta a salutare il mondo del greggio per concentrarsi nelle energie rinnovabili.
"Siamo orgogliosi del nostro passato - ha detto il presidente - ma dobbiamo guardare avanti e ormai siamo un'azienda green, quindi per noi sarà più importante vedere se piove o tira vento più che il prezzo del petrolio."
"Nel 2008 eravamo un'azienda petrolifera con raffinerie e ci muovevamo in un settore ad altissima volatilità - ha spiegato il vicepresidente, il fratello Alessandro - ma da allora il gruppo ha disinvestito 3,3 miliardi di asset petroliferi e ne ha reinvestiti 3,9 sostanzialmente in energie rinnovabili, di cui 3 sono stati riservati all' Italia: di questi, circa un miliardo è imito nella zona di Temi dove ha acquisito un complesso sistema di 16 centrali idroelettriche da E.On."
Assodato che ormai la mission di Erg si sposta, l'amministratore delegato Luca Bettonte ha annunciato che
"se nell’ ambito di un percorso di valorizzazione ci fosse la possibilità di uscirne dalla joint venture con Total non scarteremmo quest'opzione, perché abbiamo fatto una scelta green e dobbiamo essere coerenti con essa."
Quindi nei pensieri del managment l'obiettivo è di uscire dal settore petrolifero ma a quanto ammesso non ci sono trattative in corso. Ma i vertici della Erg puntano anche ad avvicinare i consumatori, infatti sempre nel corso della conferenza dopo la visita al la centrale, l'amministratore delegato ha comunicato che la società guarda con interesse al 2018 quando dovrebbe essere abolito il mercato tutelato dell'energia elettrica
"per sbarcare sul business del retail (ossia la fornitura diretta al consumatore) che per noi - ha detto Bettonte - potrebbe essere una grande opportunità, pur non avendo al momento un rapporto diretto con il cliente: ma questo potrebbe non essere uno svantaggio, perché dovendo partire da zero non saremmo appesantiti da strutture distributive. Quello che d interessa, però, è che sia un mercato davvero concorrenziale."
A proposito dell'eolico, altro terreno su cui la Erg si sta misurando, i vertici presenti a Galleto hanno lanciato una sorta di appello in merito al tanto atteso decreto del governo che deve regolare con norme chiare e certe l'ammodernamento delle centrali senza il quale si corre un doppio rischio, e cioè la fuga all'estero degli investimenti e non riuscire a centrare gli obiettivi europei. Sulla possibilità di far scendere la quota del gruppo energetico, gli apicali hanno risposto che
"la quota del 63% attraverso cui la holding San Quirico (famiglia Garrone-Mondini, ndr) controlla la Erg non è scolpita nel marmo, ma sicuramente è scolpito che la famiglia ha interesse alla maggioranza, che si può esercitare anche con il 50,1%."

Più chiaro di così!

Corriere dell'Umbria Martedì 24 Maggio 2016

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