Tre fiumi inquinati dai metalli pesanti

"Disastro ambientale in corso". Cosi i consiglieri regionali e locali del Movimento Cinque Stelle descrivono
"dati alla mano, con due nuovi studi, una vera e propria emergenza."
Sotto osservazione finiscono i fiumi Paglia, Tevere e Nera, nell'Orvietano e nel Ternano. Nei primi due è il mercurio sotto osservazione, a Terni cromo e nichel dagli studi vanno sopra i limiti.
"I fiumi Paglia e Tevere - ha spiegato il consigliere regionale Andrea Liberati - presentano un altissimo inquinamento da mercurio, derivante dalle miniere del monte Amiata, entrato nella catena alimentare attraverso i pesci, con conoentrazioni che , lungo il Paglia, eccedono nel 96 per cento dei casi le soglie di pericolo per la salute umana fissate negli Stati Uniti. Gli studi dimostrano, peraltro, che la contaminazione è talmente grave da mettere a rischio la geochimica del mar Mediterraneo, giacché quello del fiume Tevere rappresenta uno dei più importanti casi di inquinamento da mercurio del mondo, come indicano gli esiti dei prelievi di acque e sedimenti effettuati dai diversi studiosi, fino alle porte di Roma."
"Osservato spedale per le numerose contaminazioni da mercurio rilevate nei sedimenti e per gli sversamenti rossi dovuti probabilmente alle vasche delle miniere di cinabro sull'Armata - ha spiegato la consigliera di Orvieto Lu cia Vergaglia in riferimento al Paglia - non è mai stato oggetto di progetti seri e completi di bonifica o messa in sicurezza, ad Orvieto questa condizione ha creato non poco scalpore quando l'inquinamento di mercurio rilevato in discarica si è sovrapposto ai rilievi nel fiume. Attualmente vige un pressocchè inosservato divieto di pesca sul bacino nel Comune iniziato nel novembre 2012 ed avente causa il blocco dei depuratori per l'alluvione e, nella distrazione amministrativa, mai revocato."
Sul caso è intervenuto poi anche il sindaco di Orveito Giuseppe Germani.
"I dati dell'Arpa - spiega il sindaco m una nota - hanno aumentato la soglia di attenzione, tanto che è stato fissato per venerdì mattina un incontro fra tutti gli organismi competenti per definire il problema che, va ricordato, interessa tutta l'asta del fiume Paglia, non solo Orvieto e, come tale, comporta una attenzione da parte del ministero dell'Ambiente al quale ci siamo rivolti."
Il quadro non è roseo nemmemo per il fiume Nera: Thomas De Luca e Valentina Pococacio mettono sul tavolo uno studio commissionato dalla stessa Thyssen Krupp all'Università di Urbino. Qui i valori alti sono quelli del nichel e del cromo, prelevati in particolare nella stazione di Santa Maria Maddalena, che variano tra i prelievi a monte e quelli a valle.
"Dobbiamo portare avanti il nostro lavoro - ha spiegato De Luca dopo aver illustrato il quadro della situazione - in modo tale da mettere insieme tutti i tasselli che mano a mano vengono fuori dai vari studi, che però non vengono mai dalle istituzioni. É un lavoro complicato, ma noi lo facciamo."
Per questo De Luca chiede anche una interdizione alla pesca proprio lungo le sponde del Nera.

"Lungo le sponde del fiume in città - ha spiegato De Luca - ci sono numerosi pescatori che si possono trovare in diversi punti lungo le sponde del Nera. Credo che quanto meno qualcuno dovrà dire loro che non è opportuno pescare in quel punto. Ecco perché serve un'ordinanza che limiti queste situazioni."

Corriere dell'Umbria Mercoledì 11 Maggio 2016

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