Derivati, si chieda l`annullamento

"Non si firmi la proposta di transazione con la banca, ma si vada dritti alla causa per chiedere l'annullamento dei contratti per i derivati."
derivati-finanziariLo chiede il gruppo dei 5 Stelle.
"La vicenda, - spiega una nota del gruppo - annosa ma di strettissima attualità, è quella dei derivati stipulati dal Comune di Terni con una primaria banca italiana, derivati che a noi cittadini costano centinaia di migliaia di euro ogni anno di maggiori oneri finanziari. Il Comune, privo di qualsiasi esperienza finanziaria derivata, ha stipulato con una banca tre contratti coi quali ha trasformato due debiti a tasso variabile in debiti a tasso fisso ed uno a tasso fisso in uno a tasso variabile. Ora, da anni ormai la giurisprudenza annulla questi contratti quando, stipulati fra un operatore qualificato (la banca) ed uno non qualificato (i Comuni o le Regioni), e quindi in condizioni di incapacità di valutare pienamente i rischi ed i costi insiti nelle clausole, si dimostrino compiuti in danno dell'interesse collettivo."
Da qui la critica alla giunta Di Girolamo per non aver fatto
"una bella causa civile per annullamento integrale dei derivati malaccortamente sottoscritti, che consentirebbe di evitare ai cittadini extracosti finanziari per centinaia di migliaia di euro all'anno per i prossimi 15 o 20 anni, ma una ben più misera transazione bonaria, che non solo non cancella un euro di tali futuri oneri finanziari (i cosiddetti differenziali), ma che addirittura richiederà un esborso immediato di 1,2 milioni. Con la transazione, inoltre, il Comune rinuncia ad ogni futura azione di annullamento: praticamente paghiamo per perdere."
Corriere dell'Umbria Mercoledì 10 Agosto 2016

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