I carabinieri aprono una sala audizioni per le vittime di abusi

femminicidio-campagna-pubblicitariaSono 148 le donne vittime di violenza che dall'inizio dell'anno a oggi vengono assistite dal Centro antiviolenza di Temi. Un dato impressionante e in costante aumento, ormai da alcuni anni a questa parte. Dati preoccupanti soprattutto se si considera che, come evidenziano gli esperti del settore, la maggior parte delle donne non trova ancora la forza e il coraggio di denunciare le violenze subite. Molteplici le cause: la paura, la vergogna, il timore di ritorsioni, specie m presenza di figli minori. Qualcosa però si sta muovendo, come conferma Raffaella Mossa, operatrice del Centro:

"Si, i dati sono in crescita anche a Terni, purtroppo spiega - però devo dire che, a forza di parlarne, le donne vittime di violenza stanno cominciando a usare dal "buio" del loro dramma".

Ma, ovvio, occorre fare ancora molto. Quello della violenza sulle donne è, in assoluto, uno dei problemi più gravi che riguardano la salute pubblica. Si stima che circa il 35% delle donne nel mondo abbia subito violenza almeno una volta nella vita. É soprattutto la violenza domestica la forma più diffusa: rappresenta circa 1'89% dei casi. Un argomento forte che, a volte, rischia perfino di venire "banalizzato". Per questo è sempre bene affidarsi a esperti e a persone in grado di affrontare nel modo giusto questo tremendo dramma sia fisico che psicologico.
Il Centro antiviolenza di Terni, gestito dall'associazione "Liberamente donna", si trova in via Campomicciolo e ha come recapiti telefonini i numeri 0744/288069 e 342/308610.

Nato nel 2014 con il progetto del dipartimento delle Pari Opportunità "Umbria Antiviolenza", oggi rappresenta un luogo concreto dove le donne posso no trovare accoglienza e, nei casi più a rischio, ospitalità. Attraverso i colloqui psicosociali possono rielaborare quanto vissuto al fine di costruire una vita libera e autodeterminata lontana dalla violenza.

"Il nostro lavoro - aggiunge la dottoressa Mossa - si svolge in collaborazione e in rete con i servizi che si occupano o che impattano con la violenza contro le donne, dalle forze dell'ordine ai servizi sociali, dalla procura agli avvocati. Si costruisce con le donne una relazione di fiducia che permette loro di aprirsi e raccontare le violenze subite. A noi si rivolgono donne di tutte le razze, le culture e di ogni ceto sociale."
Sarebbe riduttivo considerare il Centro antiviolenza soltanto come luogo di accoglienza. In genere il primo contatto avviene telefonicamente: il telefono è un mezzo molto efficace per superare il senso di vergogna connesso alla violenza e permette di rimanere anonime.
"Alla donna precisa Raffaella Mossa - non vengono offerte soluzioni precostituite, ma un sostegno specifico e informazioni adeguate, affinché possa trovare la soluzione adatta a sé e alla propria situazione."
E a Temi anche una novità: mercoledì 28 settembre, presso la caserma dei carabinieri, in via Radice, sarà inaugurata la prima "aula per le audizioni" riservata alle donne vittime di violenza realizzata dal Soroptimist International Club di Temi nell'ambito del progetto "Una stanza tutta per sé". La cerimonia avrà inizio alle 17 e 30.
Corriere dell'Umbria Giovedì 22 Settembre 2016

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