201611070220980104617II sisma ha messo a dura prova anche la bassa Valnerina nell'area compresa dal comune di Scheggino fino a Temi. Se per l'edilizia privata si conta qualche sgombro a causa di precaria staticità strutturale degli immobili, per il patrimonio storico, artistico e architettonico lo schiaffo del sisma è stato assai pesante e in alcuni casi anche gravissimo. Tra i comuni del comprensorio ternano, Ferentillo è stato il centro più colpito dal sisma, lì dove i monumenti storici sono più presenti. Si va dall'abbazia di San Pietro in Valle con la perdita di alcuni affreschi dell'abside alla chiusura precauzionale della Collegiata di Matterella, la chiesa di Santo Stefano e il museo delle mummie a Precetto, la chiesetta della frazione di Colleolivo e di Castellonalto oltre al portico della chiesa di Santa Illuminata al cimitero urbano. Il terremoto non ha risparmiato le rocche di Matterella e di Precetto con qualche crollo alle merlature.
"Il problema maggiore che ha prodotto questo sisma è la caduta di alcune parti degli affreschi dell'abside in abbazia - spiega il presidente dell'associazione culturale Alberico Cybo, lo storico ferentillese Carlo Favetti - un grave colpo a questi dipinti realizzati dal cosiddetto maestro di Eggi nel 1444 due anni dopo la realizzazione di altri nella chiesa di San Giuliano a Spoleto e alla chiesa di San Michele Arcangelo di Eggi. Gli affreschi continua Favetti - coprono tutta la superficie dell'abside dove nel catino è raffigurato un Cristo Pantocratore attorniato da nuvole e da angeli osannanti; nel registro sottostante la Madonna col Bambino e alcuni apostoli, ma quello più interessante è tutta la serie di santi della tradizione benedettina tra i quali Lazzaro e Giovanni, Marziale, Eleuterio, mentre al centro San Benedetto e gli abati Mauro e Placido. Questi dipinti - conclude - necessitavano da diverso tempo di una sostanziale messa in sicurezza, dopo varie segnalazione agli enti preposti. Oggi alcune parti di questi sono ormai persi per sempre. Un patrimonio immenso, per quel che ne rimane, che dovrà urgentemente essere messo in sicurezza come il resto dei dipinti di scuola senese nell'altare degli eremiti posto nel transetto di sinistra."
Nulla da segnalare fortunatamente per quanto riguarda gli affreschi alla collegiata di Santa Maria di Matterella tutti restaurati, come i dipinti cinquecenteschi di Jacopo Siculo.
Corriere dell'Umbria Lunedì 7 Novembre 2016

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