Se ignorate la rendita catastale del vostro immobile potete ricavarlo dall'atto di compravendita, dalla dichiarazione dei redditi, oppure ricercarlo sul sito dell'Agenzia del Territorio, inserendo il proprio codice fiscale e gli estremi catastali dell'immobile
Per il calcolo dell'IMU si intendono utilizzate le aliquote del 4 per mille per la prima casa e del 7,6 per mille per le seconde case.
I Comuni tuttavia hanno la facoltà di aumentare o diminuire l’imposta sulla seconda casa del 3 per mille; ciò significa che la IMU sulla seconda casa potrà andare da un minimo del 4,6 a un massimo del 10,6 per mille.
Per l'aliquota sulla prima casa invece, sembra che ai comuni sia lasciata unicamente la possibilità di diminuire l'aliquota al 2 per mille.
Lo strumento è valido per il calcolo dell'IMU per fabbricati di categoria catastale A (esclusa la categoria A10) e categoria C2, C6 e C7
Si chiama Imu, ma si legge super-Ici
Parliamoci chiaro: che togliere l'Ici sia stata solo un'operazione di facciata, questo è ormai assodato. Tutti gli analisti ne sono convinti e persino la Corte dei conti nei mesi scorsi in una sua relazione aveva evidenziato la necessità di reintrodurre l'imposta tanto odiata. A ragione, si dovrebbe dire, ma la realtà dei fatti è che la debacle degli enti locali (e in fondo dello Stato, che si era impegnato a restituire ai Comuni i soldi che non sarebbero più entrati) era cominciata proprio con la soppressione dell'Ici per l'abitazione principale. Soppressione che, nel voler strafare, aveva riguardato anche le seconde e terze case purchè date in uso gratuito a qualche familiare.E da lì in poi era cominciato un vorticoso frazionamento delle famiglie nell'intento di sfuggire all'imposta, ma con scissioni rivelatesi in realtà spesso fittizie. Adesso la manovra Monti azzera tutto andando oltre, con l'anticipazione al 2012 dell'Imu, cioè l'Imposta Municipale Unica, una sorta di super-Ici. Ma è bene precisare che per capire come e quanto si dovrà effettivamente pagare la nuova imposta sugli immobili, si dovrà giocoforza attendere la conversione in legge del decreto e sapere poi come i Comuni si vorranno comportare rispetto ai margini di manovra che il decreto Monti assegna loro.
[...]Se la modifica del walfare rappresenta una delle mosse ritenute improcrastinabili, sugli immobili si pesca sempre bene. E le modifiche in questo caso saranno più che sensibili. Con l'Imu lo Stato detta le regole fisse: gli immobili tornano ad essere tutti tassati (forse anche quelli rurali) ma con una distinzione per l'abitazione principale (cioè quella usata direttamente dal suo proprietario): in questo caso l'aliquota sarà dello 0,4%, che i Comuni potranno aumentare o diminuire di 0,2 punti percentuali, con una detrazione per i primi duecento euro di tassa mentre l'aliquota per le seconde e terze case sarà dello 0,76% e i Comuni la potranno alzare o diminuire di 0,3 punti percentuali.
Questo è il primo step, perché poi c'è quello relativo agli estimi catastali: secondo le prime indicazioni, la rivalutazione delle rendite resta ferma al 5% ma aumentano i moltiplicatori per il calcolo del valore catastale, ad esempio 160 per le abitazioni classificate nel gruppo a, che sono poi la maggior parte.
Gli uffici passeranno dall'attuale coefficiente 50 ad 80, i laboratori artigianali da 100 a 140, i capannoni artigianali ed industriali da 50 a 60 mentre i negozi vedranno salire il rispettivo coefficiente da 34 a 55. Tutto questo se non si cambierà idea.
Confedilizia già punta i piedi e chiede che il governo chiarisca cosa intende per seconde e terze case: se sono quelle tenute a propria disposizione dal proprietario o, piuttosto, se sono le case date in locazione, perfino quelle a canone concordato. Per Confedilizia infatti una super-Ici sulle case affittate ucciderebbe quel poco di locazione che è rimasto e darebbe solo nuovo spazio al caro affitti e al sommerso. E i Comuni? Per il momento stanno a guardare in attesa di indicazioni chiare, ma certo è che per gli amministratori si tratta di fare sempre più gli equilibristi
Giovanni Bosi
Corriere dell'Umbria Martedì 6 Dicembre 2011

